Coronavirus

Dalla Basilicata al Lazio, la formula vincente degli open day (o open night) AstraZeneca

Sold out a Roma, Frosinone, Latina e Viterbo in meno di tre ore. Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto chiedono al commissario Figliuolo di avere le dosi AstraZeneca rimaste nei frigo nelle altre regioni

di Andrea Carli

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3' di lettura

Aprire le porte a chi, stanco della girandola di misure restrittive applicate da più di anno, spera di vaccinarsi quanto prima contro il coronavirus, così da poter riprendere alcune delle abitudini che caratterizzavano la routine pre pandemia. Ottenendo un duplice effetto: sempre più persone immunizzate, e utilizzo di dosi di AstraZeneca (oggi “Vaxzevria”) che altrimenti rischierebbero di rimanere nei frigo di alcune regioni. È questa, in estrema sintesi, la formula “vincente” degli open day (o open night, seconda del momento della giornata in cui l’iniziativa viene promossa) messi in campo da un gruppo di amministrazioni (Basilicata, Campania, Abruzzo, Sicilia e Lazio). Open day significa giornate dedicate alle somministrazioni, anche senza prenotazione. Chi prima arriva si vaccina.

Open day over 40 AstraZeneca nel Lazio, sold out in poche ore

Nel fine settimana scatterà l’open day del Lazio. Saranno 20mila le dosi che la regione metterà a disposizione per gli over 40 (nati dopo il 1981). È già tutto esaurito. L'assessore alla Sanità e Integrazione sociosanitaria Alessio D’Amato, ha raccontato di « sold out a Roma, Frosinone, Latina e Viterbo in meno di tre ore. La modalità del ticket virtuale ha funzionato - ha aggiunto - e sono rimasti pochi slot all'outlet di Valmontone e Rieti. L’esperienza è da ripetere con un numero di dosi necessariamente maggiore che richiederemo alla struttura commissariale». Insomma, per D’Amato l’iniziativa è stata «un successo straordinario».

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Figliuolo, più dosi AstraZeneca alle regioni del Nord

Lazio e Lombardia hanno chiesto al commissario per l’Emergenza Figliuolo di avere le dosi AstraZeneca che nelle altre regioni sono rimaste inutilizzate. «Parlo di 60mila, 80mila o anche 100mila dosi in più che in altri territori non riescono a somministrare - ha spiegato D’Amato - Noi siamo pronti». Un analogo appello è giunto dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Sono interessati a quei vaccini anche Piemonte e Veneto. Il pressing ha avuto effetto. Figliuolo ha annunciato modifiche al piano vaccinale, con più dosi di AstraZeneca alle Regioni del Nord, dove se ne usano in misura maggiore. Previsti bilanciamenti fra le Regioni in modo da usare tutte le dosi del vaccino anglosvedese.

In Sicilia somministrato appena il 61% delle dosi AstraZeneca disponibili

In Sicilia, stando ai dati elaborati da Lab24, su oltre 473mila dosi Vaxzevria a disposizione nei frigo, ne sono stati somministrate oltre 288.800, il 61 per cento. «Abbiamo avviato l'open day tre settimane fa per dare forza e impulso alla campagna di vaccinazione e a quella con AstraZeneca in modo particolare, la cui scorta nei frigoriferi è sempre stata abbondante - ha spiegato presidente della Regione Nello Musumeci -. Verso AstraZeneca c'è stata e c'è una comprensibile ma ingiustificata psicosi - ha continuato -, a fronte di 5-6 decessi la cui connessione con il vaccino comunque è stata esclusa». Così, dopo gli open day di metà aprile, la scorsa settimana i centri vaccinali hanno accolto i nati tra il 1962 e il 1971 con patologie, oltre che gli over 60 (anche senza prenotazione).

Basilicata apripista negli Open day

La Basilicata ha fatto da apripista, tanto che a livello nazionale si è parlato di “modello Basilicata”. Una prima volta con un Open day Astrazeneca il 12, 13 e 14 aprile, a Potenza e a Matera. Porte aperte ai lucani fra i 60 e i 79 anni, senza prenotazione, ma in ordine di anzianità. Poi l’8 maggio un Astranight a Matera, dalle 22 e fino al 6 del mattino successivo, riservata alle prime 750 persone, tra i 60 e i 79 anni. Accesso tramite numerazione.

Successo in Abruzzo

A fine aprile a registrare il tutto esaurito sono stati gli Open day di AstraZeneca promossi mossi dalla Asl di Pescara e dalla Regione Abruzzo. L'iniziativa era rivolta alle persone di età compresa tra 60 e 80 anni, residenti nel capoluogo adriatico e in provincia. Sono state messe a disposizione circa 3.500 dosi del vaccino anglo svedese. La campagna ha consentito ad alcune persone, soprattutto le più giovani, di anticipare la somministrazione anche di 40 giorni rispetto alla programmazione standard.

Voglia di normalità, a Marcianise i ventenni si mettono in coda

Ai primi di maggio a Marcianise, in provincia di Caserta, sono state quasi 2500 le persone vaccinate dai 18 anni in su, buona parte delle quali under30. Inizialmente le dosi erano state somministrate agli over 50, poi in serata l’Asl ha esteso la platea a tutte le fasce d’età ed è “esplosa” la voglia di tornare alla normalità dei più giovani, anche in previsione delle vacanze; in tantissimi, anche ventenni, sia da Marcianise che dai comuni vicini, si sono recati all'ospedale, hanno preso il numerino di prenotazione e sono poi tornati all'orario stabilito per la vaccinazione; tutti in fila, distanziati.

Soluzione per non rallentare la campagna vaccinale

La criticità principale al momento resta però, in alcuni territori, quella di rintracciare e vaccinare gli anziani rimasti proprio a causa della diffidenza dei molti cittadini nei confronti del siero di Astrazeneca. Gli Open day consentono così di non rallentare la campagna vaccinale. E i più giovani sono in prima fila.

Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e la campagna di vaccinazioni sono mostrati in tre mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia. In quelle dei vaccini l’andamento in tempo reale delle campagne di somministrazione in Italia e nel mondo.
Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

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