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Dalla burocrazia alle vecchie abitudini: è arrivato il tempo di cambiare

Con un Pil in caduta libera non abbiamo alternative: bisogna subito voltar pagina perché non ci sono più scorciatoie davanti a noi

di Giancarlo Mazzuca

Visco: estrema incertezza, Pil puo' calare del 13%

Con un Pil in caduta libera non abbiamo alternative: bisogna subito voltar pagina perché non ci sono più scorciatoie davanti a noi


2' di lettura

Qui ci vuole coraggio. Il messaggio che il governatore Ignazio Visco ha lanciato all'assemblea annuale della Banca d'Italia è molto chiaro e assolutamente condivisibile: siamo di fronte ad una crisi senza precedenti. Con un Pil in caduta libera, ha ribadito il governatore, non abbiamo alternative: bisogna subito voltar pagina perché non ci sono più scorciatoie davanti a noi. Un'indicazione precisa che segue a ruota il monito lanciato dagli imprenditori: ci stiamo davvero giocando il futuro del “made in Italy”.

Basta alibi

Se in passato, per non affrontare direttamente la realtà, avevamo diversi alibi, a cominciare da un'Europa che ci continuava a trattare da paese di serie B, oggi non possiamo più far finta di nulla. Anche perché Bruxelles, nonostante i soliti veti dei “partner” della Nord (ma, questa volta, la Germania della Merkel è decisamente dalla nostra parte), sta per aprire i cordoni della borsa: tanti finanziamenti che si aggiungeranno ai decreti varati o in procinto di essere varati dal governo Conte. Ma qualsiasi iniezione di liquidità sarà soltanto un palliativo, un piccolo tampone nel pozzo di San Patrizio, se non cambieremo subito lo scenario di fondo.

Stop alla burocrazia

Come è già successo in altre emergenze (mai così gravi, comunque, come l'attuale), la situazione particolarmente critica può oggi darci quel coraggio necessario per svoltare l'angolo ed affrontare di petto i nostri “handicap”. È il caso della burocrazia che ha sempre finito per frenare la crescita delle imprese italiane. Anche le cronache di questi mesi di “coronavirus” ci raccontano di un mondo produttivo schiacciato non soltanto da tutti i veti e i contro-veti sanitari legati al diffondersi del contagio, ma anche da una burocrazia sempre più crescente. Normalmente, parliamo di solita burocrazia, ma, in questo scorcio del 2020, per il mondo produttivo, così come per tantissimi “signor Rossi”, non è stata la “solita”, è stata molto di più. Siamo stati letteralmente schiacciati dalle moltissime norme, così come dagli infiniti codicilli, che hanno fatto perdere la bussola alla stragrande maggioranza degli italiani. Tanta burocrazia che è riuscita a mandare in “tilt” persino il nostro sistema informatico.

Cambiare le vecchie abitudini

Ma dobbiamo avere coraggio di cambiare anche su tanti fronti nuovi: è il momento giusto, come hanno sottolineato pure diversi imprenditori, per cambiare vecchie e consolidate abitudini. Un esempio, tra i tanti, su cui mi sono soffermato nei giorni scorsi: l'obbligo di tener chiuse le fabbriche nel pieno dell'estate perché, almeno fino ad oggi, è sempre stato considerato un tabù lavorare a Ferragosto. Di fronte ad una situazione di crisi eccezionale, si debbono oggi trovare soluzioni eccezionali. Anche perché, altrimenti, il posto di lavoro (con ferie collegate) diventerà sempre più precario.

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