piani di riapertura

Dalla chiusura alla ripartenza: così l’Europa avvia la fase 2. L’Austria fa da battistrada

Con la curva dei contagi da coronavirus che rallenta in buona parte dell’Europa si inizia a pensare a una graduale riapertura. Per alcuni Paesi inizierà subito dopo Pasqua

di Michele Pignatelli

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Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (secondo da destra) prima della conferenza stampa per annunciare il piano di riapertura del Paese

Con la curva dei contagi da coronavirus che rallenta in buona parte dell’Europa si inizia a pensare a una graduale riapertura. Per alcuni Paesi inizierà subito dopo Pasqua


4' di lettura

“Fase due” è la parola d’ordine dopo il momento più critico dell’emergenza coronavirus. E, se tutti ne parlano, qualcuno ha già fissato date, per lo più dopo Pasqua, e modalità della ripartenza. Austria e Paesi nordici in prima fila - con l’eccezione della Svezia, che rischia di fare un percorso inverso dopo aver puntato su un lockdown solo volontario che sta scricchiolando - ma anche altri Paesi della Mitteleuropa, come la Germania e l’Austria.

Fuori dall’Europa misure di allentamento della crisi sono state annunciate persino in Iran, anche se qui - a dire il vero - l’epidemia non dà l’idea di essere in fase calante.

Austria
L’Austria è il primo Paese europeo che ha annunciato misure strutturate di graduale riapertura, a partire da martedì 14 aprile. Il governo del conservatore Sebastian Kurz - in coalizione con i Verdi - l’11 marzo scorso era stato uno dei primi a imporre la chiusura di scuole, hotel, ristoranti e negozi non essenziali e ora punta a fare da battistrada anche sulla fase due. «Abbiamo reagito più rapidamente di altri e con misure più restrittive - ha detto in conferenza stampa il cancelliere ai giornalisti, indossando una mascherina e parlando dietro un pannello di vetro -. Usciremo anche dalla crisi prima, se tutti continueranno a osservare le misure stabilite».

L'Austria pronta a riaprire attività commerciali dal 14 aprile

In Austria il numero di casi di Covid-19 è in calo costante. Complessivamente, i malati raggiungono quota 12mila (su 8,8 milioni di abitanti), i morti 220; il numero di pazienti in terapia intensiva è stabile intorno a 250 da quattro giorni.

Il giorno dopo Pasquetta, dunque, riapriranno i negozi al dettaglio, anche non essenziali, sotto i 400 metri quadri e i grandi parchi pubblici. Se non ci saranno peggioramenti, nei contagi e nel tasso di mortalità, all’inizio di maggio riapriranno gli altri negozi; scuole, ristoranti, hotel e la maggior parte dei servizi torneranno operativi due settimane dopo, a metà maggio, ma non ci saranno eventi pubblici almeno fino a fine giugno.

Le regole di distanziamento sociale resteranno in vigore almeno fino alla fine di aprile e l’obbligo di indossare la mascherina nei supermercati (già in vigore) sarà esteso ai mezzi pubblici. Il governo si riserva tuttavia di monitorare ancora attentamente il trend , anche da qui a Pasqua: «Se i numeri non saranno buoni - ha detto Kurz - tireremo il freno a mano».

Danimarca
La Danimarca prevede di riaprire asili e scuole elementari a partire da mercoledì 15 aprile come primo passo per allentare gradualmente un lockdown di oltre tre settimane, che ha visto già l’11 marzo anche la chiusura dei confini per la maggior parte degli stranieri. L’annuncio è stato fatto dalla premier Mette Frederiksen, in seguito al contenimento e alla stabilizzazione dei ricoveri e dei decessi da coronavirus (quasi 5mila i contagi complessivi, 187 i morti). Anche Frederiksen ha tuttavia messo le mani avanti, specificando che se la situazione da qui a Pasqua dovesse peggiorare «non riapriremo».

Il passo successivo sarà la riapertura di ristoranti e parrucchieri. Altre restrizioni, come la chiusura di scuole secondarie, bibilioteche e chiese, come pure il divieto di assembramenti superiori a 10 persone resteranno in vigore almeno fino al 10 maggio.

Norvegia
Misure di allentamento sono previste a breve anche in Norvegia, dove il ministro della Sanità Bent Hoeie ha annunciato che l’epidemia è «sotto controllo», visto che l’indice di trasmissione del virus è sceso da 2,5 (prima del severo lockdown adottato) a 0,7. Il che significa che, mentre prima una persona positiva al coronavirus ne infettava in media 2,5, oggi ne contagia 0,7.

«Possiamo riaprire la società poco a poco», ha detto la premier Erna Solberg. Dunque gli asili riapriranno tra il 20 e il 27 aprile, le scuole dal 27 in poi; dal 20 aprile i norvegesi potranno spostarsi anche nelle case di montagna. Eventi sportivi, festival e altre manifestazioni culturali continueranno a essere banditi però fino al 15 giugno, resterà ampio il ricorso allo smart working e rimarranno in vigore le misure di prevenzione del contagio.

In Norvegia si contano finora 5866 casi e una novantina di decessi.

Repubblica Ceca
Chi invece si accinge a una parziale riapertura addirittura prima di Pasqua è la Repubblica Ceca. Il ministro dell’Industria Karel Havlicek ha annunciato che già l’8 aprile riapriranno alcuni negozi, come ferramenta e rivenditori di materiali da costruzione, e saranno tolti alcuni divieti sulle attività sportive all’aperto, come jogging o bicicletta. Un numero più consistente di esercizi commerciali dovrebbe riaprire dopo Pasqua. Il 14 aprile il governo prevede anche di allentare le restrizioni sui viaggi all’estero, oggi consentiti solo ai lavoratori pendolari. Chi vuole lasciare il Paese dovrà presentare valide motivazioni e rispettare poi una quarantena di due settimane al ritorno.

La Repubblica Ceca è stata tra i primi Paesi a dichiarare lo stato di emergenza in marzo, quando ancora il numero di casi era inferiore a 200, con misure molto rigide. I dati degli ultimi giorni hanno indicato una crescita percentuale giornaliera dei contagi a una sola cifra, il numero di positivi supera di poco 4800 e i decessi sono 80. Il governo progetta di iniziare già questa settimana test a campione sulla poolazione per effettuare una stima sulla diffusione del virus anche tra gli asintomatici.

Germania
Quanto alla Germania, la cancelliera Merkel ha chiarito all’inizio della settimana che le restrizioni sulla libertà di movimento e lo stop alle attività produttive decisi il 22 marzo rimarranno in vigore almeno fino al 19 aprile e che è troppo presto per parlare di allentamento. Il Paese registra oggi oltre 103mila casi e più di 1800 morti.

Tuttavia, un documento a cui ha avuto accesso l’agenzia Reuters, pur senza fissare date, pianifica il graduale ritorno alla vità normale con il ricorso a misure quali l’obbligo di indossare mascherine in pubblico, limiti agli assembramenti e una capacità di individuare rapidamente le catene di contagio: 24 ore per rintracciare (e quindi mettere in quarantena) l’80% delle persone con cui un contagiato abbia avuto contatti. In cambio però potranno riaprire i negozi e le scuole, almeno in alcune regioni, anche se resteranno in vigore rigorose misure di distanziamento sociale e saranno vietati ampi assembramenti e feste private

Il documento prevede che la pandemia durerà fino al 2021.

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