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Dalla Cig al nuovo stop ai licenziamenti, ecco il “pacchetto lavoro” del decreto Aprile

Il governo studia interventi per 25 miliardi: tra le misure anche il prolungamento della Naspi per due mesi e l’indennizzo per colf e badanti che hanno avuto un calo dell’orario. Per il reddito d’emergenza, obiettivo 1 milione di nuclei

di Claudio Tucci

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4' di lettura

Non solo cassa integrazione d’emergenza, che verrà rifinanziata con altri 15 miliardi. O l’indennizzo per gli autonomi, inclusi i professionisti iscritti agli ordini, che dalle 600 euro di marzo passerà a 800 euro per aprile e maggio. Ma anche allungamento della Naspi di due mesi per chi ha il sussidio in scadenza, indennità a colf e badanti regolari, introduzione del reddito d’emergenza per chi oggi è escluso dagli interventi di sostegno al reddito. Ma vediamo le misure sul lavoro allo studio per il decreto Aprile.

Cig, nuovo rifinanziamento fino a massimo altre 9 settimane
Il piatto forte del decreto Aprile è il rifinanziamento della cassa integrazione d'emergenza, ordinaria e in deroga, che include anche le imprese sotto i 5 dipendenti. Attualmente, con il decreto cura Italia l'ammortizzatore è stato previsto fino a un massimo di 9 settimane. Secondo gli ultimi dati forniti da Inps (aggiornati al 24 aprile) i beneficiari di cassa e assegno ordinario sono poco più di 7,3 milioni di persone. Di cassa ordinaria, in particolare, sono arrivare 335.693 domande, e al 24 aprile ne sono state autorizzate 247.117 (i lavoratori beneficiari sono 4,7 milioni). Di assegno ordinario sono stati inviate invece 163.430 richieste per 2,6 milioni di beneficiari. Ebbene, con il decreto Aprile si mettono sul piatto complessivamente 15 miliardi, 13 per la cassa, due per i fondi di solidarietà, in primis artigianato e lavoro somministrato. Con queste nuove risorse l'ammortizzatore si allunga di altre 9 settimane. Ma ciò avverrà in due step: un primo rifinanziamento per 5 settimane, e poi un eventuale secondo per 4 settimane.

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L’indennizzo per gli autonomi sale a 800 euro
C’è poi l’indennizzo per il lavoro autonomo. A marzo è stato di 600 euro e secondo gli ultimi dati Inps ne hanno fatto domanda 4,5 milioni di persone. Con il decreto Aprile la misura sarà rifinanziata con 7 miliardi. Ciò consentirà di allungare l’indennizzo per due mesi, aprile e maggio,e rafforzarlo fino a 800 euro. Anche qui con una possibile novità. Se per la mensilità di aprile verrà sostanzialmente confermata l’attuale platea dei beneficiari che riceverà in automatico il pagamento dall’Inps, per la mensilità di maggio il Governo sta pensando di introdurre un meccanismo selettivo. Secondo l’ipotesi allo studio si farà riferimento a una soglia di reddito massimo o ai codici Ateco relativi alle attività produttive che sono esclusi dalla riapertura: le risorse per aprile ammontano a 4 miliardi, quelle per maggio a 3 miliardi.

Arriva il Reddito d’emergenza
Con il decreto Aprile vedrà la luce il reddito d’emergenza finanziato con circa 1 miliardo, destinato a 1 milione di nuclei (circa 2,5 milioni di persone) per due mesi: sono allo studio soglie di reddito, per escludere i percettori del reddito di cittadinanza e i ceti medi. Probabilmente la fascia di beneficiari dovrà avere un Isee compreso tra 6mila e 15mila euro per un single (il valore seguirà una scala d’equivalenza, a seconda dei componenti del nucleo). I beneficiari della misura riceveranno 500 euro al mese per due mesi. Il meccanismo, tuttavia, anche a detta di esponenti del governo, è complesso ed è probabile - visti anche i ritardi per le misure del cura Italia - che le somme arriveranno non prima dell’estate

La Naspi si allunga di due mesi
Con meno di un miliardo nel decreto Aprile entra anche l’allungamento della Naspi, l’attuale indennità di disoccupazione per chi ha perduto l’impiego. A chi ha il sussidio in scadenza si prevede un suo prolungamento di un paio di mesi, proprio per non lasciare le persone senza reddito nel bel mezzo della crisi sanitaria.

Indennizzo per colf e badanti regolari
Sembra ormai certo anche l’inserimento ndel decreto Aprile di un indennizzo per colf e badanti regolari. Si tratta, secondo l’ipotesi allo studio più accreditata, di un bonus di 200 o di 400 euro parametrato sull’orario di lavoro previsto dal contratto. Colf e badanti regolari sono intorno alle 860mila. Per ottenere l’indennizzo bisognerà certificare il calo di attività a causa dell’emergenza coronavirus.

Stop ai licenziamenti (fino a fine emergenza)
Altra misura allo studio nel decreto Aprile è lo stop ai licenziamenti. Attualmente i licenziamenti, collettivi e individuali per motivi economici, sono sospesi per due mesi, fino cioè a metà maggio. L’intenzione di una fetta del governo è prolungare questo stop fino a fine emergenza. Sulla misura, però, un punto d’accordo ancora non c’è. Alcuni premono per limitare lo stop ai soli licenziamenti collettivi; altri temono una crescita dei fallimenti. Per dirimere la questione, molto probabilmente, occorrerà in settimana un vertice politico prima del varo del decreto Aprile.

Contratti a termine, verso il congelamento del decreto dignità
Anche su un altro fronte, il governo deve trovare un punto di convergenza. Si tratta dei contratti a termine. Ogni mese scadono circa 300mila rapporti, e rischiano di non essere rinnovati anche per effetto delle rigidità normative previste dal decreto dignità (vale a dire, causali legali obbligatorie e aggravio di costo, o,5, su ciascun rinnovo). Una parte consistente della maggioranza, Pd in testa, chiede di congelare fino a fine emergenza il decreto dignità, per consentire proroghe e rinnovi più semplici, tutelando in questo modo l’occupazione, soprattutto quella più fragile. L’intervento è destinato a entrare nel decreto Aprile. Sempre che si trovi un accordo.

Congedi Covid, verso la proroga
Un’altra misura che, molto probabilmente, entrà nel decreto Aprile è il prolungamento dei congedi straordinati visto che le scuole resteranno chiuse ancora per un pò. In alternativa ai congedi, ci sarà il bonus di 600 euro per la baby sitter. Per prorogare entrambe le misure si metteranno sul piatto 500 milioni, circa. Oggi il “tiraggio” delle due misure, alternative, è stato abbastanza fiacco: le domande per i congedi straordinari (15 giorni al 50% di retribuzione) sono state 208.515. Il bonus baby sitter è stato invece chiesto da 66.571 famiglie.

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