supporto all’emergenza

Dalla Cina a Cuba, come ci sta aiutando il mondo

In diversi Paesi si è attivata una catena ideale di solidarietà a sostegno dell’Italia con l’invio di personale sanitario e attrezzature

di Nicola Barone

Nove aerei, mezzi e virologi: gli aiuti di Putin

In diversi Paesi si è attivata una catena ideale di solidarietà a sostegno dell’Italia con l’invio di personale sanitario e attrezzature


3' di lettura

Nelle ultime ore in diversi Paesi si è attivata una catena ideale di supporto all’Italia. Dal Fujian in Cina è in arrivo il terzo team di medici ed esperti per contrastare la durissima crisi sanitaria legata all’espansione del contagio da coronavirus. Otto tonnellate di forniture mediche donate dalla provincia sudorientale cinese - 30 ventilatori polmonari, 20 set di monitor sanitari, 3.000 tute protettive, 300.000 mascherine (più altre 20.000 del tipo N95) e 3.000 schermi facciali. «Il ruolo dell'Italia di ponte tra Occidente e Oriente ci ha permesso di ricevere aiuti da tutto il mondo e chi ci prendeva in giro sulla Via della Seta adesso deve ammettere che stringere quell'amicizia ora ci ha permesso di salvare vite qui in Italia», ha commentato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel ringraziare tutti gi Stati solidali complessivamente intesi.

Arrivati dalla Russa nove aerei militari
Anche il Cremlino si è mosso per aiutare le zone italiane più segnate con nove aerei da trasporto militare IL-76 pieni di uomini e mezzi. Gli Ilyushin, in grado di trasportare oltre 40 tonnellate di carico ciascuno, sono stati richiamati dalle regioni di Pskov, Ulyanovsk e Orenburg e
concentrati presso l'aerodromo militare Chkalovsky, nei pressi
di Mosca. La Russia ha deciso di inviare anche otto brigate mediche, in tutto circa 120 uomini, tra medici ed esperti virologi. Il ministero della Difesa ha spiegato che il contingente è composto da specialisti di eccezione, famosi per «aver partecipato direttamente alla liquidazione dei focolai di peste suina africana, ulcera siberiana ed elaborato il vaccino
contro la febbre Ebola». Oltre agli uomini, mezzi qualicamion Kamaz per la disinfezione e ospedali modulari da campo, circa 100 ventilatori polmonari e 500.000 mascherine mediche.

A Crema una brigata di 52 esperti cubani
Al contingente russo si aggiunge quello venuto domenica da Cuba, a Crema. Del gruppo fanno parte un capo di brigata, il dottor Carlos Pe'rez Das, direttore dell'ospedale Joaqun Albarrn, a L'Avana, un responsabile della logistica e del coordinamento, 35 medici, di cui 23 specialisti in medicina generale integrale, 3 pneumologi, 3 intensivisti, 3 specialisti in malattie infettive e 3 specialisti di emergenza. Insieme a loro 15 infermieri, di cui 7 intensivisti e 8 specializzati in emergenze. In totale, la brigata è composta da 52 esperti, con esperienza nelle emergenze sanitarie in vari paesi, alcuni dei quali anche nel confronto con l'epidemia di Ebola nel 2014 in Africa.

Coronavirus, Cuba invia 52 medici in Lombardia: "Come affrontare l'ebola"

La Germania accoglie pazienti italiani
Il Land tedesco del Nordreno-Westfalia prenderà nei prossimi giorni 10 pazienti italiani affetti da coronavirus dal Nord Italia. «È solo una goccia. Ma vogliamo dare questo segnale: non siete soli», ha detto il ministro-presidente del Land Armin Laschet, a margine di una seduta speciale del parlamento regionale a Duesseldorf. Intanto i primi 8 pazienti dalla
Lombardia sono in corso di trasferimento a Lipsia, in Sassonia. I tedeschi seguono con angoscia da settimane i tragici sviluppi del contagio in Italia e il governo ha manifestato vicinanza e partecipazione. Il governo ha anche
corretto un iniziale blocco dell'export dei presidi di protezione sanitaria, deciso dall'unità di crisi alle prime battute dell'emergenza: le esportazioni sono limitate, ma Berlino ha già inviato in Italia una fornitura di 830mila
mascherine e ha donato un centinaio di ventilatori polmonari.

Primo ospedale da campo grazie a ong americana
Si tratta di quello gestito nel parcheggio dell'ospedale di Cremona, una delle zone più critiche per il contagio, dall’organizzazione filantropica americana Samaritan's Purse. Molti dei dottori esperti e del personale dell'organizzazione umanitaria cristiana evangelica sono già stati in situazioni di emergenza in giro per il mondo come accaduto per Ebola in
Congo. Situazione, questa che ha portato a creare un protocollo di sicurezza ben preciso da applicare a pazienti e personale medico-sanitario.

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