il caso neveplast

Dalla Cina al Guatemala si scia sulla neve sintetica Made in Italy

Nata poco più di vent’anni fa, l’azienda bergamasca è diventata leader mondiale in questa particolarissima nicchia di mercato, realizzando oltre duemila impianti in cinque continenti. Compresa la pista più lunga mai realizzata

di Enrico Marro


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3' di lettura

Ha poco più di vent’anni ma è già diventata leader mondiale della sua nicchia, presente in cinque continenti. Fondata nel 1998 a Nembro (Bergamo) dall’appassionato sciatore Aldo Bertocchi con i figli Niccolò ed Edoardo, quest’ultimo prematuramente scomparso nel 2017, Neveplast è una piccola azienda di 14 dipendenti e 4,5 milioni di euro di fatturato che sfoggia un curriculum di eccellenza mondiale nel segmento neve sintetica. Una storia italiana poco conosciuta che ha già all’attivo oltre duemila installazioni in tutto il mondo, dall’Australia alle Mauritius, dall’Iraq all’Argentina passando per Cina e Vietnam.

In Guatemala sono state realizzate cinque piste Tubby nel parco ecologico di Xegujup (foto Neveplast

Oltre alla famosa pista sul tetto del termovalorizzatore di Copenaghen , l’azienda bergamasca, con la sua filiera corta di produzione, l’anno scorso ha costruito la pista di neve sintetica più lunga del mondo, 900 metri, consegnata alla stazione sciistica di Kopaonic, in Serbia, e servita da una seggiovia a quattro posti. In Guatemala sempre l’anno scorso ha realizzato cinque piste Tubby nel parco ecologico di Xegujup, in uno scenario mozzafiato che ricorda l’immaginario dell’antica civiltà Maya.

A Kurza Gora, in Polonia, l'azienda bergamasca ha realizzato il parco tubing estate-inverno più grande del mondo (foto Neveplast)

A Kurza Gora, in Polonia, l’azienda bergamasca ha poi realizzato il parco tubing estate-inverno più grande del mondo, con sette piste per complessivi 700 metri di lunghezza, due delle quali si incrociano all’altezza di un tunnel regalando un grande effetto scenografico. In Oklahoma, negli Stati Uniti, ha conquistato un’importante commessa tra le foreste della riserva naturalistica di Hale Scout, battendo i concorrenti grazie alla sua tecnologia che evita di dover bagnare la pista sintetica e all’ottima tenuta laterale dei materiali.

La mescola plastica è realizzata con tecnologie innovative e interamente made in Italy che, per esempio, hanno eliminato la necessità di dover bagnare la pista prima di utilizzarla (foto Neveplast)

Il segreto di questo successo sta nella mescola segretissima delle piste artificiali. «Abbiamo sviluppato e brevettato un materiale plastico in grado di riprodurre le stesse sensazioni di una normale sciata - spiega Niccolò Bertocchi - differenziandoci dai competitor grazie a tecnologie nuove e interamente made in Italy che, per esempio, hanno eliminato la necessità di dover bagnare la pista sintetica prima di utilizzarla». La sensazione di fare uno slalom sulle piste artificiali è quella della neve artificiale dura e compatta del mattino, che viene fresata la sera precedente. «Con lo sci ben preparato permette di mantenere un ottimo controllo e anche di divertirsi parecchio», sottolinea con orgoglio Bertocchi.

L’impresa bergamasca lavora anche con parchi divertimento come Gardaland (foto Neveplast)

L’azienda bergamasca lavora anche con parchi divertimento (come Gardaland o Leolandia) e grandi strutture commerciali. E nei prossimi mesi potrebbe mettere a segno una commessa in grado di battere il suo stesso record, realizzando una pista sintetica ancora più lunga di quella di Kopaonic. Da non dimenticare che tutti i materiali Neveplast sono non soltanto riciclabili, ma anche completamente rigenerabili: dopo 15-20 anni di vita, la plastica degli impianti ormai diventati obsoleti si può quindi trasformare in piste nuove di zecca.

A Bergamo, infine, l’azienda è di casa anche con “Urban Ski Lab”, uno ski resort in miniatura realizzato all'interno di un polo scolastico e dotato di due piste da sci alpino: una più piccola per i principianti e una più lunga e impegnativa pensata anche per gli allenamenti, oltre a una pista da sci di fondo. Nel villaggio è presente anche un nastro trasportatore per la risalita, spogliatoi e skiroom dotati di attrezzatura sportiva a disposizione degli studenti. Il progetto, studiato con grande attenzione alla funzionalità e alla sicurezza, si inserisce in maniera armonica nel contesto del parco della scuola e dell'’ambiente circostante.

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