Studenti e ricercatori

Dalla Cina alla Ue la didattica online riprende e spinge l’esperienza Mooc

di Alberto Asquer

3' di lettura

La diffusione della sindrome Covid-19 ha spinto molti Paesi ad adottare misure eccezionali per contenere i rischi di contagio nei luoghi di lavoro e di studio. La cessazione delle lezioni in aula, che ha interessato finora oltre un miliardo e mezzo di studenti secondo l’Unesco, è stata in parte compensata con l’attivazione di modalità online di apprendimento. In alcuni casi, la didattica online ha comportato innovazioni radicali rispetto alle prassi tradizionali. In altri casi, la transizione è stata facilitata da esperienze precedenti, tra le quali l’erogazione di Mooc dal 2012 in poi.

Le transizioni dalla didattica in aula a quella online sono avvenute in modalità e tempi diversi. In Cina, dove la chiusura di scuole e università ha coinvolto oltre 278 milioni di studenti (di cui oltre 45 milioni universitari), la didattica online è stata accolta con toni contrastanti. Da un lato se ne è apprezzata la flessibilità, da un altro si è risentita la mancanza di interazione, il poco coinvolgimento e la scarsa fruibilità delle piattaforme. A Singapore, le università hanno iniziato a svolgere online solo le lezioni più affollate, mentre si prevede che cessi la didattica in aula in queste settimane. In Korea del Sud, solo dopo diverse settimane di chiusura delle scuole il governo ha deciso di intraprendere la didattica online.

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In Europa

Nel Regno Unito, la riduzione delle attività nelle scuole ha stimolato l’allestimento di risorse online, come ad esempio il sito “Reach Out Reporter” per l’insegnamento delle scienze nelle scuole primarie. Nelle università, la didattica cessata in aula si è riversata sulle piattaforme e-learning preesistenti, integrate da attività multimediali di vario tipo (video-lezioni registrate, webinar e videoconferenze). Molte università britanniche, come ad esempio quelle che fanno parte della University of London (oltre 50.000 studenti online), hanno anche tratto vantaggio dall’esperienza consolidata nei programmi a distanza e nei Mooc nelle più diverse discipline. Il passaggio alla didattica online ha suscitato, però, anche diverse perplessità, specie in merito all’integrità delle prove di esame diverse da quelle tradizionalmente svolte nella formula dei compiti in classe.

In Francia, supporto alle attività didattiche online delle scuole e delle università, chiuse dal 16 marzo, è provvisto dal Centre national d’enseignement à distance (Cned), un ente pubblico del ministero dell’Istruzione Nazione e della Gioventù. La piattaforma “Ma classe à la maison”, ad esempio, offre risorse per docenti, discenti e genitori. In Spagna, dove scuole e università sono pure chiuse da metà marzo, la transizione alla didattica online è stata accolta con reazioni molto diverse tra le varie regioni e enti, dove alcuni ricorrono a risorse su Youtube e Google Sites (#TuClaseEnCasa e #DocentesEnCasa) per apprendere l’utilizzo di strumenti come Microsoft Teams e Moodle. La Germania, invece, ha percorso la via di posticipare la ripresa delle lezioni universitarie della sessione estiva al 20 aprile, in attesa di valutare se intraprendere le attività didattiche online, e di tenere le scuole chiuse fino a quei giorni (con variazioni tra i vari Länder).

Nuova linfa ai Mooc

Le circostanze dettate dalla pandemia potrebbero stimolare un rinnovato interesse verso la didattica online che, ora utilizzata per necessità, potrebbe poi anche rivelare la sua utilità e praticità. In questo contesto, i Mooc stanno conoscendo una “nuova primavera” perché offrono ai docenti l’opportunità di utilizzare corsi online già esistenti o anche di sperimentare la realizzazione di propri Mooc funzionali all’erogazione dei corsi. Le diverse piattaforme internazionali esistenti (Coursera, Edx, Udacity, Futurelearn, oltre ai Mooc della Open University, di Udemy e della Khan Academy) offrono un catalogo sempre più vasto e aggiornato. Il versante digitale dell’istruzione e della formazione appare anche sviluppare nuove importanti tendenze – dai corsi brevi di taglio professionale di Linkedin Learning ai programmi Nanodegree di Udacity e MicroMaster di Edx – che l’istruzione e la formazione tradizionali non possono ignorare.

Soas University of London

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