economia circolare

Dalla cogenerazione all’idrogeno green, Cremona punta alle zero emissioni

La città lombarda lancia un progetto articolato che punta a ripensare il sistema energetico e ambientale in ottica circolare

di Elena Comelli

3' di lettura

Cremona si veste di verde e punta sull'innovazione per arrivare a una città a zero emissioni. Con un'ampia platea di esperti e la partecipazione di tutte le utilities locali – Aem, Lgh e Padania Acque - è stata lanciata l'iniziativa Cremona 20/30, per disegnare la città del futuro. L'obiettivo è avviare l'upgrade dell'attuale sistema energetico e ambientale e costruire un modello europeo di economia circolare, in linea con gli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite.

La transizione passerà attraverso nuovi sistemi di gestione dei rifiuti, un efficientamento energetico spinto, la diffusione di impianti di energia da fonti rinnovabili e il perfezionamento del sistema di teleriscaldamento, ma anche attraverso una serie di iniziative innovative, tutte basate sulle bioenergie, con un pacchetto d'investimenti complessivi di 100 milioni di euro e un taglio previsto di 80mila tonnellate di CO2.

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Fra i diversi progetti previsti, spicca la realizzazione di un impianto di cogenerazione basato sul recupero di calore dalle acque reflue del depuratore di Cremona, con un investimento di 11 milioni. Si tratta di un'iniziativa pionieristica, di cui finora esistono poche applicazioni al mondo: di norma il calore prodotto da impianti industriali di questo tipo viene semplicemente disperso. Il recupero di calore sarà destinato ad alimentare il sistema di teleriscaldamento, di cui potrà coprire oltre il 30% della domanda.

Un altro progetto altamente innovativo prevede la produzione tramite elettrolizzatore di idrogeno da fonti rinnovabili, con un investimento di 25-40 milioni. L'idrogeno così prodotto si potrà in un primo tempo utilizzare per il processo di upgrading del biogas prodotto dal biodigestore Biofor, che consente di abbinare lo smaltimento della frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con la produzione di energia elettrica e termica tramite il processo di codigestione anaerobica. In prospettiva sarà possibile prevedere una quantità maggiore di idrogeno prodotto per usi diversi come il trasporto pubblico, se gli incentivi che andranno in questa direzione.

Si avvierà anche un sistema di cattura della CO2 dagli impianti di Lgh, con un investimento di 10-15 milioni di euro, che servirà a diminuire la quantità di CO2 emessa in atmosfera e ad utilizzare la CO2 catturata per alimentare un impianto ad alghe.Nel pacchetto base è previsto infatti l'avvio di un nuovo impianto che sfrutterà le alghe come biomassa per la produzione di biogas.

Si tratta di una delle prime applicazioni industriali al mondo di questa tecnologia: le alghe alimentate con la CO2 crescono molto velocemente e si prestano all'estrazione di una serie di sostanze utili prima di essere usate come biomasse per la produzione di biogas, con una circolarità perfetta. Il biogas prodotto subirà poi un processo di upgrading per diventare biometano di qualità, utilizzando l'idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.

L'ampio set di interventi prevede poi l'ampliamento della generazione da fotovoltaico con l'installazione di pannelli su tutti gli edifici pubblici, la creazione di una energy community con l'installazione progressiva di impianti fotovoltaici sull'intero tessuto urbano, l'introduzione di un sistema di teleraffrescamento basato sull'utilizzo del calore di scarto, un ammodernamento del sistema di teleriscaldamento, un impianto di lavaggio e di essicamento solare dei fanghi del depuratore, l'utilizzo della wet oxidation per lo smaltimento dei fanghi e dei rifiuti liquidi, di cui il territorio cremonese è ricco.

Gli interventi si suddividono in un pacchetto base di progetti che partendo dall'investimento di 100 milioni si autosostengono economicamente e un pacchetto sperimentale, per cui le parti si impegnano a trovare fondi attraverso bandi e finanziamenti europei, Next Generation Eu e simili.

Complessivamente si tratta dunque di una strategia molto articolata, in cui gli interventi sono intrecciati fra loro in ottica circolare, in un raro momento di collaborazione fra i diversi attori economici, pubblici e privati, presenti sul territorio, con il coordinamento di uno Steering Comittee e il supporto di Oliver Wyman insieme a Beulcke & Partners, che hanno coinvolto anche università, centri di ricerca e grandi esperti di innovazione tecnologica nei diversi ambiti dell'iniziativa.

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