Lo stato di salute dell’economia

Commissione Ue, Corte conti e Bankitalia, Ocse e CsC, Istat, Fmi: com’è la ripresa in Italia

Dopo la contrazione dell'ultima parte del 2020 l’Istat ha messo in evidenza un lievissimo recupero, con una crescita congiunturale del Pil dello 0,1%

di Andrea Carli

Articolo aggiornato il 3 giugno 2021, ore 11

Ue alza stime crescita, Gentiloni: ripresa non è più un miraggio

4' di lettura

Tanti piccoli tasselli che, se uniti, vanno a comporre l’immagine di un’Italia sulla strada della ripresa economica. L’ultimo è stato messo a disposizione dal Fondo monetario internazionale, secondo il quale nel 2021 il Pil dovrebbe rimbalzare di circa il 4,3% mentre nei prossimi anni l’aumento della spesa per investimenti dovrebbe mantenere la crescita ben al di sopra” del trend registrato negli anni pre-pandemia.

Le indicazioni del Fondo hanno fatto seguito a quelle dell’Istat. Nei primi tre mesi di quest’anno, ha sottolineato l’ente statistico nella nota flash “Conti economici trimestrali”, l’economia italiana ha segnato, dopo la contrazione dell'ultima parte del 2020, un lievissimo recupero, con una crescita congiunturale del Pil dello 0,1%. Ma il pacchetto delle istituzioni che negli ultimi giorni hanno segnalato che il quadro complessivo sta migliorando, che un rimbalzo è in arrivo (anche se una ripresa consistente è ancora lontana) è nutrito: ha cominciato la Commissione europea nelle previsioni economiche di primavera, a metà maggio, che hanno rivisto al rialzo il Pil italiano a 4,2% quest’anno e 4,4% il prossimo. Poi è stata la volta della Corte dei conti, hanno continuato il Centro studi di Confindustria, poi è stata la volta dell’Ocse fino alla Banca d’Italia, in occasione delle Considerazioni finali del Governatore, Ignazio Visco.

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Una serie di prese di posizione che hanno fatto dire al premier Mario Draghi, in un intervento al termine della visita allo stabilimento di Fiorano Modenese, che «tutti gli enti internazionali stanno rivedendo al rialzo le previsione sull’economia italiana. Anche il tasso di occupazione è in crescita, e questo è molto importante perché siamo solo all’inizio». Secondo il presidente del Consiglio certamente vi sarà un rimbalzo, tanto che la previsione di crescita per il 2021 potrà anche essere superiore al 4,1% stimato dal Governo nel suo profilo tendenziale.

Corte Conti: con riforme e Pnrr l’Italia ce la può fare

L’Italia può farcela a uscire più forte dalla crisi epidemica come indicano le prospettive del Def. Ma la strada è “stretta” e le variabili in gioco sono diverse. È il quadro delineato dalla Corte dei Conti in occasione della pubblicazione, il 28 maggio, del “Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica” nel quale ha dedicato uno spazio anche alla riforma del fisco sostenendo che «un’adeguata attenzione potrebbe essere riservata ad un parziale spostamento del prelievo dall’Irpef all’Iva». La possibilità di una ripresa è strettamente connessa al successo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e quindi alla «qualità degli investimenti» programmati e dalle riforme strutturali che lo accompagnano. Il Recovery Plan rappresenta un’opportunità unica per «aumentare il potenziale di crescita del Paese, ma per raggiungere tale obiettivo sarà necessario che vengano attuate con rapidità le riforme» ovvero giustizia, pubblica amministrazione, welfare e, non ultima, la riforma del fisco.

Confindustria: Pil su buona strada, si crea lavoro

«L’Italia inizia il lungo sentiero stretto di risalita», ha messo in evidenza il Centro Studi di Confindustria nell’analisi mensile “flash” pubblicata il 29 maggio delineando un quadro in cui un «primo, piccolo» aumento del Pil nel secondo trimestre apre la strada ad un «forte rimbalzo» nella seconda metà dell’anno. Le premesse sembrano, finalmente, esserci tutte; anche sul delicatissimo fronte dell’occupazione: sono primi segnali ma «c’è creazione di lavoro». L’industria si conferma «solida» e ci sono «primi segnali positivi» nel settore dei servizi, più gravemente ferito dall’emergenza pandemia. Insomma, CsC guarda avanti e vede un «Pil sulla buona strada».

Ocse: Pil Italia +4,5% nel 2021 con vaccini, +4,4% nel 2022

Il Pil dell’Italia crescerà al 4,5% nel 2021, parallelamente alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus e rimarrà sostenuto, al 4,4%, nel 2022. Il quadro è stato delineato dall’Ocse, in occasione della presentazione il 31 maggio delle Prospettive Economiche. Il Pil dell’Italia dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia del 2019 nella seconda metà del 2022. I consumi riprenderanno con la progressiva revoca delle misure restrittive contro il coronavirus. Per l’Ocse, inoltre, gli “elevati” livelli di risparmio registrati attualmente caleranno gradualmente. Nuovi posti di lavoro, soprattutto per le persone poco qualificate, donne e giovani, torneranno solo nel 2022. L’organismo internazionale con sede a Parigi ha previsto un tasso di disoccupazione al 9,8% nel 2021 e al 9,7% nel 2022. Quanto al debito calerà, secondo l’Ocse, dal 159,6% del 2021 al 157,2% del 2022.

Visco, Pil oltre 4%.Ue sia coraggiosa anche su debito

Prima della conferma dell’Istat, giunta nelle ultime ore, a sottolineare che la ripresa economica è in atto, tanto da far ipotizzare un Pil che si spingerà oltre il 4% è stato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione delle Considerazioni finali, il 31 maggio. Allo stesso tempo Visco ha ricordato che bisognerà prepararsi a un uscita dall’emergenza che, per quanto accompagnata, vedrà venir meno i sussidi e le misure straordinarie, a partire dal blocco dei licenziamenti. Per questo occorre mettere mano ad una riforma delle politiche attive del lavoro a sostegno di chi perderà il proprio impiego mentre l’Ue, dopo aver dimostrato di saper assumere decisioni coraggiose non deve deludere le aspettative incoraggianti a partire dal debito comune. La stima dell’Ocse di un Pil dell’Italia in crescita del 4,5% nel 2021 è realistica? “«Sì certo - ha risposto Visco, intervistato a Sky Tg24 -. Queste stime dell’Ocse sono nella stessa area nelle quali si muovono le nostre. Tra qualche giorno usciremo con il quadro completo delle nostre previsioni: è quello l’ordine di grandezza».

Fmi: rialza al 4,3% crescita Italia 2021, rischio danni duraturi per Covid

Il 3 giugno il Fondo monetario internazionale nel rapporto periodico sull’Italia ha previsto che quest’anno il Pil dovrebbe rimbalzare di circa il 4,3% mentre nei prossimi anni l’aumento della spesa per investimenti dovrebbe mantenere la crescita ben al di sopra del trend registrato negli anni pre-pandemia. Pur rialzando di 0,1 punti la previsione sul Pil rispetto all’ultima previsione del World Economic Outlook, l’Fmi ha messo in evidenza che « i danni economici a lungo termine potrebbero essere considerevoli». Il Fondo ha rialzato al 4% (dal precedente 3,6%) la stima del Pil italiano nel 2022 ma ha ricordato come l’andamento effettivo della ripresa della nostra economia dipende «dalla velocità con cui il virus verrà sconfitto e, nel lungo termine, dal mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli, da una adeguata attuazione del Pnrr e dal mantenimento dello slancio politico verso le riforme strutturali». Se invece dovessero «materializzarsi i rischi a lungo termine» ciò, ha concluso l’Fmi, potrebbe aggravare l’andamento di un debito pubblico che è già «molto vulnerabile».

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