L’IPAD «SBUCATO» DURANTE L’ANGELUS

Dalla conferma di Twitter alla app Click to Pray, Papa Francesco sempre più social

di Andrea Carli

Papa: 5 anni su Twitter, Francesco ringrazia i follower

2' di lettura

Chi domenica scorsa era in piazza San Pietro, con lo sguardo rivolto alla nota finestra del Palazzo Apostolico in Vaticano, sarà rimasto un po’ stupito. Quell’ipad in mano al Papa, spuntato all’improvviso durante il consueto intervento domenicale dell’Angelus, in pochi se lo aspettavano. Francesco ha cliccato e avviato una app, “Click To Pray”, che ora ha anche una versione in italiano. Uno strumento di importanza strategica, in vista dell’apertura della Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, dove il Papa si recherà domani.

L’applicazione, che esiste da un paio di anni ed è già usata da 900mila persone di 210 Paesi, è stata concepita soprattutto per i giovani, molti dei quali sono “nativi digitali”. Francesco non demonizza la rete. Anzi. «Internet e social media sono una risorsa del nostro tempo - ha sottolineato -; un’occasione per stare in contatto con gli altri, per condividere valori e progetti, e per esprimere il desiderio di fare comunità. La rete può aiutarci anche a fare comunità, a pregare insieme».

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Domenica, davanti ai fedeli riuniti per ascoltare le sue parole - parole anche drammatiche, scaturite a poche ore dall’ennesima tragedia del mare - aiutato da padre Frederic Fornos, direttore internazionale dell’Apostolato della Preghiera, il Papa ha cliccato sull’ipad in diretta. «Qui inserirò le intenzioni e le richieste di preghiera per la missione della Chiesa», ha spiegato avviando, non con qualche difficoltà, l’app.

Un gesto per stare in qualche modo ancora più vicino ai giovani. Lo stesso che porta Francesco ad avere confermato l’account twitter, che era stato aperto dal suo predecessore Benedetto XVI - e che ora ha milioni di follower , e ad avere “aperto una finestra” anche su Instagram. Un gesto che ha il suo peso, anche perché lui, il Papa, con la tecnologia non ha grande dimestichezza. «Io non so usare i network e queste cose... no, neppure il telefonino, non ne ho. Non so. Quel linguaggio non so usarlo. Internet e queste cose, io non so usarle. Quando devo inviare un e-mail lo scrivo a mano e il segretario lo passa», aveva confidato meno di un anno fa in un incontro con i sacerdoti romani. Anche Benedetto, quando è stato ripreso davanti all’ipad nel giugno del 2011, ha incontrato qualche difficoltà.

I pontefici non hanno mai sottovalutato gli strumenti di comunicazione. Il primo Papa a comparire davanti a una cinepresa è stato Leone XIII, mentre era nei giardini vaticani. Correva l’anno 1896. Poi la radio, mezzo con il quale il Papa poteva fare arrivare ovunque la sua voce. Infine la tv, mezzo affrontato con grande disinvoltura da Giovanni Paolo II. Oggi la partita è sui social. Francesco lo ha capito.

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