L’ATTIVISMO DEL vicepremier

Lavoro, Crimea, vaccini e migranti: tutte le “invasioni di campo” di Salvini

Il settore sul quale in passato si è concentrata l'attenzione del vicepremier leghista è quello della Difesa. Le iniziative sono state in questo caso ricorrenti. In certi casi si sono limitate a semplici dichiarazioni, talvolta hanno preso la forma di veri e propri atti concreti

di Andrea Carli

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2' di lettura

«Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale». L’invasione di campo o sconfinamento che dir si voglia di Matteo Salvini su un terreno, quello dei rapporti con i sindacati, che è di competenza di Luigi Di Maio, sia in quanto ministro del Lavoro sia nella veste di responsabile dello Sviluppo economico non è la prima effettuata dal leghista né, considerato il boom che il Carroccio ha registrato nell’ultima tornata elettorale per le Europee e i nuovi equilibri che si sono determinati all’indomani del 26 maggio, potrebbe essere l’ultima.

Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica». Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno

Le invasioni di campo nella Difesa
Il settore sul quale in passato si è concentrata l’attenzione del vicepremier leghista è quello della Difesa. Le invasioni di campo sono state in questo caso ricorrenti. In certi casi si sono limitate a semplici dichiarazioni: è il caso della reintroduzione della leva militare obbligatoria, più volta prospettata da Salvini («idea non al passo con i tempi», ha replicato ogni volta il ministro della Difesa, la pentastellata Elisabetta Trenta). Talvolta però la tendenza del segretario federale della Lega ad “allargarsi” ha preso la forma di verie propri atti. Ad aprile, ad esempio, Salvini ha inviato una direttiva, finalizzata a bloccare una nuova missione della nave Jonio, anche al capo di Stato maggiore della Difesa e a quello della Marina militare, ovvero ai responsabili di forze armate che non dipendono dal ministero dell’Interno ma sono sotto la responsabilità del dicastero guidato da Trenta. Alla Difesa l’iniziativa non è passata inosservata, ma è stata considerata «una vera e propria ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica».

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L’uscita contro l’obbligo vaccinale
Ma l’attivismo di Salvini non si è limitato al comparto della Difesa, ma è emerso anche in quello della salute. Un anno fa, a pochi giorni dall’insediamento del governo Conte, Salvini si è pronunciato contro l’obbligo vaccinale, bypassando nella sostanza la collega di governo, Giulia Grillo. La reazione piccata della pentastellata spinse allora il leader del Carroccio a fare marcia indietro.

La politica estera di Salvini su Crimea e Gerusalemme
Invasioni di campo salviniane sono state anche nell’ambito della politica estera, terreno di azione della Farnesina. A luglio dello scorso anno, Salvini ha rilasciato un’intervista al Washington Post, nella quale ha confidato di considerare legittima l’annessione della Crimea da parte della Federazione russa. Pochi giorni più tardi, in occasione di un question time a Montecitorio, il responsabile degli Affari esteri Moavero Milanesi si è smarcato, e ha chiarito che l’Italia non ha riconosciuto le autorità regionali designate nel marzo 2014, aderendo alle sanzioni in accordo con quanto stabilito dall’Unione europea. Nella stessa intervista Salvini confidava di essere favorevole al riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele. Una posizione, quella espressa in quei giorni dal vicepremier, che poco si conciliava con la linea di politica estera italiana su questa questione. L’Italia infatti si colloca più in linea con la posizione dell’Unione europea, che giudicava e giudica in maniera negativa la scelta del presidente Usa Trump di spostare l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme.

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