Economia Digitale

Dalla cyber AI all'ambient computing: ecco a cosa devono pensare le aziende nel 2022

Privacy e sicurezza dei dati, ma anche la blockchain e gli strumenti di automazione dei processi e delle attività informatiche

d Gianni Rusconi .

(Adobe Stock)

3' di lettura

Privacy e sicurezza dei dati, ma anche la blockchain e gli strumenti di automazione dei processi e delle attività informatiche. E ovviamente le applicazioni legate all'intelligenza artificiale. Sono i temi che riassumono le tendenze a livello tecnologico che impatteranno maggiormente sulle aziende e i dipartimenti It nel corso del 2022 secondo Deloitte. La nuova normalità, come spiegano i manager della società di consulenza, è il denominatore comune per cavalcare le opportunità di cambiamento all'insegna di innovazione, efficienza e competitività e di strutture organizzative (come la pandemia ha insegnato) che dovranno essere agili e resilienti.

Come potenziare e far evolvere l'organizzazione

Nell'arco dei prossimi 18-24 mesi, sempre più aziende cercheranno di sviluppare competenze per monetizzare i propri asset informativi e per raggiungere nuovi obiettivi di business facendo leva sui dati condivisi da terze parti. Le tecnologie di “privacy preserving computing” come la crittografia omomorfica saranno al centro dell'attenzione perché in grado di liberare tali asset dai tradizionali vincoli di privacy e sicurezza. Un'altra priorità sul tavolo di Cio e Ceo è il cloud: le aziende stanno cercando di “caricare” nella nuvola quanti più processi per ottenere maggiore efficienza ed entro due anni si prevede che un numero crescente di organizzazioni inizierà a sperimentare come le soluzioni cloud “verticali” (per cui Deloitte stima un mercato globale da 640 miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni) potranno supportarle nel soddisfare i bisogni specifici del settore in cui operano. La blockchain, infine: superato l'iniziale scetticismo, la tecnologia dei registri distribuiti si sta diffondendo anche in azienda (e non solo del settore finanziario) grazie al salto in avanti compiuto in termini di velocità e usabilità e (soprattutto) alla crescente sua interoperabilità a livello di ecosistemi tech.

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Come ottimizzare i processi e le risorse It

Parola d'ordine automazione: nei prossimi anni si registrerà un'accelerazione del processo di riduzione dei compiti manuali nella gestione di sistemi e architetture informatiche e nelle attività si sviluppo e deployment delle applicazioni. Le opportunità da cogliere per le aziende sono riconducibili secondo gli esperti alla possibilità di standardizzare e ottimizzare tre componenti chiave: le infrastrutture on-premise, il software e le applicazioni (gestendo un unico codice che a sua volta può governare aspetti dello sviluppo, della manutenzione, del funzionamento e della sicurezza di un'applicazione) e i meccanismi di automazione implementati tramite regole e grazie al machine learning. La sicurezza, anche nel 2022, rimarrà un tema prioritario per i Cio. A fronte del crescente numero di minacce rilevate e di possibilità di attacco, le tecnologie di intelligenza artificiale possono abilitare un approccio proattivo alla cybersecurity, automatizzando compiti gravosi in termini di tempo e permettendo agli addetti It di svolgere attività a maggiore valore. La diffusione della sensoristica e degli smart robot e il massivo uso degli algoritmi, inoltre, allargheranno il tradizionale stack tecnologico a una serie di nuovi dispositivi (sempre più client-facing e mission-critical) e asset fisici, richiedendo maggiori elevati livelli di affidabilità e uptime, così come nuovi strumenti, piattaforme e approcci per monitorare e gestire il loro corretto funzionamento.

Le tecnologie di frontiera

Guardando al futuro, Deloitte ha infine individuato tre tecnologie (al momento ancora nelle fasi iniziali della loro diffusione) che avranno un ruolo centrale nello scenario dei prossimi decenni. La prima, più che nota, riguarda il computing quantistico e le possibilità di ovviare alle esigenze di capacità computazionali particolarmente importanti. La seconda chiama in causa l'intelligenza esponenziale, e cioè un'AI di livello superiore in grado di comprendere anche se una correlazione tra dati è casuale o ha un significato intrinseco. Nei prossimi decenni verranno infatti sempre più utilizzate tecniche “simboliche” e “connessioniste” per il training degli algoritmi, dando alle reti neurali capacità di inferenza logica e di ragionamento deduttivo. La terza ed ultima rimanda al concetto di “ambient computing”, e cioè un insieme di tecnologie che rendono la realtà digitale accessibile agli utenti in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, “liberandola” dal vincolo delle interfacce di dispositivi convenzionali come gli schermi di pc e smartphone. Un primo assaggio di metaverso in chiave aziendale?


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