IL PERSONAGGIO

«Dalla Deroma alla Snia, ho salvato mille posti di lavoro»

<span id="U20399761915vY" style=""> <span id="U20399761915sXG" style="">Avvocato e commissario in più di una crisi, Marco Cappelletto</span> </span>ha risollevato la sorte di imprese in amministrazione straordinaria assicurando un futuro ai dipendenti

di Barbara Ganz


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A Torviscosa, Udine, la città fabbrica legata a doppio filo alla Snia, il risanamento e la vendita che hanno consentito di mantenere il ciclo del cloro soda in Italia

5' di lettura

Prima ha salvato la Snia-Caffaro di Brescia e Torviscosa, rendendo possibile il mantenimento e il rilancio della produzione di cloro-soda in Italia. Poi si è destreggiato con il settore del filmato plastico, scorporando i quattro stabilimenti della veneziana Pansac in più realtà rendendoli appetibili per altrettanti investitori. Infine si è destreggiato fra mattoni e vasi di terracotta, mettendo al sicuro la storia e il lavoro in Deroma, storica azienda del Vicentino e prima nel mondo nel suo settore, e anche Stabila, marchio noto nella produzione di laterizi e leader nel Triveneto. E un po’ un vaso di terracotta racconta di essersi sentito lui stesso a volte, fra dipendenti delusi, creditori arrabbiati, banche: «Poi c’è la soddisfazione di mettere al sicuro le imprese e chi ci lavora: posso garantire che vendere una azienda di mattoni di questi tempi non è stata impresa facile» .

Il nome dell’avvocato veneziano Marco Cappelletto ricorre più volte nell’elenco delle procedure di amministrazione straordinaria del ministero dello Sviluppo economico (Mise): uno spaccato dell’industria e della crisi anche a Nordest, compresi i capitoli peggiori come la lunga agonia di Vinyls di Porto Marghera. «L’insolvenza è come una grave malattia - spiega Cappelletto, - Magari te ne accorgi per un dolore che compare da qualche parte, ma non sai da dove è partito, da quanto tempo. E rischi tutto». In passato la crisi generava un concordato, preventivo o in continuità, oppure, in assenza di prospettive, si andava direttamente al fallimento con la liquidazione delle attività. Una riforma lungimirante ha invece fatto sì che si debba cercare innanzitutto la conservazione del patrimonio aziendale, prima di arrivare – solo se necessario – alla fase liquidatoria. Il nuovo “Codice della crisi e dell’insolvenza dell’impresa”, emanato emanato sulla base dei lavori conclusi nel dicembre 2016 , ha sostituto la longeva legge fallimentare del 1942.

Grazie al cosiddetto “sistema di allerta” c’è la concreta possibilità di governare la crisi e di evitare la morte dell'impresa, poiché «i soggetti che agiscono nel mercato, professionisti, giudici, banche e Camere di commercio e rappresentanze sindacali, possono intervenire per la salvezza dell’impresa. Quando un imprenditore è consapevole e capace sa leggere i segnali di difficoltà, e può rappresentarli al mercato cercando una soluzione». Fra i casi più recenti a Nordest c’è quello di Stefanel, che lo scorso giugno ha chiesto l’ammissione all’amministrazione straordinaria.

Guardando ai parametri dell’azienda - numero di dipendenti e rapporto fra debito e fatturato - tocca al Mise dare avvio alla procedura, negando o ammettendo l’azienda a questa particolare soluzione conservativa. In questo caso vengono nominati uno o tre commissari giudiziali che hanno 30 giorni di tempo per consegnare una relazione e valutare se sia realistico affidare alla gestione straordinaria la ricollocazione sul mercato.

«I primi giorni sono faticosissimi – racconta Cappelletto – Si affrontano mille questioni in una realtà che è, inizialmente, sconosciuta e sostanzialmente compromessa. L’insolvenza è figlia di mille padri; capire se ci sia una possibilità di mantenimento sul mercato significa anche farsi carico delle attese dei lavoratori e delle loro famiglie».

Nel caso di Caffaro i due impianti sono stati venduti. Restava la questione ambientale: per il sito friulano, il commissario delegato all’Ambiente aveva previsto un’opera di bonifica faraonica, del valore di 230 milioni, che avrebbe reso il fallimento inevitabile. Il commissario straordinario ha presentato un progetto alternativo tenendo insieme impresa, occupazione e salvaguardia del territorio. Dopo il risanamento ambientale, la firma per la cessione di un’area di circa 150mila ad Halo Industry, newco costituita da Gruppo Bertolini, Gruppo Todisco, Gruppo Bracco e Friulia (finanziaria regionale del Friuli-VG). Nel giorno del taglio del nastro, per Cappelletto è arrivato il riconoscimento del sindacato: «Instancabile e concreta, l’azione commissariale si è attivata per garantire la continuità produttiva, resa possibile da una vera e propria autogestione attuata dai quadri e dagli operai anche in assenza di quasi tutto il vecchio gruppo dirigente». Quasi una marcia nel deserto, la sua, per riconquistare il mercato nazionale e internazionale di appartenenza.

Pansac, invece, è stata un caso esemplare di bancarotta fraudolenta, con un proprietario che preferiva destinare risorse ad una squadra di calcio anziché agli stipendi. L’azienda però era sana e proprietaria di un brevetto innovativo: nel 2009, prima dell’accertamento dello stato di insolvenza, Pansac contava 950 dipendenti nei 5 siti di Mira, Marghera e Portogruaro (Ve), Ravenna, Zingonia (Bg), con un fatturato di 280 milioni. «I clienti, allontanati da un biennio di difficoltà, sono stati ricontattati – spiega Cappelletto –: la produzione è ripartita da zero con competitor mondiali agguerritissimi e non amichevoli». Chiuso Portogruaro, i quattro complessi sono stati riportati in attività, ricollocati sul mercato e ceduti a quattro imprese italiane, mantenendo in Italia la produzione del film plastico e assicurando l’occupazione a più della metà del personale in organico alla data dell’insolvenza.

Che caratteristiche deve avere un commissario straordinario? «Agire lucidamente e velocemente con capacità gestionale fatta di diritto, impresa, finanza, senza esitare di mettere in gioco tutto il proprio capitale di reputazione. Il parterre di quelli che sperano che la gestione commissariale fallisca è assai affollato ». Lo stesso vale per tessere la tela strappata con i clienti e i fornitori. Nell’ultimo caso, quello di Deroma, storica azienda di vasi da giardino, il primo contatto è stato con i dipendenti che non ricevevano lo stipendio da sei mesi: «Eppure serve la loro fiducia, quella delle organizzazioni sindacali. Sono persone che escono da anni di tensione, prese in giro, delusioni, arrivi davanti a loro e non sanno nemmeno chi sei, perché dovrebbero credere in quello che fai? E poi mettiamoci una dirigenza sfasciata e demotivata. Recuperare quel capitale di fiducia è fondamentale».

Prima dell’insolvenza (2015) Deroma fatturava 61,4 milioni, con 718 dipendenti complessivi (201 in Italia). La previsione 2019 della gestione commissariale è di circa 73 milioni. Una azienda internazionalizzata: «Ho dovuto mandare ingegneri e tecnici di fiducia nelle varie sedi, ho chiuso il sito cinese e trovato un nuovo fornitore in Vietnam per non perdere il mercato Usa e del Far East». Alla fine sono arrivate tre offerte di acquisto: Cappelletto le ha messe in gara e alla fine, autorizzato dal Mise, ha scelto una joint di due industrie tedesche. L’esclusa, un fondo lussemburghese a capitale anglo-norvegese, ha fatto ricorso al Tar, lo ha perso e in questi giorni si attende la sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe dare il definitivo via libera alla vendita, «sulla base di criteri che guardano non solo alla cifra offerta, ma anche e soprattutto alla salvaguardia dell’occupazione e al piano industriale». Deroma a sua volta controllava Stabila, produzione di mattoni: risanata, valorizzata grazie anche a seminari sulle tecniche di costruzione in collaborazione con l’Università di Padova, è stata acquisita da un gruppo “gemello” del Centro Italia.

Senza contare quelli dell’indotto delle aziende salvate, e le assunzioni seguite negli anni successivi al risanamento, l’avvocato Cappelletto ha salvato un migliaio di posti di lavoro, mettendo al sicuro altrettante famiglie e mantenendo imprese nazionali sul mercato internazionale.

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