ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl nuovo Parlamento

Dalla diaria alle spese telefoniche, ecco il trattamento economico del deputato

Garantita la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale

di Nicola Barone

La Costituzione e la guida al Parlamento, ecco il kit per i neo Deputati della XIX Legislatura

3' di lettura

Il trattamento economico di un parlamentare è composto da diverse voci. L’indennità parlamentare in sé e per sé è corrisposta per 12 mensilità con un importo pari a 5.269,04 euro, al netto delle ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali e al lordo delle addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato. Tale importo è ridotto a 5.029,91 euro per i deputati che percepiscono un altro reddito da lavoro superiore a 21.066,55 euro annui.

Diaria e ritenute per le assenze

Ai deputati, sulla base della legge n. 1261 del 1965, viene riconosciuta una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. L’importo della diaria è attualmente pari a 3.503,11 euro mensili. A tale importo sono applicate ritenute in caso di assenza dai lavori parlamentari. Tale somma, infatti, viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata. Nessuna trattenuta ha luogo qualora invece l’assenza sia giustificata.

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Rimborso delle spese

A ciascun deputato è riconosciuto il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato. Tale rimborso ammonta a 3.690 euro mensili ed è corrisposto per metà in via forfetaria e per la restante parte a fronte di specifiche categorie di spese che devono essere attestate con dichiarazione quadrimestrale.

Le spese rimborsabili sulla base della dichiarazione sono quelle sostenute per consulenze e ricerche, nonché per attività di supporto a livello territoriale; gestione dell'ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; organizzazione di convegni e sostegno delle attività politiche. Il deputato può, inoltre, avvalersi di propri collaboratori: a tal fine, è utilizzato, in tutto o in parte, il rimborso per le spese per l’esercizio del mandato.

Trasporto e viaggio

Ai deputati è garantita la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. È possibile ottenere biglietti aerei, ferroviari e marittimi esibendo il tesserino unico agli sportelli dell’agenzia di viaggi presente presso le sedi della Camera, alle biglietterie ITA Airway, Trenitalia e Italo presso aeroporti e stazioni, nonché presso le agenzie di viaggi. Per la circolazione autostradale, i deputati possono richiedere il rilascio del dispositivo telepass.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto utilizzato per i collegamenti con Roma è previsto un rimborso forfetario (rimborso spese accessorie di viaggio) individuato in base a due fasce chilometriche. Qualora la distanza da percorrere sia pari o inferiore a 100 chilometri, il rimborso ammonta a 3.323,70 euro trimestrali; nel caso sia superiore, l’importo è paria a 3.995,10 euro a trimestre. Ai deputati residenti a Roma ed eletti nella circoscrizione Lazio 1 spetta il 50% dell'importo previsto per la prima fascia chilometrica.

Telefono

Il deputato dispone di una somma annua di 1.200 euro a titolo di rimborso forfetario per le spese telefoniche e per il traffico dati.

Sistema previdenziale

Con l’abolizione del vitalizio, a partire dall’1 gennaio 2012, è stato introdotto per i deputati un sistema previdenziale obbligatorio basato sul metodo di calcolo contributivo sostanzialmente analogo a quello vigente per i pubblici dipendenti. I contributi sono detratti dall’indennità. I deputati cessati dal mandato, indipendentemente dall’inizio del mandato, conseguono il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età e a seguito dell’esercizio del mandato parlamentare per almeno 5 anni effettivi. Per ogni anno di mandato ulteriore, l’età richiesta per il conseguimento del diritto è diminuita di un anno, con il limite all’età di 60 anni.

Assistenza sanitaria integrativa

I deputati sono iscritti obbligatoriamente al Fondo di assistenza sanitaria integrativa. Per effetto dell’iscrizione obbligatoria i deputati sono tenuti al versamento mensile di una quota dell’indennità lorda. Il Fondo, costituito con i predetti versamenti, provvede a carico del proprio bilancio all'erogazione, sulla base della prescritta documentazione, di rimborsi per le spese sanitarie sostenute, nei limiti di quanto previsto dal tariffario.

Assegno di fine mandato

Per la durata del mandato parlamentare ciascun deputato versa mensilmente, in un apposito Fondo, una quota della propria indennità lorda. Al termine del mandato parlamentare, ogni deputato riceve un assegno di fine mandato, pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi), interamente finanziato dai contributi versati.

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