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Dalla Difesa alle Tlc, la linea dura di Meloni contro la minaccia cinese

L’input del governo di centro destra è di accentuare il contrasto contro ogni forma di ingerenza o shopping dei nostri gioielli d’impresa

di Marco Ludovico

Cybersecurity, quattro italiani su dieci ignorano i rischi

2' di lettura

L’indagine sul social Tik Tok decisa di recente dal Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Lorenzo Guerini (Pd), è solo l’ultimo tassello del contrasto di Stato alla minaccia della Repubblica Popolare Cinese per la nostra sicurezza nazionale. Un’azione in realtà ormai avviata da anni e consolidatasi con il governo guidato da Mario Draghi. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha rilanciato l’indirizzo già in atto. Ma ha anche chiesto ai tecnici di alzare l’allerta e rafforzare la loro ricognizione. La nuova linea, insomma è ancora più dura. La minaccia, del resto, sempre più incombente.

La panoramica dell’insidia di Pechino

Controspionaggio in allarme, intelligence economica a tutto campo, Guardia di Finanza non solo al fronte della contraffazione ma soprattutto focalizzata sui percorsi dei traffici illeciti attivati su un ventaglio di settori. L’insidia dei cinesi sulla nostra economia è vorace, magmatica e capillare. Si avvale di insospettabili e in apparenza generosi finanziatori dei nostri centri di ricerca e nelle università: arrivano ovunque. Gioca spesso con la forza della propria padronanza tecnologica nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica. Si avvicina alle aziende più strategiche, come quelle della Difesa. La sanità. Le nuove tecnologie. Il made in Italy più ricercato e lussuoso.

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La potenza dei numeri

Solo a ricordare quanto Pechino già da tempo stia puntando sull’intelligenza artificiale con investimenti di centinaia di milioni di dollari, si comprende come la potenza di fuoco messa in campo sia enorme. Da Washington il governo americano da anni avverte i paesi europei: attenzione, la Cina può mettere a rischio non solo la sicurezza delle vostre imprese strategiche ma persino il livello di privacy delle popolazioni vista la pervasività della tecnologia digitale. Tik Tok, app sviluppata dalla società cinese ByteDance con i suoi milioni di follower, è soltanto l’esempio recente più visibile.

La linea atlantista della Meloni

Il governo di centro destra, nonostante qualche isolata eccezione, è su una posizione ferma e molto dura contro l’ingerenza cinese. In prima linea, tra gli altri, il ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, già presidente del Copasir doveva aveva rilanciato il tema. Ma soprattutto la Presidenza del Consiglio, con Giorgia Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano, autorità delegata ai servizi di informazione e sicurezza. Per gli Stati Uniti il contrasto all’invadenza della Cina è una priorità strategica geopolitica. Il rinnovato atlantismo di Giorgia Meloni è in linea con questo indirizzo. Lo strumento del golden power e qualunque altro mezzo di contrasto saranno esercitati con il pugno di ferro.

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