la nomina

Dalla Digos al Sisde, chi è il superpoliziotto Gabrielli

Il Consiglio dei ministri nomina il capo della Polizia autorità delegata all’intelligence - Era già stato direttore del Sisde

di Marco Ludovico

(ANSA)

2' di lettura

La nomina era nell’aria da almeno dieci giorni, insieme ad altri candidati. Ieri, al Consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi, la conferma: il prefetto Franco Gabrielli, direttore generale della Pubblica sicurezza, assume il ruolo politico di sottosegretario delegato del presidente del Consiglio per i servizi di informazione e sicurezza. Gabrielli lascia l’amatissima Polizia di Stato dopo quasi cinque anni di comando al dipartimento di P.s. «Il sogno della mia vita» aveva sempre detto. Adesso si volta pagina.

I precedenti alla direzione Sisde
Poliziotto con formazione Digos, specializzato in antiterrorismo e antieversione, Gabrielli inanella da funzionario risultati eccezionali nelle indagini degli omicidi D'Antona, Biagi e Petri. Nel 2006 accade l’impensabile anche per lui: a 46 anni il governo presieduto da Romano Prodi lo nomina prefetto e direttore del Sisde, il servizio segreto interno oggi Aisi. Ma l’esecutivo seguente di Silvio Berlusconi lo revoca subito appena approda a palazzo Chigi. Da lì, tuttavia, ricomincia una risalita ostinata ed esaltante, frutto anche del sostegno del compianto, grande amico Antonio Manganelli. Prefetto de L’Aquila dopo il terremoto 2009, capo della Protezione civile, prefetto di Roma e poi numero uno della Polizia di Stato.

Loading...

Un carattere da vero toscano
Gabrielli è viareggino, toscano nel midollo, schietto e diretto fino alla battuta feroce, a volte priva di qualunque diplomazia. Ma la passione istituzionale in lui non ha limiti nè confini. Caratterizzato come amico di Enrico Letta e di quel gruppo Pd, il neo sottosegretario all’intelligence è tuttavia apprezzato dalla quasi totalità dei vertici delle pubbliche amministrazioni, la magistratura, fino all’istituzione più alta: il Quirinale. Adesso però deve indossare i panni dell’autorità politica responsabile dei dossier più delicati, quelli dell’intelligence. Conosce bene la materia, saprà muoversi con destrezza e determinazione. Di certo non potrà più adottare la scelta green di andare ogni mattina dall’abitazione al Viminale in bicicletta con pedalata assistita.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti