LA NAVE DI MEDITERRANEA

Dalla direttiva Salvini all’ispezione della Guardia costiera, le tappe dello stop alla Mare Jonio

di An.C.


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La “Mare Jonio” di Mediterranea Saving Human, unica nave battente bandiera italiana che soccorre i migranti al largo della Libia (foto Ansa)

2' di lettura

L’ultimo atto del braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e quella che lui stesso ha definito «la nave dei centri sociali», ovvero la “Mare Jonio” di Mediterranea Saving Human, unica nave battente bandiera italiana che soccorre i migranti al largo della Libia, risale a venerdì.

L’ispezione della Guardia costiera nel porto di Marsala
A seguito dell’ispezione effettuata quel giorno dalla Guardia costiera sull’imbarcazione ormeggiata nel porto di Marsala, il comandante viene diffidato dall’eseguire operazioni di salvataggio in modo stabile ed organizzato fino a quando non sarà certificata per il servizio di “salvataggio”. «Quanto sopra- si legge in una nota della Guardia costiera - anche al fine di non mettere in pericolo le persone assistite e lo stesso equipaggio».

La direttiva ad hoc firmata da Salvini
Ancora prima la Mare Jonio, che è un rimorchiatore, si è trovata protagonista di una direttiva ad hoc del Viminale, datata 15 aprile e firmata da Salvini, nella quale si danno indicazioni alle forze di polizia e ai capi di Marina e Guardia costiera di «vigilare» affinché il comandante e la proprietà dell’imbarcazione «non reiterino condotte in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale in materia di soccorso in mare, di immigrazione, nonché con le istruzioni di coordinamento delle competenti autorità».

Lo scontro istituzionale tra Viminale e Difesa
La direttiva di Salvini apre uno scontro istituzionale con il ministero della Difesa, guidato dalla pentastellata Elisabetta Trenta. Lo scontro nasce dal fatto che tra i destinatari della direttiva del vicepremier rientrano anche il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli e il capo di Stato maggiore della Marina, Walter Girardelli. Una mossa che viene letta come uno sconfinamento nelle competenze dell’altro dicastero. Fonti della Difesa spiegano che la direttiva supera «una linea rossa», si dicono «scioccate» e definiscono il documento come degno di un «regime». Dietro lo scontro istituzionale, la costante tensione politica tra M5S e Lega sulla linea da tenere sui porti.

Il dossier arriva anche sul tavolo del Quirinale. Secondo la Costituzione, infatti, il Presidente della Repubblica ha «il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere».

Casarini e il riferimento alla nave dei centri sociali
Fa parte di Mediterranea Saving Humans Luca Casarini
. Ex leader dei no global, 51 anni, Casarini è “fumo per gli occhi” per il leghista. È lui capo missione quando, il 18 marzo, la Mare Jonio salva 49 migranti e li conduce a Lampedusa, operazione sulla quale apre successivamente un’inchiesta la Procura di Agrigento (Casarini è indagato assieme al comandante Pietro Marrone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina). Ha annunciato di volersi imbarcare sulla Mare Jonio il senatore Gregorio De Falco, ex M5s ora al Gruppo Misto. Di qui, la frecciatina di Salvini: «È stata bloccata la nave dei centri sociali, che pretendeva di dettare legge nel Mediterraneo anche grazie ad alcuni parlamentari eletti con i 5S, come De Falco».

GUARDA IL VIDEO - Notificato al comandante il sequestro della Mare Jonio

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