ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùle incognite per studenti e famiglie

Ritorno in classe a settembre, test e medico a scuola ma è rebus aule e docenti

Il tema più urgente secondo il presidente dell'associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, è la «messa a disposizione delle scuole di un documento snello e prescrittivo sugli aspetti meramente sanitari da adottare rigidamente e ovunque»

di Andrea Gagliardi

Scuola, Azzolina: febbre si misura a casa, tutti hanno termometro

Il tema più urgente secondo il presidente dell'associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, è la «messa a disposizione delle scuole di un documento snello e prescrittivo sugli aspetti meramente sanitari da adottare rigidamente e ovunque»


4' di lettura

In tutto sono 2,9 i miliardi messi a disposizione dal Governo per il ritorno in classe degli studenti con l'avvio del nuovo anno scolastico, per un totale di oltre 6 miliardi stanziati dall'inizio del 2020. Un miliardo e 600 milioni è arrivato dal decreto rilancio; la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina è riuscita poi ad ottenere altri 1,3 miliardi nello scostamento di bilancio a cui si sono aggiunti altri 300 milioni reperiti nelle ultime 48 ore. Se a queste somme si aggiungono i fondi precedentemente mobilitati tra Pon, fondi per l'edilizia scolastica e Cura Italia si arriva alla cifra record di oltre 6 miliardi. Con queste risorse il ministero dell'Istruzione mira a comprare banchi nuovi (il bando del Commissario Arcuri ne prevede 3 milioni al massimo), assumere docenti e personale Ata e acquisire - tramite gli enti locali che devono metterli a disposizione - nuovi spazi in cui poter far fare le lezioni.

Ma non mancano le incognite del ritorno a scuola per studenti e famiglie.


Il protocollo sanitario a settembre

Il tema più urgente secondo il presidente dell'associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli è la «messa a disposizione delle scuole di un documento snello e prescrittivo sugli aspetti meramente sanitari da adottare rigidamente e ovunque» perché «occorre fare in modo che i dirigenti scolastici siano nelle condizioni di garantire ad alunni e famiglie che il primo settembre la scuola riprenda in sicurezza, senza attribuzioni di responsabilità indebite».

Cosa fare con lo studente con la febbre in classe?

Ma quali sono gli aspetti sanitari da chiarire, posto che le mascherine, al momento, in base alle linee stabilite dal Comitato tecnico scientifico, saranno obbligatorie a scuola (ma non al banco) e saranno fornite al personale docente e Ata dallo Stato mentre per gli alunni dovranno provvedere le famiglie? Prima di tutto va ancora specificata la procedura da seguire in caso di un caso sospetto di Covid in aula. In base alle indicazione del Cts non sarà misurata la temperatura prima dell'ingresso in aula. Sta alla responsabilità dei genitori non mandare a scuola i figli in caso di febbre oltre 37.5. Ma che succede se un alunno/a si sente male in classe e risulta malato/a? «Non sappiamo che procedura seguire - spiega Giannelli - se ad esempio, così come è stato previsto per gli esami di maturità, va individuata un'aula ad hoc dove far stazionare la persona “a rischio” prima dell'intervento delle autorità sanitarie». Così come «mancano indicazioni specifiche sulla aerazione delle aule e sulla frequenza della pulizie dei bagni».

Referenti per 'contact tracing' anti-focolai

Qualche passo avanti si sta facendo. Tra le richieste delle parti sociali in vista del protocollo d'intesa tra Miur e sindacati sull'avvio dell'anno scolastico c'è l'«individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria». E per i casi di sospetto o effettivo contagio viene preso come riferimento il 'Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro' del 24 aprile 2020, che individua la procedura da adottare nel contesto scolastico. E viene auspicata l'individuazione di un referente per l'ambito scolastico che possa raccordarsi con i dirigenti scolastici al fine di un efficace contact tracing e risposta immediata in caso di criticità».

Incognita ingressi scaglionati

Altra incognita è rappresentata dalle modalità di ingresso a scuola. Si è parlato di ingressi scaglionati per evitare assembramenti. Ma al momento non c’è nulla di definito. Certo è che con le nuove norme sul distanziamento è improbabile che i mezzi pubblici riescano a trasportare tutti gli alunni nella stessa fascia oraria come accadeva in epoca pre-Covid.

La carenza di aule

C’è poi il problema delle aule. Non tutti gli istituti hanno aule grandi a sufficienza per garantire la presenza di tutti gli alunni nel rispetto delle norme sul distanziamento. «In base alle ultime stime non troveranno posto a scuola circa 600mila studenti - continua Giannelli - per i quali dovranno essere reperite 20-30mila aule. Ed è un problema di non facile soluzione che dovrà essere risolto dagli enti locali».

Rischio cattedre vuote

Non solo. Se una parte delle classi sarà smezzata per ottemperare alle norme sul distanziamento, serviranno più docenti. E al momento «non è dato sapere se i fondi stanziati dal governo per mettere in campo 80mila supplenti in più saranno sufficienti» a evitare cattedre vuote.Ma sull’organico la ministra Azzolina si è detta pronta. «C'è stato un lavoro enorme che gli enti locali hanno fatto sugli spazi: mio compito sarà dare ovviamente più organico alla Toscana, così come anche alle altre regioni che lo hanno chiesto» ha detto Azzolina, ministro dell'Istruzione, al termine del tavolo regionale per la ripresa a settembre che si è tenuto il 27 luglio a Firenze presso l'Ufficio scolastico regionale della Toscana

Nuovi bidelli da assumere?

Ma il rischio della carenza di organico riguarda anche il personale Ata, a partire dai bidelli, perché se si dovranno intensificare i turni di pulizia della scuola bisognerà procedere a nuove assunzioni.

Test a campione su studenti

Si è parlato di test sierologici per docenti e personale Ata. La bozza del protocollo d'intesa tra Miur e sindacati per garantire l'avvio dell'anno scolastico prevede anche test volontari a campione sugli studenti. La bozza parla di «svolgimento dei test sierologici per tutto il personale scolastico in concomitanza con l'inizio delle attività didattiche» ed effettuazione dei «test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica. Saranno a questi fini adottati i criteri di: volontarietà di adesione al test, gratuità dello stesso per l'utenza, svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche»

La gara per i banchi monoposto

C’è poi la questione del bando di gara europeo indetto dal commissario Arcuri per acquistare fino a 3 milioni di nuovi banchi scolastici monoposto in funzione anti-Covid. I produttori italiani (Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica) hanno parlato di «missione impossibile» e di rischio di «gara deserta», perché si pretende «in 23 giorni la produzione di 5 anni». Anche se la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ostenta sicurezza e nel ricordare che quella sui banchi è «una gara europea», assicura che «presto sapremo i nomi delle aziende» vincitrici.

Nidi senza certezze

Un capitolo a sè è rappresentato dai nidi. Al momento non è chiaro ancora quando apriranno gli asili e con quali orari, né cosa ne sarà delle migliaia di bambini in lista d'attesa nei nidi comunali. Si attendono le “nuove linee guida interistituzionali” a cui sta lavorando il ministero dell'Istruzione insieme ai gabinetti dei ministeri di Lavoro, Salute, Pubblica Amministrazione, Pari opportunità e Famiglia, in raccordo con enti locali, associazioni di settore e sindacati.

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