Emergenza Covid-19

Dalla filantropia benefici complessivi per 165 milioni

I piani Unicredit Foundation e Fondazione Banca del Monte Lombardia

di Alessi Maccaferri

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Un operatore della cooperativa sociale AllegroModerato

I piani Unicredit Foundation e Fondazione Banca del Monte Lombardia


3' di lettura

Oltre 165 milioni donati a beneficio del sistema lombardo che ha fronteggiato l’emergenza Covid-19. L’ammontare, stimato da Italia Non profit in collaborazione con Assifero, considera donazioni in denaro, in beni e fondi giunti dalla filantropia istituzionale, dalle aziende e da privati cittadini (censiti solo coloro che hanno contribuito per una cifra superiore a 100mila euro). Le 275 iniziative mappate hanno avuto come beneficiari principalmente gli ospedali (196 progetti) e poi 50 non profit, che sono state fornite di dispositivi di protezione individuale. «Si tratta di non profit che hanno avuto la necessità di essere sostenute soprattutto in rapporto all’emergenza sociale che si è venuta a creare nelle fasce più deboli della popolazione - spiega Mara Moioli, cofounder di Italia Non Profit - Le organizzazioni dedicate all’assistenza hanno dovuto n parte rivedere le proprie attività, molte altre sono rimaste bloccate dai provvedimenti del governo e non hanno potuto né fare raccolta fondi né erogare i servizi».

Tra gli attori della filantropia istituzionale protagoniste le banche con le loro fondazioni. «La risposta delle persone è andata oltre le nostre previsioni - racconta Maurizio Beretta, presidente di UniCredit Foundation - Avevamo previsto di moltiplicare per dieci fino a un milione di euro le donazioni da parte dei nostri dipendenti, che avevamo ipotizzato intorno ai 100mila euro. Invece la partecipazione è stata tale da arrivare in appena due settimane a oltre 22omila euro». L’ammontare di 1 milione e 280mila euro sono stati destinati all’Ospedale Sacco di Milano e al San Matteo di Pavia oltre allo Spallanzani di Roma. A questi si sommano i due milioni donati al Dipartimento della Protezione Civile per l’acquisto di mascherine, materiale sanitario e attrezzature mediche da parte di UniCredit Foundation e UniCredit e i 200mila euro donati dalla company foundation all’Ospedale Policlinico di Milano.

La ricercatrice Ramona Palombo della Fondazione Veronesi

La fondazione nasce nel 2018 dalla fusione, voluta dal ceo della banca Jean-Pierre Mustier, di UniCredit Foundation e di UniCredit & Universities Fondazione di studio in onore del Cavaliere del Lavoro Ugo Foscolo. Quest’ultima anima si occupa perlopiù del sostegno a studenti eccellenti anche tramite programmi per il rientro in Italia delle eccellenze della ricerca. La prima invece è quella più strettamente filantropica. «La nostra attenzione è focalizzata sull’infanzia in senso esteso. In questo ambito abbiamo deciso di concentrare gli sforzi. Cerchiamo con l’aiuto dei nostri consiglieri di individuare i bisogni e poi di trovare partner riconosciuti e affidabili» aggiunge Beretta. Nel 2019 la fondazione, che si avvale come consiglieri esterni del contributo di Anna Maria Tarantola, Giovanni Toniolo, Giorgio Barba Navaretti e Franco Bruni, ha sostenuto 202 progetti destinando un ammontare di 2,36 milioni. In Lombardia ha sostenuto realtà come Vidas (per la “Casa Sollievo Bimbi”), la Cbdin onlus che sostiene la Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta, Dynamo, Allegro Moderato e tante altre.

L’anno scorso, UniCredit Foundation ha lanciato “Call for the Region” per sostenere 21 progetti a favore dell’infanzia. La selezione dei progetti in ambito sociale è avvenuta con l’apporto dei dipendenti di UniCredit sul territorio. In Lombardia sono stati selezionati BambiniSenzaSbarre, Naga, il Comitato Maria Letizia Verga.

Tra gli attori istituzionali Fondazione Banca del Monte di Lombardia, che ha sede a Pavia ed è uno dei soci di Ubi. «Siamo stati primi a partire. Ho scritto subito una lettera all’Acri chiedendo cosa poteva fare l’Acri come rappresentante delle Associazioni delle fondazione di origine bancaria italiana - racconta il presidente Aldo Poli - Abbiamo destinato le erogazioni alla fornitura di respiratori agli ospedali, che qui a Pavia sono cinque: il San Matteo e quattro Irccs. Poi abbiamo distribuito 14mila dispositivi di protezione individuale al personale sanitario, alle Rsa e alle forze dell’ordine».

Inoltre con le sue erogazioni la fondazione ha sostenuto il terzo settore, ovvero Caritas, enti religiosi e non religiosi impegnati nell’assistenza diretta ai bisognosi. Non solo Pavia, ma anche a Milano Cremona. «Abbiamo fatto il possibile e abbiamo dirottato anche fondi di settori in questo momento meno bisognosi come l’arte. In tutto abbiamo erogato 200mila euro direttamente e 100mila tramite l’Acri» racconta il presidente della fondazione che ha un patrimonio di 550 milioni di euro e ha erogazioni attorno ai nove milioni l’anno. «Ora il sostegno al terzo settore è fondamentale pensando agli aiuti da dare a tutte quelle persone che versano in condizioni di difficoltà economica per via della situazione che si è venuta a creare». Ancora in corso infine la raccolta fondi, a favore dell’Ospedale Policlinico San Matteo, promossa dalla fondazione stessa insieme a Ubi.

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