La proposta del Mef

Delega fiscale e autonomi: le novità dalla flat tax ai versamenti mensili

Dal Mef una proposta di mediazione per superare l’impasse dovuta alle frizioni tra i partiti della maggioranza

di Nicola Barone

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3' di lettura

Dallo scivolo della flat tax al cashback fiscale, dalla clausola per escludere un aumento delle tasse all’estensione della semplificazione degli adempimenti in via telematica. È pronta la proposta di mediazione elaborata dal Mef per sbloccare lo stallo della delega fiscale. E la commissione Finanze della Camera è convocata oggi, 5 aprile, alle 21 per riprendere le votazioni degli emendamenti, dopo il mese di sosta seguito alla spaccatura sulla riforma del Catasto. Alcune delle novità riguardano il mondo dei cosiddetti autonomi.

Scivolo 2 anni per chi esce da flat tax

Chi esce dal regime forfettario potrà beneficiare di uno scivolo di 2 anni per approdare a quello ordinario: è finalizzata a «favorire l’emersione degli imponibili» la modifica alla flat tax per gli autonomi fino a 65mila euro, secondo la riformulazione degli emendamenti alla delega fiscale.

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Si prevede un’imposta opzionale per chi supera il tetto di ricavi o compensi, fino una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi applicativi idonei a evitare comportamenti elusivi. Una quota del gettito della flat tax - altra novità - sarà destinata a Comuni e Regioni sulla base della residenza dei contribuenti, «garantendo la neutralità finanziaria tra i vari livelli di governo interessati».

Mensilizzazione di acconti e saldi

Nella delega viene confermata la «progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale attraverso l’applicazione, a regime, della medesima aliquota proporzionale di tassazione e, in via transitoria, di 2 aliquote di tassazione proporzionale, ai redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare».

In un emendamento si prevede poi, per autonomi e imprenditori, l’obiettivo di una «più equa ridistribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva mensilizzazione degli acconti e dei saldi e l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconto, senza maggiori oneri per le finanze pubbliche». Ora la questione si sposta sul piano politico e non è affatto scontato un iter senza altri scossoni per il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri 6 mesi fa senza il voto dei rappresentanti della Lega.

Proprio le mosse del partito di Matteo Salvini, ma anche di Forza Italia, rappresentano la principale incognita sulla legge delega. Deve approdare il 19 aprile in Aula dove i leghisti si preparano a presentare più emendamenti sul Catasto, prima che si torni poi al Senato. Esattamente lo scenario che cercano di scongiurare altri partiti della maggioranza, che si riunirà alle 13.45 per confermare l’accordo politico sugli emendamenti riformulati e inviati dal Mef.

Clausola di salvaguardia

Non solo il catasto è nel mirino della Lega. «Anche le cedolari sulle locazioni e sui BoT rischiano di essere l’ennesima stangata. E devono essere vincolanti i pareri del Parlamento sui decreti attuativi», spiegano Massimo Bitonci e Alberto Gusmeroli, che invece accolgono con favore la flat tax con uno scivolo di 2 anni per chi esce dal regime forfettario per gli autonomi superando i 65mila euro, con un’imposta opzionale fino a una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi anti-elusione.

Bene anche la «progressiva mensilizzazione degli acconti e dei saldi, come l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconto”. E la «priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti» nel graduale superamento dell’Irap. Spinta dal centrodestra è anche la clausola di salvaguardia: dalla riforma del fisco «non deve derivare un incremento della pressione tributaria».

Cashback fiscale

Nella mediazione trova spazio una misura di bandiera del M5S, il cashback fiscale, con priorità alle spese sociosanitarie. Il Pd è soddisfatto per il recepimento dell’emendamento con cui Comuni e Regioni compartecipano al gettito della flat tax, e per quello che prevede di destinare ai contribuenti Irpef con redditi medio-bassi le risorse derivanti da riordino di deduzioni e detrazioni. Si prevede poi di adeguare le aliquote Iva, in modo «da tener conto dell’impatto ambientale dei diversi prodotti».

Lotta all’evasione

Tra le novità anche la gradualità delle sanzioni, «con particolare attenzione alle violazioni formali o meramente formali», e il «rigoroso rispetto» per il Fisco del divieto di richiedere al contribuente documenti già in possesso delle amministrazioni pubbliche, nonché il ricorso all’intelligenza artificiale nella lotta all’evasione fiscale.

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