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Dalla Fondazione CRC sostegno all’arte contemporanea

Il nuovo progetto di arte pubblica “A cielo aperto 2022” coinvolgerà quattro importanti artisti ad inaugurarlo Olafur Eliasson con l'opera The presence of absence pavilion, 2019-2020. Ne parla il presidente Ezio Raviola

di Maria Adelaide Marchesoni

Elementi tipografici, Museo Civic della Stampa, Mondovì, 2022, Foto Susan Philipsz, Courtesy l'artista

5' di lettura

Il binomio arte e fondazioni bancarie funziona sempre e favorisce importanti committenze di arte pubblica come «A cielo aperto 2022», un progetto promosso dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) e realizzato in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea. L'iniziativa fa parte del programma “La generazione delle idee”, realizzato dalla Fondazione CRC per celebrare i suoi 30 anni di vita ed è articolato in quattro commissioni di arte pubblica realizzate da quattro importanti artisti, Olafur Eliasson (Copenhagen, 1967), Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), Otobong Nkanga (Kano, 1974) e Susan Philipsz (Glasgow, 1965). Le opere sono state acquisite dalla Fondazione CRC per una collocazione a lungo termine presso il Castello di Grinzane Cavour ad Alba; il Rondò dei Talenti a Cuneo; il centro storico di Bra e il Museo Civico della Stampa, Ex Collegio delle Orfane di Piazza, Mondovì. La prima opera ad essere esposta è «The presence of absence pavilion», 2019-2020, di Olafur Eliasson, una scultura formata da un parallelepipedo in bronzo scavato all'interno a rappresentare il vuoto prodotto dallo scioglimento di un ghiacciaio, chiaro riferimento alla crisi ecologica e al riscaldamento del pianeta, il ghiaccio ormai sciolto è presente solo per assenza o ricordo. L'opera è collocata sul prato al lato del Castello di Grinzane Cavour, non lontano dalla vigna appartenente alla Fondazione CRC, creando un dialogo tra l'azione di erosione dell'acqua sulle colline che ha creato la valle e lo scioglimento dei ghiacciai.

Olafur Eliasson, The presence of absence pavilion, 2019 , Installation view: Tate Modern, London. Photo: Anders Sune Berg © Olafur Eliasson

Il Progetto Coltivarte

Con un patrimonio a fine 2021 pari a 1,4 miliardi di euro, la Fondazione CRC si posiziona tra le prime dieci di origine bancaria in Italia. Il presidente Ezio Raviola ci racconta lo sviluppo della collezione che a fine 2021 presenta un valore pari a 2,876 milioni di euro e comprende l'acquisizione di 14 opere parte del Progetto Coltivarte per circa 112mila euro avvenuta con fondi erogativi.

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Otobong Nkanga, Corde che si arricciano attorno alle montagne, 2021-2022, dettaglio dell'installazione, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea Rivoli-Torino .Foto Andrea Guermani – Courtesy l'artista e Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea Rivoli-Torino

Può raccontarci la storia della collezione?
La collezione di Fondazione CRC nasce con l'istituzione stessa nel 1992 (lo scorso gennaio sono stati festeggiati i 30 anni): 36 opere d'arte di proprietà della Cassa di Risparmio di Cuneo passano allora nella disponibilità della nascente Fondazione e vanno a costituire il nucleo storico. Le opere, dipinti e sculture, erano frutto di poche acquisizioni mirate, prevalentemente nell'ambito italiano del secolo scorso, fatta eccezione per alcune opere più antiche. Dal 1992 fino al 2016, la collezione è cresciuta fino a circa 100 opere attraverso alcune acquisizioni, che hanno colto opportunità e stimoli differenti (concorso per giovani artisti LocalArt, che ha esposto anche ad Artissima, o Saluzzo Arte, oggi START), mantenendo la qualità e l'omogeneità rispetto al nucleo preesistente, ma senza seguire una strategia di lungo periodo. Successivamente, con il progetto ColtivArte, la collezione è diventata un asse importante per la Fondazione CRC.

Michelangelo Pistoletto, Terzo Paradiso, 2022, Rendering dell'opera, Courtesy l'artista

Chi ha avuto l’idea di avviare la collezione? Artisti emergenti a metà carriera o affermati?
L'incremento della collezione esistente, così come la conosciamo oggi, ha inizio con il mandato del presidente Giandomenico Genta: da lui nasce l'impulso a considerare la collezione come parte della strategia di Fondazione CRC in ambito culturale e artistico. Nel 2017 prende dunque avvio il progetto ColtivArte mirato all'acquisizione di opere con l'obiettivo di diffondere l'arte contemporanea sul territorio. La collezione è da considerarsi inalienabile e non costruita per lo scambio o la cessione, coerente con la collezione già esistente (per lo più costituita da opere pittoriche o sculture), con un'identità forte, in un orizzonte temporale a partire dal 2010 ad oggi, a valere su artisti italiani e stranieri. Una parte delle acquisizioni è dedicata a giovani artisti piemontesi e un'altra guarda al panorama internazionale, senza vincoli. Oltre al progetto ColtivArte, la collezione si è arricchita delle opere acquisite nell'ambito del progetto Donare, grazie a cui abbiamo accolto donazioni da privati – l'archivio fotografico di Michele Pellegrino, i disegni di Sergio Unia, una biblioteca, quadri e sculture – impegnandoci a valorizzarle e farle conoscere alle generazioni future. A cui si sono poi aggiunte le opere di arte pubblica realizzate nell'ambito del Bando Distruzione (Hilario Isola e Valerio Berruti). Alcune ulteriori acquisizioni sono nate grazie a opportunità concretizzatesi in diversi momenti (l'opera collettiva «Senza titolo» di Pinot Gallizio, Piero Simondo, Asger Jorn, Constant, Jan Kotik, Pier Giorgio Gallizio e l'opera «Senza titolo» di Ego Bianchi, prima dell'ex hotel Fiamma).

Quali sono le opere più importanti?
Se ci concentriamo sugli ultimi quattro anni di acquisizione, nucleo da cui ha preso vita la mostra “Pittura in persona”, possiamo citare artisti Camille Henrot, Anne Imhof, Anna Boghiguian, Lin May Saeed, Sarah Sze, Seth Price, Alex Cecchetti, Claudia Comte. Guardando invece alla parte più “antica” della collezione, sono presenti autori ottocenteschi di rilievo come Cesare Maggi, Alessandro Lupo, Antonio Piatti, Lalla Romano; alcune opere di Pinot Gallizio, Agostino Bosia, Guglielmo Caccia detto Moncalvo, Cristoforo Munari.

La prima opera entrata a far parte della collezione?
Direi che si tratta delle due opere di Macrino d'Alba - San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista e Maria Maddalena – entrambe datate nel primo Cinquecento e oggi conservate nell'ufficio di presidenza.

Le acquisizioni più recenti?
Nel 2020 sono state acquistate le opere di Guglielmo Castelli, Manuele Cerutti, Barbara Devivi, Patrizio Di Massimo, Elena Mazzi, Daniele Milvio, Francis Offman, Paolo Turco, Giuliana Rosso.

Dove vengono fatte le acquisizioni: gallerie, aste, fiere?
Tutte le acquisizioni avvengono attraverso un contatto diretto con la galleria o, talvolta, con l'artista stesso, in particolare nel caso di artisti giovani o non ancora affermati.

Perché l’arte è importante per la Fondazione?
L'obiettivo con cui Fondazione CRC ha investito nella collezione di opere d'arte non è tanto incrementare il patrimonio, quanto promuovere l'arricchimento culturale attraverso il sostegno all'arte contemporanea, intesa come uno dei mezzi per raccontare la realtà in cui viviamo attraverso nuovi linguaggi. La cultura è per la Fondazione CRC un ingrediente fondamentale nella crescita individuale e collettiva e, in questo contesto, il processo creativo e l'arte in generale rappresentano un tassello imprescindibile.

La collezione continua a crescere?
Nel Piano Pluriennale 2021-24 la Fondazione CRC ha individuato tre sfide su cui concentrare la propria azione:
+Sostenibilità, per uno sviluppo green;
+Comunità, per il benessere delle persone;
+Competenze, per l'innovazione e il futuro.

Una delle azioni che intendiamo realizzare nell'ambito della sfida +Comunità riguarda proprio l'arricchimento della collezione e la possibilità di renderla fruibile ad un pubblico più ampio. Anche il progetto Donare potrà dare il proprio contributo in questo senso.

Come avviene la selezione delle acquisizioni?
Nel 2017, proprio per strutturare le acquisizioni, è stata costituita una commissione scientifica presieduta dal direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov Bakargiev, dal direttore dell’Art Institute presso la FHNW Academy of Art and Design di Basilea Maria J. Martinez e dal direttore Consorzio delle Residenze Reali Sabaude Guido Curto. I membri sono nominati dal consiglio di amministrazione e vengono confermati di anno in anno.

E le vendite?
Non è prevista la vendita di opere, la collezione viene costituita per essere inalienabile.

Può dirci di più sul processo di acquisizione? Come sono stabiliti le risorse indirizzate all'acquisto di opere d'arte? Esiste un budget? Come entra un’opera nella collezione e quali sono le considerazioni o le strategie di acquisizione sottostanti?
La commissione scientifica si riunisce insieme ad alcuni delegati di Fondazione CRC per costruire una proposta sull'anno in corso: ogni proposta viene vagliata (comprese alcune candidature spontanee) fino ad arrivare alla scelta definitiva. Il budget è diverso di anno in anno ed è indicato all'interno del Programma Operativo, il documento di programmazione annuale che viene redatto entro il mese di ottobre (per l'anno successivo) e pubblicato sul nostro sito internet. Nel 2020, per esempio, parte delle risorse sono state allocate per fronteggiare interventi più emergenziali e a supporto del mondo culturale in un'accezione più ampia. Le acquisizioni dunque si sono orientate su artisti più giovani e su gallerie italiane. Sempre nel 2020 le acquisizioni sono state orientate a riequilibrare la parità di genere, sbilanciata verso le artiste.

Riproduzione riservata ©

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