LA COMUNICAZIONE DEL LEADER LEGHISTA

Dalla foto con il mitra agli striscioni rimossi, le ultime scivolate di Salvini

di Andrea Carli


Selfie a sorpresa e striscioni dai balconi, la mobilitazione contro Salvini

3' di lettura

Prima la foto pubblicata la domenica di Pasqua dal suo spin doctor, il guru del web Luca Morisi, che ritrae Matteo Salvini mentre imbraccia un’arma. Poi la sfilza di finti fan che “a tradimento” gli hanno chiesto di scattare un selfie con lui, salvo poi cogliere l’occasione per criticarlo per le sue posizioni politiche . Infine, la serie di striscioni rimossi da balconi e finestre, quando lui è in visita. Se non proprio scalfito - su twitter il “Capitano”, come lo chiamano i suoi sostenitori, ha un milione di follower, che diventano tre milioni e 700mila su facebook - le ultime “scivolate” del leghista non sono passate inosservate. Anche perché tra dieci giorni si va al voto per le Europee. E la tensione, anche per il braccio di ferro quotidiano con l’alleato di governo M5S, è alle stelle.

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Lo spin doctor del Capitano pubblica una foto di Salvini con un mitra
21 aprile. È il giorno di Pasqua. Il consigliere strategico per la comunicazione di Salvini Morisi posta su Facebook una foto che ritrae il ministro dell'Interno mentre imbraccia un mitra, a corredo di un post che dice: «Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto!». La polemica non si fa attendere. Nel mirino lo spin doctor di Salvini, e di conseguenza Salvini stesso. Il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni attacca: «Un consigliere ministeriale del ministro dell'Interno non si può permettere di scrivere sui social “noi siamo armati”, postando una foto su Facebook con Salvini con un mitragliatore in mano. Ha lanciato un messaggio minaccioso, pericoloso, istigatore di possibili future violenze». Di «post grave, inaccettabile e disgustoso, che va portato all'attenzione dei magistrati» parla Beatrice Brignone, segretaria di Possibile e candidata di Europa Verde nella circoscrizione Centro alle prossime europee. La deputata del Pd Raffaella Paita ricorda che «istigare alla violenza contro chiunque legittimamente critichi la Lega è folle e scellerato. Specie se l'istigazione proviene dal social media manager del ministro dell'Interno». Salvini minimizza. Parla di «polemiche fondate sul nulla». «Questa mattina - dice il giorno di Pasquetta ai microfoni di RaiNews 24 - ho pubblicato la foto di tre peluche che porto in gita a Campiglio con mia figlia e hanno polemizzato anche sui peluche. Se la sinistra si attacca alle foto per polemizzare, ai peluche, ai mitra o a pane e nutella, vuol dire che stiamo lavorando bene».

L’insidia dei selfie: da soluzione standard a strumento imprevedibile
Ma il vero “cavallo di Troia” per l’immagine del Capitano è il selfie, o meglio i selfie: da soluzione standard adottata da Salvini anche più volte in un giorno, in occasione di comizi o quant’altro, funzionali a trasmettere l’immagine del politico vicino alle persone e ai suoi problemi, nell’ultimo periodo quegli scatti sono diventati, se non un punto di debolezza, di certo uno strumento da maneggiare con cura, molta cura. A Salerno una donna gli si è avvicinata con la scusa di voler scattare un selfie con lui, salvo poi formulare, a beneficio delle telecamere, la fatidica domanda: «Non siamo più terroni?». A Caltanissetta due ragazze sono ricorse allo stesso stratagemma. Una volta giunte al suo cospetto, nella fase dello scatto si sono baciate.

La nuova “moda” degli striscioni contro Salvini (rimossi)
Dopo i selfie dilaga ora la “moda” degli striscioni contro il ministro dell’Interno. Sembra essere questa l’ultima frontiera per contrastare l’offensiva, sul piano della comunicazione, del leader della Lega. Si assiste, in alcuni casi, alla rimozione di teli esposti da finestre o balconi, in occasione di una visita del ministro. L’ultimo caso all’inizio di questa settimana. Salvini è in visita Brembate, in provincia di Bergamo. Il telo con la scritta «Non sei il benvenuto» viene tolto dai vigili del fuoco. «Stamattina - scrive il sindaco di Bergamo Giorgio Gori su twitter - alle 9 Salvini parlava a Brembate d un’iniziativa di partito. Una signora ha esposto alla finestra uno striscione (vedi foto). Poco dopo lo striscione è stato rimosso dai vigili del fuoco. Domando: chi ha dato loro lordine di intervenire? A che titolo?». Oggi il responsabile del Viminale è atteso per una riunione del comitato provinciale per la sicurezza: dal rione Sanità allo storico quartiere Materdei, dai Decumani alle Vele di Scampia, in città gli striscioni contro il segratario della Lega non si sono fatti attendere. Sabato Salvini sarà a Milano con Marine Le Pen per il principale evento della Lega per la campagna per le Europee. Due tappe politicamente impegnative. Un altro scivolone potrebbe essere dietro l’angolo.

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