covid-19

Dalla Francia alla Gran Bretagna al Brasile, ecco la mappa delle restrizioni per evitare nuovi lockdown

Per scongiurare nuove serrate generalizzate alcuni Paesi hanno varato appositi piani di contenimento. Ma nel mondo intanto c’è chi come Israele ha deciso un secondo blocco

di Gerardo Pelosi

Covid-19, rallenta crescita dei nuovi casi ma crescono i ricoveri

Per scongiurare nuove serrate generalizzate alcuni Paesi hanno varato appositi piani di contenimento. Ma nel mondo intanto c’è chi come Israele ha deciso un secondo blocco


6' di lettura

Un’Europa in ordine sparso ha fatto fronte negli ultimi sette mesi all’emergenza coronoavirus con Paesi stretti tra l’esigenza di tutelare la salute senza distruggere l’economia. L’Italia è stato tra i Paesi maggiormente colpiti dall’infezione ed il primo in Europa a varare misure molto drastiche di chiusura. Oggi il premier Giuseppe Conte e il suo esecutivo possono quindi concentrare i loro sforzi su come spendere i 209 miliardi di euro assegnati al nostro Paese dal Next Generation Ue: «Il lockdown – dice Conte - è stato un momento per molti versi arduo ma oggi, continuando a vigilare possiamo con fiducia attendere all’opera di ricostruzione più di altri Paesi. Noi ora possiamo dedicarci alla ripartenza del Paese». In Europa, nonostante una seconda ondata di contagi soprattutto in Francia e Spagna, si cerca di evitare il ricorso a nuovi lockdown con varie misure di contenimento e quarantene brevi come quella da 14 a 7 giorni che il Consiglio supremo di Difesa e sicurezza francese potrebbe decidere oggi dopo il parere favorevole del Comitato scientifico. Fuori dall’Europa intanto c’è chi come Israele ha deciso un secondo lockdown. Ed ecco, Paese per Paese la situazione in Europa.


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Francia

Con circa 10.000 nuovi casi positivi e la morte di altre 29 persone (su un totale di 30.813) la Francia si prepara a un nuovo giro di vite: mascherine anche all’aperto e distanziamento sociale non bastano più. Il Comitato scientifico «ha constatato il fallimento» delle misure soprattutto dopo la riapertura delle scuole. Le autorità sanitarie ne hanno chiuse 32 e 524 classi sono state rispedite a casa a fare lezione a distanza. Il presidente Emmanuel Macron ha cercato di tranquillizzare l’opinione pubblica per «non cedere a nessuna forma di panico». «Dobbiamo guardare alle prossime settimane - ha spiegato Macron - cercando di adeguarci all’evoluzione del virus provando a rallentarne la circolazione con le regole sanitarie e l’organizzazione della vita sociale». Jean-Olivier Arnaud ministro della Sanità ha ipotizzato la riduzione della quarantena da 14 a 7 giorni ossia quelli più contagiosi e anche per avere la certezza che la misura in questo modo verrà rispettata da un numero maggiore di persone. Anche in Italia si sta ipotizzando una riduzione da 14 a 10 giorni ma non ci sono decisioni ad riguardo. «In genere – spiega il professor Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’Università di Padova – le manifestazioni della malattia appaiono 5-6 giorni dopo il contagio. Se si vuole ridurre la quarantena a 7 giorni, si cattura la maggior parte delle persone contagiate, però una piccola parte sfugge. Quindi, se si riduce, la quarantena si accetta il rischio che alcune persone contagiate, che poi a loro volta possono contagiare, sfuggano a questo procedimento di cautela».

Spagna

Seconda ondata di contagi da coronavirus in Spagna che ha fatto quasi quadruplicare i ricoveri in un mese. Se all’inizio di luglio vi erano 150 persone in ospedale, all’inizio di settembre erano arrivati a 677. L’incidenza del contagio è salita di otto volte. Il primo luglio era di 10 casi ogni 100mila abitanti, ora è arrivato a 79,8. Gli ospedali si stanno preparando a possibili aumenti di ricoveri nelle prossime settimane: alcuni hanno aperto nuovi reparti Covid-19, altri stanno predisponendo la riduzione delle ferie di medici e infermieri. Tutti hanno pronti piani di emergenza per sospendere l’attività ordinaria e poter disporre di maggiori posti letto per i malati Covid.

Portogallo

Il governo portoghese ha decisodi inasprire le restrizioni sanitarie poco prima dell’inizio dell’anno scolastico per frenare l’aumento del numero di nuovi casi. In base alle misure adottate il numero di persone che possono incontrarsi scenderà da 20 a 10 in tutto il Paese, come già avviene a Lisbona. Come nella capitale, la vendita di bevande alcoliche sarà vietata ovunque a partire dalle 20:00, così come il loro consumo negli spazi pubblici. «Abbiamo osservato dall’inizio di agosto un aumento sostenuto del numero di nuovi casi», ha detto alla stampa il premier Antonio Costa. Il Portogallo ha segnalato 646 nuovi casi in 24 ore, la cifra più alta dal 20 aprile.

Grecia

Al 10 settembre il totale dei casi di infezione in Grecia ammonta a 12.080, mentre 293 sono i decessi. Nel Paese c’è l’obbligo di indossare le mascherine in tutti gli eventi all’aperto, negli ospedali e ambulatori, sui trasporti pubblici, sui taxi, negli ascensori e in tutti i luoghi pubblici chiusi, comprese le chiese e in tutti i negozi e uffici ove vige anche il rispetto della distanza interpersonale minima di 1,5 e l’ingresso contingentato. Previste sanzioni per mancata conformità con multe di 150 euro. Fino al 15 settembre, l’ingresso nel Paese è consentito per via aerea da Svezia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Albania, Macedonia del Nord, Bulgaria, Romania, Emirati Arabi, Malta, Federazione Russa e Israele soltanto su esibizione di test molecolare (Pcr) negativo effettuato entro le ultime 72 ore (necessaria la certificazione del risultato in inglese, da presentare alle compagnie aeree, che hanno l’obbligo di vietare l’imbarco in mancanza di tale documento). Fino al 15 settembre restano sospesi i voli di collegamento fra la Grecia e gli aeroporti della Catalogna. Vige anche la sospensione dei collegamenti aerei, marittimi (inclusi quelli con imbarcazioni private) e via terra con Turchia, Albania e Macedonia del Nord.

Regno Unito

Il ministro britannico della Sanità, Matt Hancock, ha spiegato che la stretta annunciata dal premier Boris Johnson in vigore da lunedì 14 in forma vincolante, pena interventi della polizia e multe «non durerà più a lungo del necessario ma si tratta di un sacrificio vitale per controllare il virus nel lungo periodo». Intanto la Scozia s’allinea all’Inghilterra sulla stretta ai contatti sociali adottando “la regola del 6” annunciata ieri da Boris Johnson: divieto di radunarsi in più di 6 persone, in pubblico o in privato. La decisione è stata formalizzata dalla first minister Nicola Sturgeon a nome del governo locale d’Edimburgo, competente sulla materia in forza della devolution. Sturgeon ha chiarito che l’alleggerimento delle restrizioni sul numero delle persone autorizzate a riunirsi in luoghi come case o palestre (finora 12) previsto a partire da lunedì prossimo non avrà ovviamente luogo. Come in Inghilterra saranno esentati dalla nuova “regola del 6” gli impianti sportivi, i luoghi di preghiera, i matrimoni e i funerali, dove comunque è imposto un tetto di 20 persone e il rispetto del distanziamento; negli incontri privati (fra un massimo di due nuclei familiari) saranno inoltre esclusi dal conteggio i bambini sotto i 12 anni.

Bulgaria

Sale ad oltre 14mila il numero complessivo dei contagi in Bulgaria con 450 decessi. Il bilancio delle infezioni fra il personale medico sanitario è salito a 749 persone. Attualmente vi sono 5.177 casi attivi, mentre negli ospedali sono ricoverati in tutto 849 pazienti, 54 dei quali sono in terapia intensiva.

Israele

A partire dal 18 settembre dopo il picco di contagi delle ultime settimane scatterà il secondo lockdown in Israele. La decisione sarà convalidata dal governo domenica. Nella fase iniziale il lockdown durerà due settimane e riguarderà la festa di Rosh ha-Shanà (il Capodanno ebraico) ed il digiuno di Kippur. Se avrà l’effetto sperato, sarà poi allentato in forma molto graduale.

India

L’India è oggi il terzo Paese per numero di infezioni dopo Stati Uniti e Brasile con 2.215.074 casi positivi e 44.386 decessi, quinto bilancio più grave al mondo per vittime. Il ministero della Salute di Nuova Delhi ha dato notizia di 62.064 nuovi casi di contagio e di 1.007 ulteriori decessi a causa del Covid-19, dati che rischiano di peggiorare nel corso del prossimo mese, quando verranno eseguiti test su larga scala nel Paese. Con gli ultimi casi.

Brasile

Pur essendo il secondo Paese per numeri di contagi e di decessi in Brasile il presidente Bolsonaro sostiene che le misure di confinamento potrebbero essere responsabili di migliaia di morti avvenute durante la crisi pandemica. Da sempre contrario alle misure restrittive Bolsonaro ha citato un articolo del britannico Daily Mail, secondo cui il confinamento sarebbe all’origine della morte di due persone su tre nel Regno Unito. «In Brasile, senza che ci siano cifre ufficiali, le cose non sarebbero molto diverse», ha scritto su Facebook il presidente brasiliano. Secondo l’articolo 16mila persone circa sono morte tra metà marzo e i primi di maggio in Regno Unito durante la crisi sanitaria per malattie diverse non potendo avere accesso al sistema sanitario.

Brasile, Bolsonaro alla festa dell'indipendenza senza mascherina

Tunisia

Ci si avvicina ai 2mila casi in Tunisia anche se i decessi rimangono stabili a 51 e i guariti salgono da 1259 a 1263, con 383 persone attualmente positive sull’intero territorio. Preoccupa le autorità sanitarie l’emergere con una certa regolarità di nuovi casi «locali».

Marocco

Prorogato di un altro mese lo stato di emergenza sanitaria nel Paese che conta 76mila contagi, terzo più alto dell’Africa. La scadenza fissata al 10 settembre si sposta al 10 ottobre. Il capo del governo Saad Eddine El Othmani ha annunciato la sesta proroga dall’inizio della pandemia. Il provvedimento riguarda tutto il Marocco che di fatto non è mai uscito dal lockdown: otto città sono sotto quarantena, vietati spostamenti al di fuori della propria città, se non per motivi urgenti di lavoro o di salute, e molti quartieri periferici sia nelle metropoli del Nord sia nelle città di provincia, sono sotto controllo militare, con carri armati che sorvegliano eventuali ingressi o uscite.

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