Emergenza coronavirus

Dalla Francia alla Grecia: così l’Europa cerca di difendersi da Omicron

Le restrizioni decise dai Paesi per fronteggiare la variante coronavirus. Macron e Scholz contro la linea italiana: no ai test ai vaccinati per viaggiare tra i paesi Ue

(ANSA)

4' di lettura

Con l’approssimarsi delle vacanze natalizie, l’Europa cerca di rafforzare la protezione contro il coronavirus . Il primo passo italiano per fermare la corsa della variante Omicron (al quale potrebbero presto aggiungersene altri) è stata l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che, fino al 31 gennaio, introduce l’obbligo del tampone anche per i vaccinati che dai paesi dell’Ue vengono in Italia e ha reintrodotto la quarantena di cinque giorni per i non vaccinati. Nell’Ue, oltre all’Italia, hanno introdotto l’obbligo di tampone ai viaggiatori Portogallo, Irlanda e, da ultimo, la Grecia (la misura in vigore fino al 10 gennaio).

I malumori della Ue

Un esempio che ha suscitato malumore nella Commissione Ue per la mancata comunicazione preventiva e che la Francia ha già fatto sapere di non voler seguire. Quali sono le misure messe in campo dagli altri Paesi per frenare la diffusione di una variante che, ha calcolato uno studio dell’università di Hong Kong, ha una capacità di moltiplicarsi nei bronchi umani di 70 volte più veloce della variante Delta?

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Francia: stretta sui viaggi dalla Gran Bretagna

Da sabato 18 dicembre in Francia (dove «la variante Omicron diventerà dominante già ad inizio del 2022» secondo la previsione del primo ministro, Jean Castex) scatta lo stop ai viaggi non essenziali da e per il Regno Unito. Per recarsi Oltremanica o fare il percorso inverso ci sarà l’obbligo di avere una ragione essenziale: esclusi quindi i viaggi «per motivi turistici o professionali». Limitazioni previste sia per i non vaccinati sia per i vaccinati. I cittadini francesi e dell’Ue già nel Regno Unito potranno comunque rientrare in Francia.
«Ridurremo la validità del test per venire in Francia da 48 ore a 24 ore», ha spiegato il portavoce del governo, Gabriel Attal. Inoltre le persone che rientrano dovranno porsi «in autoisolamento per 7 giorni in un luogo di loro scelta controllato dalle forze di sicurezza». Il termine si ridurrà a 48 ore se un test negativo viene effettuato in Francia.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha escluso, invece, un intervento sui viaggiatori che si muovono tra Paesi Ue. «Di fronte alle varianti del virus, dobbiamo continuare ad agire come europei. Le persone che sono state vaccinate non dovrebbero fare test per viaggiare tra i paesi membri dell’Unione europea» ha scritto su Twitter.

Germania in cerca di vaccini

«La libertà di movimento in Europa è importante» è la posizione del neo cancelliere tedesco Olaf Scholz che sul tema restrizioni ha chiarito: «Stiamo seguendo le orme della Francia». Anche Berlino, come Parigi, valuta una stretta sugli arrivi dalla Gran Bretagna. La Baviera, uno tra i Länder più colpiti dal rimbalzo dei contagi, ha chiesto al governo federale di prendere una decisione rapida per classificare la Gran Bretagna come area di variante a rischio a causa della rapida diffusione di Omicron. E quindi richiedere l’obbligo di un test Prc per gli arrivi dal Regno Unito.
Intanto il ministro della Salute tedesco, Karl Lauterbach, avverte che il Paese si deve preparare a una nuova «forte ondata» di Covid-19 legata alla diffusione della variante Omicron. L’Istituto Robert Koch ha chiesto di mantenere misure restrittive e in caso di intensificarle, perché «l’attuale evoluzione» della pandemia è «molto preoccupante».
Il governo di Berlino è in trattative con Romania, Bulgaria, Polonia e Portogallo per l’acquisto di dosi supplementari di vaccino. La Germania prevede di poter contare entro la fine del primo trimestre del 2022 su 70 milioni di dosi: una quantità non sufficiente a rispondere al fabbisogno del Paese.

Spagna: contagi in salita, allarme per le feste

I contagi crescono rapidamente e sono sulla soglia dei 30mila al giorno. Per la ministra spagnola della Sanità, Carolina Darias, «tutto lascia pensare» che l’ondata di contagi proseguirà anche dopo le feste natalizie. Il green pass è obbligatorio per numerose attività nella maggior parte delle regioni spagnole, ma non a Madrid.
Nella capitale la percentuale di prevalenza della variante Omicron è superiore al 60% nei casi positivi di Covid sequenziati. La presidente della regione, Isabel Díaz Ayuso, ha pronosticato che ci saranno «nuovi contagi» nelle prossime settimane che si annunciano «complicate» e ha chiesto ai madrileni di «fare molta attenzione» quando ci si riunisce «in casa e in posti chiusi».
Ritmo record nell’aumento dei nuovi contagi in regioni del nord come la Navarra e i Paesi Baschi. Il governatore basco ha chiesto ai cittadini di limitare le riunioni familiari nelle feste.

Grecia: tampone all’ingresso per tutti

Da domenica 19 dicembre scattano le nuove regole per gli arrivi dall’estero in Grecia: inizialmente Atene aveva previsto per tutti i visitatori un tampone molecolare negativo fatto nelle 48 ore precedenti all’ingresso nel Paese. Poi la misura è stata ammorbidita: saranno ammessi anche i test rapidi.

Portogallo: test a chi arriva nel Paese

Il Portogallo è stato il primo Paese a introdurre l’obbligo di tampone negativo a tutti coloro che arrivano nel Paese, vaccinati inclusi. La misura, in vigore dal 1° dicembre, è stata prorogata oltre la scadenza iniziale del 9 gennaio. Al momento il governo di António Costa non prevede ulteriori restrizioni rispetto a quelle decise a fine novembre: in particolare nella prima settimana del 2022 (dal 2 al 9 gennaio) scatteranno misure di contenimento come smart-working obbligatorio e chiusra di bar, ristoranti e discoteche. Il ministro della Salute Marta Temido ha detto che sono necessari «più mascherine, più test, più vaccinazioni e più controlli alle frontiere».

Austria: niente isolamento per i no vax a Natale e Capodanno

In Austria cenoni saranno consentiti solo agli immunizzati: chi ha ricevuto il vaccino anti-Covid potrà riunirsi in gruppi di massimo dieci persone.Per gli eventi con più commensali è previsto invece l’obbligo di tampone. I no vax resteranno in lockdown, anche se dal 24 al 26 dicembre e la notte di Capodanno potranno lasciare le proprie case per «visitare una persona cara». Dal 20 dicembre potrà entrare in Austria senza restrizioni solo chi ha già ricevuto la terza dose del vaccino anti Covid. Le persone vaccinate (che però non hanno ancora ricevuto la terza dose) o guarite dovranno essere in possesso di un tampone pcr negativo non più vecchio di 72 ore. Per i non immunizzati scatta invece una quarantena di dieci giorni.

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