ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl dopo voto

Dalla Francia agli Usa, le reazioni dei leader stranieri alle elezioni italiane

Il presidente Macron ha lanciato un appello per «continuare a lavorare insieme». Congratulazioni dai Paesi dell’Est europa. Fiducia dal governo Usa

Elezioni, Roma: Meloni esce di casa in "semi-incognito"

4' di lettura

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lanciato un appello a Roma per «continuare a lavorare insieme», in quanto Paesi «vicini e amici» e in quanto «europei». Il popolo italiano – ha osservato Macron – «ha fatto una scelta democratica e sovrana. Noi la rispettiamo». E perché mai la Francia non dovrebbe essere così? La nota dell’Eliseo, commentando il risultato delle elezioni vinte da Giorgia Meloni, è arrivata forse anche per mettere le cose in chiaro, e mandare un messaggio “ufficiale” dalla casa francese.

Perché in mattinata, ad esempio, la sindaca di Parigi, la socialista Anne Hidalgo, aveva scritto su Twitter: «Vittoria dei partiti di estrema destra neofascisti in Italia: una triste giornata per l’Europa, che riporta ai momenti oscuri della sua storia». E aveva così lanciato «un appello a un nuovo slancio e alla mobilitazione incrollabile dei democratici per sconfiggere il populismo che ci minaccia».

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Ma soprattutto il primo ministro francese Elisabeth Borne aveva dichiarato in tv che «saremo attenti, con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a garantire che questi valori sui diritti umani, sul rispetto reciproco, in particolare sul rispetto del diritto all’aborto, siano rispettati da tutti».

Le ha fatto eco – su Twitter – l’ex presidente francese, Francois Hollande, paventando il pericolo: «La vittoria dell’estrema destra in Italia è sia una minaccia per i diritti fondamentali sia un rischio di paralisi per l’Europa. È un avvertimento. Nella confusione politica e con la cancellazione dei partiti, ciò che accade in Italia può prodursi in Francia».
Al contrario, è corsa a congratularsi la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen: «Il popolo italiano ha deciso di prendere in mano il proprio destino eleggendo un governo patriottico e sovranista. Complimenti a Giorgia Meloni e Matteo Salvini per aver resistito alle minacce di un’Unione Europea antidemocratica e arrogante ottenendo questa grande vittoria».

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Nella Ue hanno esultato anche in Ungheria, Polonia e Svezia. Ha brindato il premier polacco Mateusz Morawiecki, esponente del partito di destra Diritto e Giustizia («Congratulazioni Giorgia Meloni!»). E anche il premier ungherese Viktor Orban (rimarcando su Facebook «Una vittoria più che meritata. Congratulazioni!» e ancora: «Bravo, Giorgia!»). Dopo che già il suo consigliere politico Balázs Orbán aveva sottolineato in un tweet che: «In questi tempi difficili, abbiamo bisogno più che mai di amici che condividano una visione e un approccio comune alle sfide dell’Europa». Mentre il premier ceco Petr Fiala, oltre a congratularsi con Giorgia Meloni, ha scritto che non vede l’ora «di cooperare in futuro sulle politiche europee e nell’Ecr Group» (cioè il gruppo dei conservatori e dei riformisti europei, la formazione politica comunitaria a cui entrambi i leader appartengono).

La Germania si aspetta invece che l’Italia rimanga «molto favorevole all’Europa». È quanto ha indicato un portavoce del governo tedesco. «L’Italia è un paese molto pro-Europa, con cittadini molto pro-Europa, e presumiamo che non cambierà», ha detto Wolfgang Buchner.

Un pensiero simile a quello del primo ministro sloveno Robert Golob: «Sono convinto che il semplice cambio di direzione di un governo all’interno della Ue non possa in alcun modo essere qualcosa di cui dovremmo preoccuparci seriamente, perché l’Unione si basa sugli stessi valori», quelli alle fondamenta «dell’ordine del dopoguerra in cui non c’è spazio per il fascismo».

A riguardo, un piccolo allarme è arrivato da Madrid. «In tempi di incertezza, i populismi crescono e finiscono sempre nello stesso modo, con una catastrofe. Danno risposte semplici e a breve termine a problemi molto complessi. La loro risposta è sempre la stessa: chiudiamoci e torniamo al passato», ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo, Juan Manuel Albares. Aggiungendo comunque di rispettare «il risultato legittimo in Italia».

Dal Regno Unito la premier britannica Liz Truss interviene con un tweet: «Congratulazioni a Giorgia Meloni per il successo del suo partito alle elezioni italiane. Da sostegno all’Ucraina, all’affrontare le sfide economiche globali, il Regno Unito e l’Italia sono stretti alleati”.

Ma non c’è solo l’Europa. Anche dagli Stati Uniti sono arrivate parole di fiducia. «Dopo le elezioni di ieri, siamo desiderosi di lavorare con il governo italiano sui nostri obiettivi condivisi: sostegno a un’Ucraina libera e indipendente, rispetto dei diritti umani, e la costruzione di un futuro economico sostenibile. L’Italia è un alleato vitale, una democrazia forte e un partner prezioso»: così il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, in un tweet di commento.

«I risultati delle ultime elezioni del Parlamento italiano sono esclusivamente un affare interno del Paese», ha invece commentato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Ma «Mosca è pronta ad accogliere qualsiasi forza politica pronta a mostrare un atteggiamento costruttivo nei confronti della Russia». Che sia in grado, cioè, «di andare oltre il mainstream consolidato pieno di odio per il nostro Paese».

Mentre da Pechino si rimarca che «Cina e Italia sono partner strategici globali e lo sviluppo sano e stabile delle relazioni tra i due Paesi è nell’interesse comune». Così ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin. Il quale ha poi però stigmatizzato le dichiarazioni di Giorgia Meloni in merito alla politica cinese: esortando «a riconoscere l’elevata sensibilità della questione di Taiwan, a rispettare seriamente il principio della Cina unica ed evitare di inviare segnali sbagliati alle forze separatiste sull’indipendenza di Taiwan».

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