Lavoro

Dalla frenata sul lavoro agile un colpo all’innovazione

di Pasquale Monea

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Mentre il ministro per la Pa spinge per il ritorno in presenza dei dipendenti pubblici, Google rinvia al 10 gennaio 2022 il rientro in ufficio. Il ceo di Twitter, Jack Dorsey, ha incoraggiato i dipendenti a lavorare «dove si sentono più creativi» e Mark Zuckerberg, patron di Facebook, ha annunciato che la sua azienda sarà orientata al futuro grazie proprio al lavoro a distanza.

I casi del passato

Le esperienze positive non sono mancate neanche in passato. Allianz Italia ha avviato il progetto nel 2014 con benefici effettivamente misurati: miglioramento della produttività, riduzione del 50% delle postazioni di lavoro, maggiore concentrazione e comfort, risparmio tempi da pendolarismo. E anche nella Pa, come nel progetto della Provincia Autonoma di Trento del 2016, sono stati registrati miglioramento della produttività, riduzione dei costi per mensa e di gestione degli spazi, riduzione tempi e costi di spostamento e dell’inquinamento.

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Nuovi schemi

Il lavoro da remoto, abilitato nella Pa quale modalità preferibile, ha comportato la fuoriuscita dagli schemi tradizionali e dal meccanismo del controllo affinché il lavoratore governi la sua attività con la possibilità di gestire l’equilibrio tra vita professionale e personale. Con conseguenze enormi sulla riduzione degli spostamenti e la decongestione del traffico delle metropoli, con ricadute significative sull’ambiente e sui trasporti pubblici.

È un aspetto che sottende mutamenti sostanziali anche nel mercato immobiliare, in quanto le grandi e costose metropoli perderanno appeal a vantaggio dei paesi, sempre più abbandonati al loro destino.

Con le indicazioni generali di Funzione pubblica, le Pa si sono attrezzate, anche con reattività e sforzi economici, a rafforzare le competenze digitali, favorire la digitalizzazione dei processi, puntare sulle competenze manageriali e sulla leadership della dirigenza.

Nuove opportunità

Insomma, le Pa ci hanno creduto, e ci ha creduto anche il Governo che con il Pola ha incoraggiato ad abbandonare la logica dell'adempimento formale e a cogliere l’opportunità offerta per avviare una trasformazione organizzativa, tecnologica e culturale. Proprio su mandato del ministro Brunetta si è insediata la Commissione tecnica dell’Osservatorio nazionale del lavoro agile per verificare l’avanzamento delle amministrazioni nella stesura dei Pola e di valutare gli strumenti di organizzazione del lavoro agile in vista del superamento della fase legata all’emergenza sanitaria.

La digitalizzazione delle Pa ha un ruolo chiave nel Pnrr come leva del rilancio economico del Paese, per fornire ai cittadini servizi e accessibilità a una vasta gamma di strumenti smart.

I nodi da sciogliere

Certo i nodi da sciogliere restano ancora molti, primo tra tutti la possibile alienazione di lavoratori iper-connessi e iper-tecnologici, o il dibattito sul ruolo che i dirigenti sono chiamati ad assolvere in questo momento di trasformazione. Soprattutto serve un’effettiva misurazione e controllo del lavoro agile svolto e una corretta individuazione delle attività “smartizzabili”, ma nulla di questo riesce a giustificare un repentino cambio di prospettiva che ha il sapore di aver mancato, magari sotto il peso delle pressioni lobbistiche pre elettorali, ancora una volta un’occasione irripetibile.

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