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Dalla grappa agli igienizzanti, l’alcol delle distillerie contro il coronavirus

Da Bacardi a Pernord fino ad Assodistil in Italia, i produttori di spirits producono alcol etilico per disinfettanti

di Maurizio Maestrelli

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Gli alambicchi d una distilleria dove produrre alcol per gli igienizzanti

Da Bacardi a Pernord fino ad Assodistil in Italia, i produttori di spirits producono alcol etilico per disinfettanti


2' di lettura

Lavarsi spesso le mani. La frase è ormai diventata un mantra quotidiano in questi tempi di pandemia da coronavirus e il massimo della pulizia, ma soprattutto della sicurezza, sembra essere dato dall’utilizzo di prodotti specifici, disinfettanti e antibatterici come la famosa Amuchina che, non a caso, è stata al centro di una tale ondata di richieste da diventare protagonista di vere e proprie speculazioni.

Successivamente sono comparsi in rete dei tutorial per crearsi da soli in casa prodotti disinfettanti ed è notizia recente il sequestro di migliaia di litri di igienizzanti senza le previste autorizzazioni ministeriali. In tutta questa confusione, capace di generare panico e ansia, l’elemento comune denominatore è dato dall’utilità dell’alcol come elemento disinfettante. E, infatti, anche l’alcol è stato preso d’assalto sugli scaffali dei supermercati.

Tanto che alcune aziende del comparto spirits hanno deciso di offrire il proprio lavoro, e la propria “materia prima”, per rafforzare la disponibilità di disinfettanti negli ospedali, nei presidi sanitari e negli studi medici.
Il birrificio scozzese Brewdog, che è anche distilleria, ha ad esempio recentemente fatto debuttare il suo “brewgel” Punk, dal nome della sua birra più famosa, Sanitiser. Il fondatore, James Watt, ha chiarito sui social che il prodotto sarà offerto gratuitamente a tutti coloro che ne hanno bisogno. E non c’è solo Brewdog, anche Pernod Ricard Usa e il gruppo francese Lvmh si stanno muovendo a tal fine.

Oltreoceano, a Portorico, quella che è la più grande distilleria di rum al mondo, di proprietà del gruppo Bacardi, si è attivata lo scorso 17 marzo nella stessa direzione iniziando a produrre alcol etilico a titolo gratuito conforme alle necessità delle aziende che producono saponi e detergenti disinfettanti.

E anche in Italia l’appello è stato accolto da Assodistil, l’associazione di categoria che raccoglie una sessantina di aziende per un totale di circa il 95% di tutto l’alcol etilico prodotto sul suolo nazionale. «L’Agenzia Dogane e Monopoli ha autorizzato venerdì scorso la produzione di alcol denaturato idoneo alla realizzazione di gel specifici – ha spiegato il presidente Antonio Emaldi – e sono già stati stretti degli accordi con la Protezione Civile che ovviamente è il nostro primo interlocutore».

Il contestuale abbattimento delle imposte relative, sulla fabbricazione di alcol adeguato allo scopo, è una misura di sostegno allo sforzo delle distillerie che aderiranno, sostanzialmente tutte, a questa “campagna”. «La domanda di alcol è praticamente decuplicata nelle ultime settimane – continua Emaldi – e il nostro vuole essere un piccolo gesto che speriamo possa aiutare concretamente a superare questa situazione di emergenza, ma anche un segnale verso la comunità italiana: andrà tutto bene se resteremo uniti».

Nonché, aggiungiamo noi, un importante contributo per fermare qualsiasi tipo di speculazione si possa registrare su questa tipologia di prodotti diventata, causa Coronavirus, essenziale per la quotidianità di tutti ma, soprattutto, per gli operatori impegnati in prima linea sul fronte del contenimento dell'epidemia.

È un’ultima buona notizia dunque che, ad esempio, la distilleria Mazzari, nel ravennate, effettuerà già nei prossimi giorni i primi test sul gel che sarà successivamente confezionato da un’azienda partner e messo infine a disposizione della Protezione Civile.

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