ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGli equilibri nel centrodestra

Dal Copasir alle candidature per Roma e Milano: i dossier che dividono Lega e FdI

Sempre più accesa la competizione tra Salvini e Meloni: il primo ha scelto di sostenere Draghi, la seconda punta a sottrarre consensi al Carroccio

di An.C.

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2' di lettura

Il punto di partenza è dato dal fatto che uno sostiene il Governo, l’altra ha invece deciso di rimanere all’opposizione. Di qui una concorrenza tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni per la leadership della coalizione di centrodestra che si fa sempre più accesa. La partita si gioca su due campi. Il primo, europeo, con la sfida per la guida del fronte antagonista alla «maggioranza Ursula». Il secondo tutto interno, con i due leader su fronti opposti: uno a sostenere il governo Draghi e l’altro fieramente all'opposizione. Uno scontro sinora sotto traccia che, prima o poi, rischia di esplodere di fronte a due temi molto caldi: la futura presidenza del Copasir, che per legge dovrebbe andare all’opposizione, e il nodo candidature alla guida di Roma e Milano.

Copasir, FdI rivendica la presidenza

Sul primo punto, probabilmente già dopo le feste pasquali, è attesa una pronuncia dei presidenti delle Camere. E sulla guida della Commissione di garanzia, Giorgia Meloni può contare sul sostegno del neo segretario del Pd Enrico Letta che si è espresso a favore di una presidenza targata FdI. «Nella legge c’è scritto che il Copasir è presieduto da un membro dell’opposizione», ha sottolineato Letta. «Oggi è presieduto da uno della Lega. Io dico che le regole, soprattutto quelle di garanzia, vanno rispettate. A Meloni ho detto che il Pd prenderà una iniziativa verso i presidenti delle Camere». E se Letta ha già incontrato Meloni, un faccia a faccia con il segretario leghista ancora non c’è stato.

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Comunali Roma: Salvini vuole Bertolaso, Meloni Abodi

Lasciata alle spalle le festività pasquali, già questo aprile potrebbe essere determinante per la scelta dei candidati che si affronteranno alle elezioni comunali di autunno. Per quanto riguarda la corsa per il Campidoglio, sia la Lega sia FdI puntano su un candidato civico. Salvini vorrebbe l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso (pupillo di Silvio Berlusconi, che però ha smentito di voler correre), mentre Giorgia Meloni propenderebbe più per Andrea Abodi a capo dell’Istituto del Credito sportivo. Considerato che le misure restrittive anti-coronavirus hanno travolto il comparto turismo della Capitale, Salvini e Meloni premono sul capo del Governo Draghi affinché allenti la stretta.

A Milano partita su cinque nomi

Anche a Milano il centrodestra dovrebbe puntare sul candidato civico per il dopo Sala. Allo stato attuale i nomi sono cinque: l’ex prefetto di Milano Alessandro Marangoni, il professor Maurizio Dallocchio dell’Università Bocconi (il preferito di Meloni), Simone Crolla, segretario generale della Camera di Commercio italo-americana, Roberto Rasia, manager della Pellegrini (sostenuto da Salvini), e il giornalista Paolo Del Debbio. Ma è difficile pensare che nella sua città Salvini non voglia avere la parola finale sul nome del candidato.

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