da lunedì

Solo 5 regioni in arancione, tutte le altre in giallo comprese Lombardia e Lazio

In area arancione Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Calabria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, e Valle d'Aosta in giallo da lunedì 1° febbraio. Nessuna regione in fascia rossa.

di Andrea Gagliardi

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In area arancione Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Calabria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, e Valle d'Aosta in giallo da lunedì 1° febbraio. Nessuna regione in fascia rossa.


3' di lettura

Una boccata d'ossigeno per l'Italia, che tornerà in gran parte gialla da lunedì, a partire da Lombardia e Lazio, con il livello minimo di restrizioni previste. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia firmerà infatti in giornata nuove ordinanze. Restano in arancione Puglia, Sardegna, e Umbria. Passano dal rosso all’arancione Sicilia e provincia autonoma di Bolzano. Mentre Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte e Valle d’Aosta passano dall’arancione alla zona gialla andandosi ad aggiungere a Campania, Basilicata, Molise e Toscana, più la Provincia autonoma di Trento. E potranno innanzitutto riaprire bar e ristoranti a pranzo. Sparirà insomma il rosso dalla mappa del Paese, ci si potrà muovere all'interno delle regioni gialle, ma resterà in vigore il divieto di spostamento anche tra queste fino al 15 febbraio. Le regioni che passeranno in giallo per effetto della decadenza delle ordinanze già previste e perchè passati i 14 giorni di permanenza nella fascia precedente come previsto dal Dpcm, lo saranno da lunedì. Secondo quanto si apprende, infatti, fino a domenica sono in vigore i precedenti provvedimenti

La nuova linea del ministero della Salute

In sostanza il ministro della Salute Roberto Speranza avrebbe chiesto una interpretazione diversa delle norme rispetto a quella adottata finora, secondo quanto ricostruito. Per passare da una zona più rigida a una più soft dovevano trascorrere due settimane con dati compatibili con la fascia inferiore, ma si iniziava a calcolare dalla prima settimana in cui i dati erano migliorati. Di fatto dunque erano necessarie tre settimane di numeri da 'gialla' per abbandonare l'arancione. Ora invece bastano 14 giorni e due monitoraggi. Insomma sembrano aver avuto effetto le pressioni dei governatori per rendere più semplici i passaggi da una fascia all'altra

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Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia e Lazio in zona gialla

Per Emilia, Calabria e Veneto l'arancione era scattato l'8. Le prime due Regioni nel monitoraggio del 15 gennaio avevano ancora numeri che le tenevano in quello scenario. Ma hanno registrato dati da zona gialla sia nel monitoraggio del 22 che del 29 gennaio. E così è stato deciso il passaggio in zona gialla insieme al Veneto, che registrava valori da zona meno critica sin da metà gennaio. Ma anche la Lombardia, riclassificata arancione lo scorso 23 gennaio e rimasta per una settimana in rosso per un errore, di fronte ai dati in netto miglioramento si colora di giallo. Gialle diventano pure Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, e Valle d'Aosta, passate in fascia arancione dopo il monitoraggio del 15.

Umbria e Puglia restano arancioni

In base al monitoraggio del 22 gennaio e del 29 gennaio tutte hanno un quadro in miglioramento. Mentre Puglia e Umbria (anch’esse arancioni dopo il monitoraggio del 15 gennaio) il 22 gennaio hanno registrato ancora dati da zona arancione. E mentre la Puglia ha valori da zona gialla il 29 gennaio, l’Umbria è l’unica regione con rischio complessivo alto. Per entrambe non è stato previsto perciò nessun “downgrade” .

Sicilia e Bolzano escono dalla zona rossa

Sicilia e Bolzano, dichiarate zona rossa fino al 31 gennaio, nel monitoraggio del 22 gennaio avevano dati da zona arancione. E in quello del 29 gennaio hanno valori molto buoni con Rt sotto 1. Di qui il passaggio in fascia arancione, dove resta la Sardegna.

Basilicata in pole per entrare (tra un mese) in zona bianca

Nessuna regione ha invece ancora i requisiti per accedere alla zona bianca. Una fascia dove la circolazione del virus è così bassa e l'impegno del sistema sanitario sul Covid così ridotto che si può procedere a una diminuzione delle restrizioni anche rispetto alla zona gialla, al momento quella con le regole meno stringenti. Di qui la prevista apertura di palestre, piscine, bar e ristoranti anche se bisognerà continuare a rispettare il distanziamento e usare la mascherina.Servono requisiti stringenti però per accedere alla fascia “bianca”: Rt sotto 1, un livello di rischio basso e una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. Solo una regione sembra al momento in grado di raggiungere l'obiettivo a breve (entro un mese): la Basilicata. Nell’ultima settimana monitorata dalla cabina di regia la regione non solo rispetta i primi due requisiti ma ha avuto un'incidenza settimanale di 96 casi (contro i 144 dei sette giorni precedenti). E il trend è in continua flessione. È quindi vicina al limite dei 50, che potrebbe raggiungere la prossima settimana.

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