provvedimento omnibus

Dalla lotteria degli scontrini agli sfratti, ecco le ultime modifiche al milleproroghe

Niente da fare per lo stop alle trivelle, che nonostante la pressione dei Cinque Stelle è stato stralciato dal decreto. Entra invece il minislittamento della lotteria degli scontrini, che viene spostata al 1° febbraio. Un anno in più di Cig per l’Ilva. Sulla precompilata l’invio dei dati sanitari al via solo dal 2022

di Marco Mobili e Gianni Trovati

(Imagoeconomica)

4' di lettura

Nel decreto milleproroghe esaminato il 23 dicembre dal Consiglio dei ministri entrano anche altri sei mesi di blocco degli sfratti. Un blocco che si applica ai casi di mancato pagamento degli affitti e di trasferimento di immobili pignorati, e che fa andare su tutte le furie Confedilizia. Nulla da fare, invece, per lo stop alle trivelle, che nonostante la pressione dei Cinque Stelle è stato stralciato dal decreto definitivo. Entra invece il minislittamento della lotteria degli scontrini, che viene spostata al 1° febbraio. Gli esercenti che non rilasciano il documento saranno oggetto di segnalazione solo dal 1° marzo. Con questa mossa, insomma, il governo conferma la volontà di partire con la lotteria, ma offre qualche settimana in più ai commercianti per adeguarsi.

Decreto omnibus

Nonostante la contemporaneità con le fasi cruciali della legge di bilancio alla Camera, anche il classico decreto di fine anno ha rappresentato un’occasione per accendere più di un confronto nella maggioranza. Occasione moltiplicata dall’impianto omnibus del provvedimento, che fra l’altro interviene su tutti i principali dossier incastrati nella politica industriale del Paese: autostrade, con sei mesi in più per la definizione dei piani tariffari, Alitalia, con uno slittamento dei termini per la restituzione del prestito da 400 milioni alla compagnia di bandiera, e ora anche Ilva, con la proroga a tutto il 2021 per l’integrazione della Cigs (19 milioni).

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La lotteria degli scontrini
La miniproroga della lotteria degli scontrini, la cui partenza è fissata al 1° gennaio 2021, è la novità dell’ultima ora portata direttamente in Consiglio dei ministri del 23 dicembre con cui Governo ha approvato il provvedimento d’urgenza di fine anno. Al momento la partenza della lotteria degli scontrini sarebbe stata spostata al 1° febbraio 2021 così da concedere qualche settimana in più agli esercenti per adeguare i registratori di cassa. In questa direzione va letta anche l’altro minidifferimento al 1° marzo 2021 per il via alle segnalazioni al Fisco da parte dei contribuenti di quegli degli esercenti che non rilasceranno lo scontrino impedendo ai cittadini di partecipare alle estrazioni settimanali, mensili e annuali. Non è escluso però che in queste ultime ore che separano il testo del decreto legge approvato il 23 dicembre in Cdm e il suo approdo sulla Gazzetta Ufficiale, ora fissato al 30 dicembre 2020, quel termine del 1° febbraio possa anche diventare 1° marzo 2021 e a seguire il via delle segnalazioni possa slittare ancora più avanti al 1° aprile 2021. Non è casuale, infatti, che la stessa agenzia delle Entrate alla vigilia di Natale, abbia concesso più tempo ai negozianti e per adeguarsi al nuovo tracciato telematico per l'invio dei dati dei corrispettivi giornalieri (versione 7.0 del giugno 2020), lasciando comunque la possibilità fino a quella data di trasmettere i dati attraverso la versione precedente (6.0).Calendario a parte la volontà del Governo è quella di far partire la Riffa di Stato anche per potenziare la lotta al contante e al sommerso contribuendo così al finanziamento dei quel nuovo Fondo della fedeltà fiscale introdotto con la manovra di bilancio 2021 e destinato a finanziare la più ampia rifoma fiscale.

Gli ultimi ingressi

Con il milleprorogeh c’è anche l’allungamento fino al 31 marzo delle norme emergenziali del diritto societario per la gestione delle assemblee in tempi di Covid. Un anno in più viene poi concesso ai soggetti legati al sistema tessera sanitaria per l’invio quotidiano in via telematica dei corrispettivi giornalieri per la costruzione delle dichiarazioni precompilate. Nel testo entrano anche i «cinemabond», vale a dire la possibilità per l’Istituto Luce di trasformarsi in società per azioni ed emettere strumenti finanziari sui mercati regolamentati.

Le altre norme

I due capitoli più ricchi riguardano le norme emergenziali, a partire dall’operatività del commissario Arcuri, che vengono estese in blocco fino al 31 marzo, e quelle per la Pa, dalle stabilizzazioni ai concorsi fino agli obblighi di trasparenza dei dirigenti. Sul terreno dei tributi locali non riesce a farsi spazio la proroga dell’entrata in vigore del nuovo canone unico patrimoniale che sostituirà dal 1° gennaio le entrate attuali sull’occupazione del suolo pubblico e l’imposta sulla pubblicità. La proroga, chiesta a gran voce dai sindaci che nella stragrande maggioranza non sono riusciti fin qui a definire i regolamenti della nuova entrata, ha trovato l’opposizione del ministero dell’Economia.

Enti e affidatari della riscossione, invece, avranno sei mesi in più, fino al 30 giugno, per adeguare i contratti alla mini-riforma scritta nella manovra dello scorso anno che impedisce il versamento delle entrate locali a favore delle società di riscossione. Sul tema va ricordato che la manovra approvata alla Camera interviene abbassando le soglie di capitale necessarie alle società per svolgere le attività propedeutiche alla riscossione, aprendo questo mercato a nuovi soggetti.

Nel trasporto pubblico locale si allunga al 30 aprile la sospensione delle sanzioni per le società che tagliano corse rispetto al contratto di servizio, mentre viene esteso al 30 giugno il sistema dei buoni taxi ed Ncc per i disabili.

Banche e assicurazioni

In parallelo alle proroghe hanno viaggiato le norme urgenti per garantire l’operatività di banche e assicurazioni inglesi in Italia anche dopo la Brexit. Due sono gli interventi principali. Il primo sposta a fine giugno il termine del 3 gennaio, previsto dal regolamento comunitario sui mercati finanziari, entro il quale banche e assicurazioni extra-Ue possono continuare la loro attività. Il secondo costruisce un periodo ponte, limitato alla gestione dei rapporti esistenti che non possono cadere da un giorno all’altro, fra la richiesta di autorizzazione e il via libera delle Autorità di regolazione. Nel periodo ponte le assicurazioni inglesi in Italia non potranno arruolare nuovi clienti né rinnovare i contratti in corso.

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