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Dalla manutenzione dei satelliti ai dati, cresce l’innovazione nello spazio

Presentate agli investitori a Napoli le dieci start up ammesse al programma Up2Starts: realtà rappresentative dell’intera filiera del settore

di P.Sol.

Afp

3' di lettura

Dal lancio di sonde per aziende alla manutenzione dei satelliti in orbita, dagli esperimenti in condizioni di microgravità all'utilizzo di droni per emergenze mediche, dai robot adatti allo spazio ai pannelli solari pieghevoli superleggeri. Fino ai dati, tanti dati raccolti dai satelliti e gestiti dall'intelligenza artificiale che li rende utilizzabili per aiutare città e aziende sul percorso della sostenibilità e della gestione, magari con un gemello digitale urbano, ma anche per efficientare sistemi di Internet of things e supportare le aziende con servizi innovativi.

La poliedricità e la distribuzione territoriale della Space economy prende forma nell'innovazione delle dieci start up del settore presentate nel Demo Day conclusivo di Up2Stars, il programma di valorizzazione delle giovani realtà imprenditoriali innovative ideato da Intesa Sanpaolo insieme al proprio Innovation Center.

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Nel Centro Congressi della Città della Scienza di Napoli sono state presentate le dieci start up selezionate da una giuria espressione della realtà industriale del settore, tutte operanti nell'economia che ruota attorno allo spazio e negli innovativi settori tecnologici collegati, quali la space industry, l'advanced mobility e i servizi Utm (unmanned aerial vehicles traffic management). Le dieci realtà, provenienti dall'intero territorio italiano, con insediamenti anche del Meridione, hanno avuto l'opportunità di presentarsi a investitori e aziende del settore potenzialmente interessate a investire sui progetti innovativi.

Come dimostra il successo della missione Orion della Nasa, appena conclusa, con la prospettiva di insediamento sulla Luna, ma anche l'innovazione diffusa delle società provate e l'utilizzo diffuso dei satelliti per nuovi business, l'economia che ruota attorno allo spazio sta ampliandosi in maniera sensibile e continua all'insegna della crescita e dell'innovazione per l'intera filiera produttiva.

La competitività italiana nel settore è confermata dai dati sul commercio internazionale che collocano il nostro Paese al quarto posto con una quota di export del 6,9% sul totale (media 2015-2019) per un'economia che occupa oggi il nono posto con una quota di circa il 3% del Pil globale. Il comparto conta ormai oltre 280 imprese italiane che vanno a coprire l'intera filiera, dalla produzione ai servizi satellitari.

In questo quadro Up2Stars, il programma di Intesa Sanpaolo che prevede quattro call bimestrali, prevede un processo di selezione, accelerazione e networking. Nella call inaugurale ha visto la presenza di 40 aziende tra cui sono state individuate le dieci presentate a Napoli.

Le stesse start up scelte sono rappresentative dell'intera filiera, concentrandosi soprattutto nella parte dei servizi a supporto delle diverse funzionalità che si vanno sviluppando. Così l’imolese 2NDSpace fornisce un satellite di servizio che può effettuare manutenzione di quelli in orbita, mentre la barese Astradyne produce strutture dispiegabili per il settore, a partire da un pannello solare pieghevole a origami, Involve Space, con sede a Erba, offre il lancio monitorato di una sonda originale ad alte prestazioni tecnologiche per attività di ricerca e di test di elettronica e materiali e la napoletana Marscenter abilita esperimenti scientifici e tecno logici in condizioni di microgravità sia a bordo si stazioni spaziali che a bordo di sistemi con capacità di rientro.

Tra le start up scelte c'è anche la milanese AdapTronics, che reinventa il modo in cui i robot afferrano oggetti di qualsiasi forma, dimensione e materiale con densità di forza massimizzata e consumo energetico ridotto, e la pisana ABzero, che ha ideato un sistema per la consegna di sangue, organi e medicinali mediante l'utilizzo di droni.La parte del leone in campo innovativo la fa la raccolta e la gestione dei dati nello spazio.

Così Cshark (Piacenza) sfrutta un metalinguaggio per intelligenza artificiale e un satellite già messo in orbita per offrire un servizio di telecontrollo di dispositivi IoT, mentre l’altra napoletana Latitudo 40 offre una data platform basata si Ai e computer vision che fornisce informazioni a città e aziende per diventare più sostenibili e resilienti al climate change e la torinese Mespac integra i dati forniti dai satelliti con dati proprietari per nuovi siti di impianti eolici offshore. Infine SaferPlaces, di Rimini, sfrutta i dati geospaziali e satellitari per la creazione di un gemello digitale dell'ambiente urbano, per la protezione delle città dagli allagamenti.

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