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Il Miur si sdoppia: all’Istruzione arriva Lucia Azzolina, all’Università Gaetano Manfredi

Già a gennaio tre questioni “calde” da affrontare: rinnovo del contratto, indicazioni sulla nuova maturità, iscrizioni al nuovo anno. Poi ci sono da bandire i due nuovi concorsi per assumere i 48mila precari

di Claudio Tucci


Fioramonti si dimette: chiedeva tasse di scopo per finanziare la scuola

3' di lettura

Il cambio di guarda, lampo, al Miur, dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, è annunciato direttamente dal premier, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di fine anno: alla scuola viene promossa Lucia Azzolina, all’università e ricerca, il nuovo ministro è l’attuale presidente della conferenza dei rettori, Gaetano Manfredi.

Il precedente nel 2006
Il precedente sdoppiamento del Miur risale al governo Prodi II nel 2006. Allora, all'Istruzione (a quel tempo si chiamava Pubblica istruzione) venne nominato Beppe Fioroni (il ministro del famoso quaderno bianco sulla scuola, a oggi l'unica operazione organica di revisione del settore concordata con il Mef). All'università e ricerca, arrivò invece Fabio Mussi. Con il nuovo governo Berlusconi, del 2008, il Miur si riaccorpò e venne affidato a Mariastella Gelmini.

Chi è Lucia Azzolina
Lucia Azzolina è stata finora sottosegretario al Miur. Esponente del M5S è una esperta della materia. È infatti una docente, ha recentemente vinto il concorso a dirigente scolastico. È lei, assieme alla vice ministra Anna Ascani, che hanno seguito, da vicino, il decreto Scuola in parlamento. Azzolina dovrà affrontare subito una serie di urgenze sulla scuola, arrivando l’avvicendamento in un momento assai delicato per il mondo scolastico. Il 27 dicembre si sono aperte le registrazioni al portale del Miur in vista delle iscrizioni online al nuovo anno che ufficialmente partiranno il 7 gennaio.

I nodi organici e turn-over
C’è poi da definire gli organici sempre per il prossimo anno; ma bisogna anche gestire il turn-over (vale a dire, le domande di pensionamento del personale scolastico, che quest’anno si attendono numerose); e bandire, inoltre, i due concorsi previsti dal decreto Scuola per assumere oltre 48mila precari. Ma procediamo con ordine.

Le scelte obbligate in vista della prossima Maturità
Nelle prossime settimane il Miur, vale a dire il nuovo ministro Azzolina, dovrà indicare le materie della seconda prova della maturità 2020, che peraltro quest’anno cambierà ancora. La scelta è molto attesa dai circa 500mila maturandi. Così come pure, bisognerà dare indicazioni precise a docenti, famiglie e studenti, sulle novità - dal ritorno della Storia all’Invalsi e all’alternanza di nuovo requisiti obbligatori di ammissione, ndr - che lo stesso Fioramonti ha inteso apportare all’esame di Stato.

La partita per il nuovo contratto
Sempre a gennaio, in base agli ultimi accordi con il sindacato, si dovrà aprire il tavolo di confronto per il rinnovo del Ccnl del maxi comparto Istruzione e ricerca, dove la parte da leone la farà la scuola, con l’oltre un milione di dipendenti (tra docenti e personale amministrativo). La manovra stanzia a regime circa 1,7 miliardi di euro per il rinnovo. Ciò, secondo i primissimi calcoli dei tecnici del Miur, consentirà aumenti lordi medi di circa 80 euro a regime (siamo quindi distanti dagli incrementi “a tre cifre” annunciati nei mesi scorsi).

I concorsi per i precari “storici”
Entro febbraio poi si dovranno bandire i due nuovi concorsi per oltre 48mila docenti previsti dal decreto Scuola. Per non parlare della gestione degli organici per il prossimo anno e delle propedeutiche operazioni di mobilità dei professori: qui i sindacati sono sul piede di guerra per la re-introduzione del vincolo di permanenza quinquennale per i docenti neo assunti.

Miur nel caos riorganizzazione
A completare il quadro delle primissime urgenze sulla scuola sul tavolo di Lucia Azzolina c’è lo stesso Miur che rischia, concretamente, la paralisi. Fioramonti ha appena avviato la riorganizzazione del ministero, con la rivisitazione di tutte le direzioni generali. Anche qui, al momento, è tutto fermo, in attesa che la Azzolina prenda in mano la questione.

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