marchi storici

Dalla moda all’editoria: l'ex ceo di BasicNet rilancia Smemoranda

Gianni Crespi regista dell’operazione di rilancio; tra gli azionisti Massimo Moratti e la coppia di umoristi Gino e Michele

di Giulia Crivelli

default onloading pic

Gianni Crespi regista dell’operazione di rilancio; tra gli azionisti Massimo Moratti e la coppia di umoristi Gino e Michele


3' di lettura

La classifica Interbrand lo ha da poco certificato: nel 2020 i marchi che hanno navigato meglio nella tempesta - magari senza neppure avere la barca migliore - sono quelli che sanno incarnare una visione di futuro e di cambiamento costruttivo. Se poi si tratta di un cambiamento nella continuità, forte della notorietà e fidelizzazione del brand, ancora meglio.

Gruppo con forte potenziale

Sembra l’identikit del gruppo Smemoranda, che Gianni Crespi, prima dello scoppio della pandemia, decise di voler rilanciare, investendo in proprio, accanto ai soci storici, e ampliando la compagine azionaria. «Ho fatto il primo investimento a metà del 2019 e perfezionato la mia quota verso la fine dell’anno - spiega Crespi -. Il gruppo Smemoranda aveva accarezzato l’idea di quotarsi all’Aim, ma per fortuna l’operazione non andò in porto. Credo che questo gruppo abbia un potenziale enorme e il fatto di aver iniziato in salita, appesantiti da un fardello che si chiama Covid, potrebbe persino rivelarsi un vantaggio. Se ce la facciamo in queste condizioni, significa che il progetto di crescita e sviluppo è davvero buono».

Loading...

Diario emission free

Crespi non è nuovo a operazioni di rilancio strategico ed economico-finanziario di marchi e aziende, ma Smemoranda esercita su di lui, come su molti italiani e milanesi in particolare, un fascino speciale. Questo bizzarro diario-agenda-libro dei sogni uscì nel 1979: da allora, contando 40 edizioni, ne sono state vendute 28 milioni di copie e dal 2005 - quando di sostenibilità parlavano in pochissimi - Smemoranda è l’unico diario italiano emission free. «Forse non tutti sanno però che negli anni al core business del diario si sono aggiunti altri tasselli - sottolinea Crespi, che del gruppo è amministratore delegato -. Oltre a Smemoranda, tra i brand di proprietà ci sono Nava e MHWay per la pelletteria e accessori, C’art, catena di 45 negozi di cartoleria e Zelig, al quale fanno capo lo storico teatro di Milano, gli Zelig Lab di quattro città italiane per scoprire talenti comici. Per tutti i marchi abbiamo grandi progetti».

Gianni Crespi

Avere intuizioni, idee, visioni è invidiabile. Ma senza un business plan e chi lo finanzia non si va avanti. Investitori, finanza fresca, aumento di capitale ma senza idee può essere tutto sprecato. Gianni Crespi ha messo insieme le due cose: una sincera passione per i marchi che vuole rilanciare, anche con l’aiuto del digitale, e i fondi per farlo. Il principale azionista è Luigi Vignali con il 18,17%; seguono lo stesso Crespi con la società Quafin (17,15%), la Cmc di Massimo Moratti (12,46%), Nico Colonna (11,8%) e Michele Mozzati (9,14%). Colonna, Vignali e Mozzati (questi ultimi più noti come Gino e Michele, storica coppia di umoristi milanesi lanciati dall’emittente Radio Popolare o “Rapopoladio”, come la ribattezzarono in una loro canzone) sono i soci-fondatori storici, custodi dello spirito di Smemoranda e di Zelig. Eterni ragazzi del 79, potremmo definirli.

I ricavi consolidati 2019 sono arrivati a 49 milioni, il piano triennale messo a punto da Crespi prevede - pandemia permettendo - di superare i 57 nel 2020 e di sfiorare i 70 nel 2022. «Con una grande attenzione ai margini: per quest’anno puntiamo a un ebitda di 5,9 milioni, pari al 10,3% dei ricavi - spiega l’ad -. Nel 2022 vorremmo superare i 10 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 14,7%».

Rotta sulle commununity digitali

Smemoranda non abbandonerà la carta, ma lo sviluppo, voluto da Crespi, della app mira a creare una vera community di utenti registrati ai quali offrire prodotti e servizi B2C, con l’aggiunta di ricavi B2B da altri servizi digitali e pubblicità. «Zelig gode ancora oggi della notorietà legata alla tv - conclude Gianni Crespi -. La trasmissione arrivò ad avere 10 milioni di spettatori. Oggi Zelig ha oltre 2 milioni di follower sui social e l’idea è di trasformarla in produttore di contenuti multimediali legati alla comicità, quella vera, di cui si sente tanto il bisogno».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti