500 anni dalla morte

Dalla morte alla celebrità: mostra a ritroso per celebrare il genio di Raffaello

Il 5 marzo aprirà alle Scuderie del Quirinale a Roma il grande tributo all’urbinate con 204 opere, di cui 120 dello stesso artista

di Antonello Cherchi

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Il 5 marzo aprirà alle Scuderie del Quirinale a Roma il grande tributo all’urbinate con 204 opere, di cui 120 dello stesso artista


3' di lettura

Sei aprile 1520: a soli 37 anni Raffaello Sanzio muore a Roma prematuramente e inaspettatamente gettando nello sgomento e nella tristezza la comunità. Venne sepolto al Pantheon e sulla sua tomba venne inciso, in latino umanistico, l’epitaffio che tradotto suona così «Qui sta quel Raffaello, mentre era vivo il quale, la Natura temette di essere vinta e, mentre moriva, di morire con lui».

In mostra per tre mesi
Prenderà avvio proprio da qui la mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma in occasione dei 500 anni dalla morte dell’artista - la più grande, sostengono i curatori, sul pittore - che sarà inaugurata il 3 marzo dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal 5 marzo al 2 giugno aprirà al pubblico. Il percorso espositivo inizia con la riproduzione a grandezza naturale del monumentale sepolcro di Raffaello per poi ripercorrere a ritroso l’esperienza creativa dell’artista: da Roma a Firenze, da Firenze all’Umbria, fino a Urbino, la città che gli diede i natali .

La lettera a Leone X
Un flashback che sarà raccontato attraverso 204 opere, di cui 120, tra dipinti e disegni, opera di Raffaello. Tra questi, la lettera che l’urbinate scrisse insieme a Baldassarre Castiglione a Papa Leone X e il cui manoscritto è custodito presso l’archivio di Stato di Mantova. La missiva rappresenta il primo capitolo dell’itinerario espositivo che è anche «il magnete della mostra, perché - ha spiegato Mario De Simoni, presidente delle Scuderie del Quirinale - la lettera pone le basi della tutela del patrimonio culturale come poi è stato codificato nell’articolo 9 della nostra Costituzione». Non solo, «nel documento si trova anche traccia del progetto antiquario a cui Raffaello stava lavorando sulla ricostruzione della pianta di Roma antica».

I prestiti degli Uffizi
A proposito di papi, lungo il cammino a ritroso della vita di Raffaello si potranno ammirare i ritratti di Giulio II, prestato dalla National Gallery di Londra, e di Leone X, arrivato dagli Uffizi e presentato per la prima volta dopo un restauro di tre anni a cura dell’Opificio delle pietre dure di Firenze. Ma ci saranno, tra le altre opere, la pala di Santa Cecilia (dalla pinacoteca di Bologna), la Madonna della Rosa (dal Prado), l’autoritratto con Amico e il ritratto di Baldassarre Castiglione (dal Louvre), la Madonna del Granduca e la Velata (dagli Uffizi). Gli Uffizi, in particolare, hanno contribuito alla mostra con 40 opere, 30 delle quali di Raffaello.

In mostra dal 5 marzo

In mostra dal 5 marzo

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Prima di tutto un progetto scientifico
«Si tratta innanzitutto - ha commentato De Simoni - di un progetto scientifico». Concetto ribadito da Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, che ha sottolineato come «nella storia non è stato possibile ammirare così tanti capolavori dell’urbinate, una raccolta rigorosa perché basata su ricerche scientifiche». Al percorso romano, ha ricordato Schmidt, si affianca quello permanente degli Uffizi e chi acquisterà un biglietto per visitare il museo fiorentino avrà lo sconto del 33% sulla mostra romana e viceversa. E di biglietti per le Scuderie del Quirinale ne sono già stati venduti 70mila.

Laboratori, conferenze e incontri
I tre mesi di mostra saranno accompagnati da laboratori per i più piccoli e visite guidate, oltre che una serie di incontri e conferenze sulla vita e l’arte di Raffaello e il periodo in cui visse. Dunque, anche sugli amici e gli amori dell’urbinate, sugli usi e costumi delle corti rinascimentali, sui committenti dell’artista. In particolare, quando diventò pittore “ufficiale” del Papa durante il florido periodo romano, dal 1509 alla morte, durante il quale divenne anche responsabile della Fabbrica di San Pietro. Periodo a cui la mostra dedica particolare rilievo. Tutte le informazioni su www.scuderiequirinale.it

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