IL GRAFFIO del lunedì

Dalla movida alla richiesta di spostare i mondiali di sci a Cortina: follie da coronavirus

Se per strada sono completamente saltate le marcature anche politici e dirigenti sportivi ci mettono la loro. Nell’attesa che (forse) riparta il campionato di calcio

di Dario Ceccarelli

default onloading pic
Navigli, Milano (Ansa)

Se per strada sono completamente saltate le marcature anche politici e dirigenti sportivi ci mettono la loro. Nell’attesa che (forse) riparta il campionato di calcio


3' di lettura

Deve essere una ultima follia da coronavirus. Che colpisce meno gli alveoli polmonari ma più le facoltà cerebrali che madre natura, di solito, concede quasi a tutti: giovani, meno giovani e diversamente giovani. Altrimenti viene difficile spiegare quello che avviene, soprattutto di notte, in molte città italiane dove, come si direbbe in termini calcistici, sono completamente saltate le marcature.

Scene di bassa civiltà in cui succede tutto quello che, in questo periodo, non dovrebbe succedere in nome di una presunta libertà che fa del male non solo a chi cerca il brivido della trasgressione, ma anche in chi, quelle regole (che poi sono quattro o cinque), le rispetta.

Gli assembramenti

Assembramenti da stadio, risse da ubriachi, code chilometriche. Questi i più scatenati. Ma anche i più tranquilli fan paura: sempre con la birra in mano, tutti vicini, senza mascherina e con quell'aria da adolescenti sfacciati che ti sfidano: beh, cosa vuoi da me? Che male faccio? Non sono stato a casa abbastanza?

«Non voglio rivivere gli ultimi tre mesi per colpa dei cretini», ha detto Carlo Serini, medico rianimatore di Milano commentando queste follie. In realtà è stato meno morbido, ma la sostanza è quella. Un po' brusco, forse. Ma pensando a quanto i medici e infermieri han dovuto passare, la sua rabbia è più che comprensibile.

Il ruolo dei politici

Ma non c'è solo il popolo della movida, forse in preda a un raptus di rimozione, a far danni. A metterci il carico da novanta arrivano anche quei politici che, per ruolo, dovrebbero invece arrivare dove gli altri non arrivano. A parte le uscite dell'assessore lombardo Giulio Gallera, che come Cimabue fa una cosa e ne sbaglia due, segnalandosi come numero uno dei cabarettisti virali, anche il sindaco di Napoli non scherza.

Non trovando rimedio per frenare le follie notturne partenopee, ha deciso di far tenere aperti 24 ore su 24 tutti i locali. Complimenti! Come Alberto Sordi in Un americano a Roma («Maccaroni… m'hai provocato e io te distruggo, maccaroni! Me te magno!») così il sindaco Luigi de Magistris per far vedere che ha in mano Napoli, lascia liberi tutti di far movida all'infinito. Però, che decisionista!

Campionato di calcio

A proposito di decisionismo anche il mondo calcio, incredibile ma vero, sta arrivando a un punto di svolta: il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha detto che il prossimo giovedì 28 maggio si incontrerà con Fgci e Lega per decidere se, come e quando far ripartire il campionato con la possibile novità, come nella Bundesliga, di tramettere in chiaro le partite.

Le due date dovrebbero essere quelle del 13 o del 20 giugno. Nel vertice si dovrebbe anche mettere più a fuoco la questione – fondamentale – della quarantena in caso di contagio, secondo il nuovo protocollo prodotto dai vertici del calcio. Si vedrà perché poi, al netto delle chiacchiere, tutto dipenderà dalla curva dei contagi. Se scende, in qualche modo si giocherà. Altrimenti, buonanotte.

Un'altra novità, questa abbastanza clamorosa, viene da Giovanni Malagò. Il presidente del Coni ha detto che chiederà alla Federazione Mondiale sport invernali il rinvio di un anno dei mondiali di sci a Cortina. Programmati per il 2021 i mondiali verrebbero disputati nel marzo del 2022 dopo i Giochi Olimpici invernali di Pechino. Un calendario ben strano, data la vicinanza dei due eventi. Dobbiamo rassegnarci: ai tempi del coronavirus mai dire mai.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti