scienza e film

Dalla Nasa al cinema: la matematica 98enne che ha commosso nella notte degli Oscar

di Pierangelo Soldavini

(AFP)

2' di lettura

È bastato solo un «Grazie», pronunciato con grande dignità, per lasciare un segno di grande commozione nella serata della cerimonia degli Oscar. Protagonista è stata Katherine Johnson, 98 anni, ex matematica della Nasa, la cui vicenda è al centro di “Il diritto di contare” (Hidden figures), scelto tra le nomination come miglior film e fresco vincitore ai Golden Globe.

Il miglior film dell'anno - Il Diritto di Contare

La scienziata, in un distinto abito lungo azzurro, è stata portata sul palco sulla sua carrozzella da Taraji P. Henson, l’attrice che la impersona in “Hidden Figures”, affiancata da Janelle Monae e Octavia Spencer, le attrici che hanno dato vita alle altre due colleghe della Johnson - Dorothy Vaughan e Mary Jackson - che hanno fatto parte della squadra che ha permesso alla Nasa, nei primi anni ’60, di tenere il passo e di superare i “nemici” sovieitci nella corsa alla conquista dello spazio.

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Le tre matematiche afro-americane, guidate dalla Johnson, eseguirono i calcoli che permisero di fissare le traiettorie del programma spaziale “Mercury” e della successiva missione “Apollo 11”. Furono quei calcoli - per la gran parte effettuati manualmente, senza il supporto delle macchine, come ha ricordato la stessa matematica in una recente intervista - a permettere a John Glenn di essere il primo astronauta americano a a compiere un’orbita completa attorno alla Terra, rispondendo all’umiliazione subito con il lancio di Yuri Gagarin. Ma superando allo stesso tempo anche i pregiudizi nei confronti delle donne e delle persone di colore. Poi arrivò anche un supercomputer Ibm a facilitare i conteggi, ma fu sempre lei a guidare i colleghi alla scoperta della nuova macchina.

Da quelle missioni partì la riscossa americana nello spazio arrivata a compimento con lo sbarco del primo uomo sulla Luna con l’Apollo 11. L’ex presidente Barack Obama l’ha premiata due anni fa con la “medaglia presidenziale della Libertà”, la più alta decorazione civile americana. L’altra sera è arrivato anche il tributo di Hollywood, commossa da una storia di progresso e di conquiste civili, tratta dal libro “Hidden figures”, sintetizzata dal sottotitolo: “La storia delle donne afro-americane che hanno contribuito a vincere la corsa allo Spazio”.

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