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Nba, Premier, Tennis, aumentano gli stop ai tornei: il 17 marzo la Uefa decide su Euro 2020

Dopo la Serie A si va verso il blocco dei campionati in tutta Europa. La Uefa ha convocato una riunione straordinaria in videoconferenza per il 17 marzo per discutere delle competizioni e di Euro 2020

di Marco Bellinazzo e Marcello Frisone

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(Italy Photo Press)

Dopo la Serie A si va verso il blocco dei campionati in tutta Europa. La Uefa ha convocato una riunione straordinaria in videoconferenza per il 17 marzo per discutere delle competizioni e di Euro 2020


5' di lettura

Se da un lato continuano i contagi da coronavirus tra i calciatori (dopo Rugani della Juventus anche Gabbiadini della Sampdoria e 3 giocatori del Leicester in Premier League), dall’altro il mondo dello sport continua a registrare sempre più stop. Da ultimo si è fermato il tennis che per 6 settimane non svolgerà nessuna gara mondiale. Infatti, l’Atp ha annunciato la sospensione dei tornei fino al 26 aprile a causa del timore per il diffondersi della pandemia. Saltano così i tornei di Miami, Montecarlo e Barcellona: nel particolare, la sospensione significa che non si terranno tutti gli eventi Atp Tour e Atp Challenger Tour programmati fino alla settimana del 20 aprile compresa.
Lo stop del tennis fa seguito al ritiro della McLaren dal Gran premio d'Australia dopo che un membro del suo staff è risultato positivo al coronavirus. Quello che tutti temevano è diventato dunque realtà: anche nel paddock della Formula 1 ha fatto il suo ingresso il Covid-19.
Questo intensificarsi della diffusione del coronavirus nel mondo ha fatto sì che la Uefa ha convocato una riunione straordinaria con Federazioni, Leghe e club in videoconferenza per il 17 marzo per discutere delle competizioni per club e di Euro 2020 e delle decisioni da assumere.

La pandemia decretata dall’Oms
Mentre si aggrava dunque il contagio planetario da coronavirus e neppure l’Oms ha più dubbi nell’appurare che ormai si tratta di una vera e propria pandemia, anche gli sport più popolari e ricchi del pianeta sono costretti a fermarsi con danni economici miliardari. Per esempio, a poche ore di distanza è stato annunciato l’avvenuto contagio di un calciatore della Juventus, Daniele Rugani, e del cestista degli Utah Jazz, Rudy Gobert. E dopo il calcio europeo (con l’eccezione per ora delle competizioni Uefa) anche la Nba ha scelto di sospendere ogni attività.

Nba
Il giocatore francese è stato trovato positivo al covid-19 e non si era recato alla Chepeake Enery Arena, il palasport dov’era in programma la sfida tra la sua formazione e gli Oklahoma City Thunder in cui gioca anche l’azzurro Danilo Gallinari.

Il torneo di basket americano è stato fermato a pochi minuti dall’inizio di diverse partite nella notte europea. La dirigenza Nba ha immediatamente deciso la sospensione immediata di ogni attività. Già da giorni peraltro si stava valutando come gestire l’emergenza coronavirus, che va diffondendosi in modo crescente anche negli Stati Uniti. In un primo tempo era stata valutata l’ipotesi di ridurre il numero degli spettatori (decisione appena annunciata dalla municipalità di San Francisco per le gare dei Warriors), poi di giocare a porte chiuse. In un comunicato la Nba ha tenuto a sottolineare che Gobert, di cui però non ha fatto esplicitamente il nome, non era nell’arena e che si «sospende la stagione a conclusione delle partite della notte in calendario sino ad ulteriore aggiornamento. L’Nba utilizzerà questa pausa per valutare i prossimi passi da intraprendere in relazione alla pandemia Coronavirus».

I potenziali danni economici sono enormi. Solo dal botteghino ad esempio una franchigia come quella dei Golden State Warriors incassa 3,4 milioni di dollari per ogni singolo match casalingo, mentre i New York Knicks ottengono al Madison Square Garden 2,9 milioni di dollari. In generale la Nba, che stava per concludere la fase della regular season, ha raggiunto un fatturato complessivo di 8 miliardi di dollari a stagione, con una media per le 30 squadre di oltre 250 milioni.

Le Leghe calcistiche
Anche per il calcio europeo i danni saranno nell’ordine dei miliardi di euro. I ricavi dei club dei maggiori campionati europei sono ormai aumentati complessivamente a 21 miliardi, anche se il 75% si concentra nei primi cinque (i cosiddetti “big five”). L’estensione dello stop per il coronavirus e la durata della necessaria quarantena determineranno nelle prossime settimane il conto che il football del Vecchio continente dovrà pagare. Dopo la Serie A bloccata fino al 3 aprile, infatti, anche le altre principali Leghe europee si stanno orientando per la sospensione. In particolare la Liga spagnola aveva già scelto di chiudere le porte degli stadi per 2 settimane, ma ora, dopo che anche la squadra di calcio del Real Madrid è finita in quarantena per il contagio di un cestista della polisportiva, sia la Liga che La Liga 2, prima e seconda divisione, sono sospesi almeno per le due prossime giornate. Il Governo iberico aveva già bloccato le squadre spagnole impegnate nelle competizioni europee, avendo sospeso tutti i voli diretti da e per l’Italia. In Francia dopo un primo intervento da parte del Governo e del ministro Roxana Maracineanu, che ha dato ai club la discrezionalità di giocare a porte chiuse o con un massimo di mille spettatori fino al 15 aprile, la Ligue de Football Professionel ha deciso di chiudere del tutto l’accesso al pubblico negli stadi di Ligue 1 e Ligue 2. In Germania per ora si muovono i Land, che hanno disposto di giocare a porte chiuse in Bundesliga il derby della Ruhr, Borussia-Schalke, in programma sabato, Colonia-Magonza e Hoffenheim-Herta Berlino. Ma anche qui si attende un inasprimento delle restrizioni. O la sospensione del campionato.

Premier League
In Inghilterra, invece, le misure per ora si sono limitate al protocollo sulle strette di mano, ma nelle prossime ore con il diffondersi del virus Oltremanica il governo britannico potrebbe cambiare registro. Per concludere regolarmente la stagione si sta valutando di imporre le partite a porte chiuse dalla Premier alle leghe più basse, di dare la facoltà alle emittenti di trasmettere un maggior numero di gare all'ora di pranzo e nella fascia pomeridiana e agli abbonati e a tutti coloro che hanno acquistato i biglietti di seguire le partite in streaming, ma con il divieto nei pub di trasmettere i match in diretta.

Il resto d’Europa
La Svizzera è stata la prima a sospendere i tornei nazionali per l'emergenza coronavirus, mentre hanno deciso per le porte chiuse per almeno due turni, la Bundesliga austriaca, la Primeira Liga portoghese e la Superleague greca. Non ha stabilito una data di riapertura, invece, l'Ekstralasa polacca, che proseguirà senza pubblico sugli spalti fino a quando non ci saranno nuovamente i presupposti per il ritorno dei tifosi negli stadi.

La Uefa
A questo punto si attende una decisione univoca da parte della Uefa sul prosieguo delle competizioni per club (a breve dovrebbe scattare la sospensione sia della Champions che dell’Europa League) e soprattutto sul possibile rinvio dell’Europeo itinerante che dovrebbe giocarsi dal 12 giugno con la gara inaugurale di Roma in ben 12 città del Vecchio Continente. Una soluzione che potrebbe consentire di concludere a giugno tornei nazionali e internazionali, sospendendoli in queste settimane di diffusione più acuta del virus. Per ora Nyon ha confermato il torneo. Anche perché ha più di 2 miliardi di buone ragioni per farlo. Se Champions ed Europa League incassano 3,2 miliardi all’anno, infatti, l’Europeo ha permesso di ottenere introiti da tv e sponsor per oltre due miliardi, superando il già cospicuo bottino di Euro 2016, quando la Federazione calcistica europea ha avuto ricavi per 1,9 miliardi di euro.

Per approfondire:
Positivo il calciatore Rugani. Gallera: «Ospedale in Fiera possibile in 6 giorni»

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