grandi progetti

Dalla nursery al post-laurea nel nuovo H Campus

A Ca’ Tron, tra Treviso e Venezia, arriva un polo di innovazione capace di ospitare fino a 3mila persone. Qui lavorano fino a 300 operai nel cantiere per rispettare la consegna a settembre 2020. Nella partita anche Richard Rogers con Zanon Associati

di Paola Pierotti

default onloading pic
H-Campus esterni

A Ca’ Tron, tra Treviso e Venezia, arriva un polo di innovazione capace di ospitare fino a 3mila persone. Qui lavorano fino a 300 operai nel cantiere per rispettare la consegna a settembre 2020. Nella partita anche Richard Rogers con Zanon Associati


3' di lettura

Sale a ritmo sostenuto nella campagna veneta il cantiere H-Campus, l’ampliamento di H-Farm, luogo in cui imprenditoria, innovazione e formazione convivono e si contaminano, e che da settembre 2020, completeranno l’offerta, ospitando un polo dell’educazione dall'asilo all'università, con una biblioteca, uno studentato, palestre e campi da gioco esterni.

Siamo a Ca’ Tron, ai margini di una storica tenuta agricola incorniciata dal fiume Sile, che si trova tra le province di Treviso e di Venezia e a soli 5 minuti dall’Aeroporto di Venezia. E qui ci sarà il polo di innovazione più grande d’Europa in un’area di 51 ettari, capace di ospitare fino a 3mila persone.

In prima linea in cantiere c’è l’impresa Carron Costruzioni che si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione dell’opera: «in meno di dieci mesi dobbiamo portare a termine l’operazione con nove edifici da costruire contemporaneamente (complessivamente gli edifici muovi saranno 13 e sviluppati a seguire, ndr), considerando le opere di urbanizzazione, le strade, i sottoservizi. A settembre è stata posata la prima pietra, ad ottobre abbiamo ritirato il permesso di costruire – racconta Diego Carron, presidente dell’omonima azienda – è un cantiere che pone diverse sfide, soprattutto per l’impiantistica. Abbiamo investito anche sulla digitalizzazione che ci permette di controllare al meglio il processo, ottimizzandolo. Oggi sono in cantiere 150 operai, arriveremo prima della primavera ad averne anche 300».

L’operazione H-Campus è stata possibile grazie alla costituzione, nel febbraio del 2017, di un fondo immobiliare chiuso, non speculativo, denominato “Ca’ Tron – H-Campus”. Il Fondo, gestito da Finint Investments Sgr (la società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Finint), ha un attivo di oltre 101 milioni di euro ed è stato sottoscritto per oltre il 95% da investitori istituzionali: Cattolica Assicurazioni detiene la quota maggioritaria del Fondo (56% del patrimonio), Cdp Investimenti Sgr (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), con il fondo FIA 2 “Smart housing, smart working, Education & Innovation, il 40% ed infine Ca2 Tron Real Estate (la società dei fondatori di H-FARM), per il restante 4%.

Carron Costruzioni deve consegnare l’opera entro settembre 2020 e per raggiungere l’obiettivo, che richiede diversi specialismi, ha messo in campo una squadra di tecnici interni all’azienda dedicati, oltre ad aver coinvolto diversi suoi fornitori storici.

La progettazione è curata all’architetto Mariano Zanon, fondatore dello studio Zanon Associati (ZAA), in continuità con il distretto formativo e digitale già attivo da anni nell’area. «L’ampliamento riguarda un’area di 30 ettari con un volume costruito di 30mila mq. Oltre agli spazi scolastici è prevista una struttura polivalente, delle zone dedicate per la ristorazione e una biblioteca al secondo piano nell’unico edificio che si svilupperà su due livelli». H Campus è stato concepito come un nuovo paesaggio costruito, inserito nel contesto agricolo. «Un bilancio di cubatura pari a zero – spiega Zanon – grazie a un progetto messo a punto con consulenti legali e urbanisti che ci hanno permesso di arrivare ad una soluzione dove, grazie al risanamento di alcune aree, si arriva a dare vita al nuovo progetto». Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’efficienza energetica per rispettare i protocolli Leed.

Per l’architettura si è optato per uno sviluppo orizzontale per allinearsi il più possibile con il piano campagna. Approccio minimale anche nella scelta delle tecnologie: le strutture vetrate permetteranno infatti il dialogo e l’osmosi con le corti interne e il paesaggio naturale. «Abbiamo scelto materiali basilari – racconta Zanon – per rievocare una sorta di neo-ruralità. La semplicità costruttiva vuole enfatizzare il paesaggio senza imporre l’autoreferenzialità del nuovo progetto». L’insediamento crescerà negli anni, soprattutto quello del verde che diventerà protagonista nel tempo: a partire da quest’anno saranno piantumati infatti 3.500 alberi con l’intento di dare vita ad un nuovo bosco.

In questa partita è entrato in campo anche Richard Rogers che co-progetterà con lo studio ZAA l'edificio più emblematico di H Campus: la struttura al centro del sistema (2.500 mq di superficie), che accoglierà un auditorium (676 posti a sedere), un ristorante (con una sala da 400 mq) e la biblioteca (di 900 mq). Sarà il luogo di incontro tra studenti, startupper, imprenditori, docenti e il pubblico dei numerosi eventi che ospita.

«L’edificio, che simula un rilievo naturale del terreno, si integra perfettamente con il paesaggio – spiegano da H Farm - grazie alla sua forma allungata e sinuosa e alla copertura verde, che si raccorda gradualmente con il piano esterno. Ricorda così simbolicamente un ponte, che unisce le due zone contrapposte del campus lungo l’asse longitudinale est-ovest, mentre rimane permeabile allo sguardo in direzione nord-sud».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti