Digitalizzazione

Dalla patente alla tessera sanitaria: piano in più fasi per far partire l’It Wallet

Serviranno due decreti attuativi. Progetto a regime non prima di fine anno

di Carmine Fotina

Fitto: In Decreto Pnrr copertura di 12,8 miliardi per i vecchi e nuovi progetti

3' di lettura

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Il decreto Pnrr approvato il 26 febbraio dal consiglio dei ministri istituisce ufficialmente il Sistema di portafoglio digitale italiano (IT-Wallet). Questo sistema avrà due volti: quello pubblico (accessibile dall’app IO) e le soluzioni private (IT-Wallet privato).

Sull’app IO a regime si potranno caricare e utilizzare una serie di documenti: i primi saranno la patente di guida, la tessera sanitaria, la carta europea della disabilità.

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I passaggi

Ma occorreranno ancora diversi mesi e servirà innanzitutto un decreto attuativo con le linee guida che interverranno su vari punti: dalle caratteristiche tecniche e la tipologia dei servizi resi disponibili alle modalità di accreditamento presso l’Agenzia per l’Italia digitale dei fornitori delle soluzioni dell’IT-Wallet privato.

Il calendario, da quanto appreso dal Sole-24 Ore, prevede che entro l’estate ci sia l’integrazione dei tre documenti citati in app IO. Si potrà, a richiesta, aggiungere sull’app la versione digitale dei documenti ma per impiegarli nella prima fase solo per usi “off-line”, ad esempio per mostrare la patente in caso di un controllo delle forze dell’ordine. Il lancio ufficiale, quindi con la possibilità di usare l’app IO anche per operazioni e transazioni on-line con singoli service provider, ci sarà solo a fine anno o nei primi mesi del 2025. In mezzo, tra le due tappe, dovrebbe esserci un lancio di sperimentazione. I privati dovranno gradualmente attrezzarsi per “leggere” i documenti nella nuova versione e adeguare i loro processi per le transazioni, che potrebbero essere anche a pagamento. Si pensi, ad esempio, al noleggio di un auto sulla base della patente presente sul wallet o alla possibilità di fornire tramite questo canale tutti i documenti richiesti da una banca per accendere un mutuo.

I servizi privati

Mentre i servizi privati potranno prevedere un contributo, la norma specifica però che l’emissione dell’It-Wallet pubblico per cittadini e imprese sarà gratuito. La realizzazione e gestione dell’infrastruttura per l’attuazione del sistema è demandata a PagoPa e Poligrafico dello Stato e quest’ultima curerà anche la gestione dell’infrastruttura dei sistemi di rilascio e verifica dell’identità digitale.

Si punta sulla carta d’identità elettronica, Spid ai margini

Al portafoglio presente sull’App IO si potrà continuare ad accedere sia con Spid sia con carta d’identità elettronica (Cie). Anche se, in considerazione dei maggiori standard di sicurezza garantiti, c’è da attendersi che i servizi privati più “critici” saranno accessibili solo con Cie. Del resto anche le dichiarazioni recenti del sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all’Innovazione, Alessio Butti, sostenitore del principio di identità digitale “unica”, e la progressiva riduzione dei tempi di rilascio, fanno propendere per un sistema sempre più orientato alla Cie. Sulla norma per l’IT-Wallet, Butti parla di «un passaggio fondamentale nell’accelerazione del processo di digitalizzazione dell’Italia, un obiettivo prioritario per il governo Meloni. Questo strumento, al centro della nostra strategia di innovazione, da un lato consentirà ai cittadini un accesso sicuro e immediato a documenti e servizi digitali, dall’altro sarà un pilastro essenziale per l’incremento dell’efficienza della Pubblica Amministrazione».

Il secondo decreto attuativo

Un ulteriore decreto dovrà definire nel dettaglio compiti e funzioni attribuiti a PagoPa e Poligrafico dello Stato. Questo provvedimento a definire la data a decorrere dalla quale sia l’IT-Wallet pubblico sia il sistema privato saranno resi disponibili. E verrà anche precisata la tipologia di servizi che potranno essere oggetto di remunerazione da parte del titolare del wallet e dei soggetti privati accreditati in qualità di erogatori di servizi.

L’intero progetto, fino ala messa in funzione dell’infrastruttura tecnologica, avrà un costo per lo Stato pari a 102 milioni per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026.

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