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Dalla petizione francese ai social, il coronavirus scatena la guerra tra negozi e Amazon per i regali di Natale

Nasce in Francia l’iniziativa per boicottare la piattaforma di vendite online, privilegiando il ricorso ai negozi di quartiere. In Italia è stato il leader della Lega Matteo Salvini a rilanciare l'iniziativa

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(EPA)

Nasce in Francia l’iniziativa per boicottare la piattaforma di vendite online, privilegiando il ricorso ai negozi di quartiere. In Italia è stato il leader della Lega Matteo Salvini a rilanciare l'iniziativa


3' di lettura

La stagione dei regali natalizi rischia di essere tutta online e di favorire Amazon ed è partita una specie di guerra Amazon-negozi e di relative campagne. Per i francesi, ad esempio, da sempre sensibili alla tradizione, al made in France, e ostili ai nuovi giganti web statunitensi, non è stato difficile ritrovarsi in una battaglia comune, stavolta dedicata principalmente ai piccoli commercianti. Una categoria particolarmente in sofferenza, soprattutto quelli discriminati in quanto inseriti nella categoria “non essenziali”. In prima fila le librerie, che hanno ottenuto la chiusura - e quindi la concorrenza - almeno dei reparti libri di ipermercati e grandi magazzini dell'elettronica come Fnac.

Il rilancio di Salvini sui social

Esponenti politici di sinistra, come la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, ecologisti, personalità del mondo della cultura e associativo si sono riuniti in Francia in una petizione lanciata con l'obiettivo di boicottare la piattaforma di vendite on line Amazon durante il periodo di Natale. «Caro Babbo Natale, quest'anno prendiamo l'impegno di un #NatalesenzaAmazon», scrivono i firmatari della petizione, persone fisiche e associazioni come Greenpeace, la confederazione dei commercianti di Francia e il sindacato dei librai. Nella petizione si dipinge un quadro a tinte fosche delle conseguenze sociali, fiscali e ambientali dello sviluppo di Amazon e si chiede di privilegiare il ricorso ai negozi di quartiere o all'economia circolare per i regali di Natale. In Italia è stato il leader della Lega Matteo Salvini che ha rilanciato l'iniziativa: «Natale senza Amazon, favorendo gli acquisti nei negozi, che cosa ne pensate?», ha scritto su Twitter. Il mini sondaggio ha visto il 65% di sì e il 35% di no.

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Conte: disequilibri da massiccio ricorso a online, intervenire ora

Preoccupazioni sulle ripercussioni del massiccio ricorso in tempi di Covid alle transazioni online non sono state nascoste dallo stesso presidente del Consiglio. «Una modificazione delle abitudini di vita dei cittadini italiani potrà derivare dal fatto che in questo periodo pandemico si sta facendo un grande e massiccio ricorso anche agli acquisti online. - ha detto il premier Giuseppe Conte, in un passaggio del suo recente intervento all'assemblea della Fipe -. Dobbiamo quindi noi, come decisori politici, stare attenti e lavorare con voi per cercare di mantenere in equilibrio il settore perché altrimenti, l'effetto che avremo dopo il termine della pandemia, è che ci ritroveremo comunque con disequilibri dal punto di vista economico, dal punto di vista commerciale, su cui sarà difficile intervenire se non ci predisponiamo a farlo per tempo».

Confesercenti: no al monopolio dell’e-commerce

E timori sono stati sollevati anche da Confesercenti e Codacons. «Questa seconda ondata sta creando uno squilibrio di concorrenza gravissimo tra i negozi reali e il web: mentre i primi sono chiusi d'ufficio da governo e regioni, il canale delle vendite on line di fatto agisce ed opera in condizioni di monopolio. Un problema serissimo per i negozi, soprattutto in vista del Natale». Così Confesercenti ha commentato la petizione “Natale senza Amazon”. Il rischio, secondo l’associazione di categoria, «è che il commercio, un settore già in crisi da circa un decennio, venga definitivamente condannato a morte da questo squilibrio».

Il problema, a detta di Confcommercio, però «non è impedire le vendite online, ma rendersi conto della necessità non più differibile di garantire un mercato realmente concorrenziale, nel rispetto del pluralismo distributivo. A maggior ragione nella situazione attuale, che vede le imprese di vicinato chiuse per scelta amministrativa».

Codacons a Governo: limiti per Amazon

Rischi sul fronte della concorrenza sono evocati anche dal Codacons che in vista del Natale chiede al Governo di studiare misure per limitare lo strapotere dei colossi dell'e-commerce. «Qualora rimangano in vigore le restrizioni anti-Covid sul fronte dei negozi, le società dell'e-commerce come Amazon otterrebbero enormi benefici perché tutti gli acquisti degli italiani verrebbero trasferiti dai negozi fisici al web - spiega il Codacons -. Se da un lato i consumi e le produzioni italiane potrebbero beneficiare dello shopping online, dall'altro vi sarebbe un danno enorme per il commercio al dettaglio tradizionale e una palese lesione della concorrenza e del mercato».


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