GIUSTIZIA

Dalla politica ai magistrati, agli avvocati: tutte le critiche alla riforma della prescrizione

Con il trascorrere delle ore il confronto sul dossier si fa sempre più acceso. Non c’è solo il duro scontro tra M5S e Italia Viva all’interno della maggioranza, ma anche le proteste eclatanti di avvocati e magistrati

di Andrea Carli


L'allarme della Cassazione: "Cambiare la prescrizione"

4' di lettura

Formalmente, stando al tenore delle dichiarazioni uscite nelle ultime ore, li ha tutti contro. Con la sola eccezione dei Cinque Stelle che l’hanno promossa, e che sono alle prese con la non facile transizione dopo l’uscita di scena di Luigi Di Maio da leader politico del Movimento.

La riforma della giustizia targata Alfonso Bonafede, dal nome del ministro grillino, entrata in vigore dal primo gennaio, prevede la sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, sia in caso di assoluzione sia in caso di condanna. Il dossier è sotto la lente delle forze politiche di maggioranza (leggasi il duro scontro tra M5S e Italia Viva). Ma è anche oggetto degli strali di avvocati e magistrati, come è emerso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Insomma la levata di scudi contro le nuove regole è (quasi) bipartisan: non si è tirata indietro nell’avanzare critiche l’opposizione (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). Una legge quella Bonafede che è stata votata dal Conte uno a trazione M5S-Lega, e nella sostanza non è stata messa in discussione dai nuovi alleati dei pentastellati nel Conte due (Pd, Italia Viva e Leu). Ora questo tacito assenso, complice anche il pressing di Italia Viva per far saltare la riforma, potrebbe venir meno.

L’aut aut di Renzi a M5S e Conte
La politica è partita “lancia in resta”. A lanciare il sasso Matteo Renzi, in occasione della seconda giornata dell’Assemblea nazionale di Iv: Italia Viva, ha chiarito, è pronta a votare in Parlamento il ddl Costa (che abroga la riforma Bonafede) se sulla prescrizione non venisse prima approvato il lodo Annibali nel Milleproroghe (che a sua volta prevede il rinvio di un anno della riforma, in attesa della più complessiva riforma del processo penale). Renzi ha lanciato un avvertimento chiaro al premier Giuseppe Conte: senza di noi la maggioranza non ha i numeri.

Ed è proprio la forza dei numeri che Italia viva farà pesare in vista delle prossime mosse, soprattutto al Senato, dove la soglia di sicurezza della maggioranza è quasi al limite. La situazione potrebbe farsi scivolosa già nelle prossime ore quando il Governo sarà chiamato a fornire un parere nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera sulle proposte di modifica del provvedimento (tra le quali anche quelle, altrettanto “sensibili”, sulla revoca delle concessioni ad Aspi).

Il botta e risposta con il Guardasigilli grillino Bonafede
«Se qualcuno pensasse che in nome del mantenimento dello status quo del governo noi veniamo meno ai principi di civiltà giuridica, quel qualcuno ha sbagliato», ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio. «Non accetto ricatti e minacce - è stata la replica il ministro della Giustizia - e vado avanti. Qualcuno dovrebbe rendersi conto di non essere più al governo con Alfano e Verdini».

Il Pd: intesa su prescrizione o avanti con la nostra legge
Il Pd teme che la riforma Bonafede, con lo stop alla prescrizione possa determinare un processo infinito, dopo la sentenza di primo grado. A dar voce all’irritazione del partito è il segretario Nicola Zingaretti. «Io confido sul fatto che le soluzioni si possano trovare - ha detto -. Forse incontrandosi e mettendosi tutti su una predisposizione alla soluzione, le soluzioni si trovano, se non si trovassero andremo avanti con la nostra legge. La nostra iniziativa è per trovare soluzioni non per rompere o distruggere». La proposta a cui ha fatto riferimento Zingaretti è il Ddl presentato dai Dem dopo Natale che limita la sospensione della prescrizione dopo il primo grado a un massimo di tre anni e mezzo. Il vicesegretario Andrea Orlando ha messo in evidenza che «tra Italia viva e il ministro Bonafede si sta sviluppando un’assurda polemica che rischia di coprire le critiche ragionevoli venute dai vertici della magistratura durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Occupiamoci di queste e riprendiamo il confronto». E Valter Verini ha chiesto a nome dei Dem la mediazione di Conte.

La Cassazione: su riforma prescrizione servono correttivi o sarà crisi
Per quanto riguarda le critiche sulla riforma piovute dai vertici della magistratura, il Primo Presidente della Corte Suprema di cassazione Giovanni Mammone in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, presso l’Aula Magna del Palazzo di giustizia di Piazza Cavour a Roma - alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di Bonafede -, ha spiegato che a seguito della riforma della prescrizione (stop dopo il primo grado di giudizio dal 1 gennaio) c’è il rischio di un «significativo incremento del carico penale per via del venir meno delle prescrizioni che maturano in appello, circa 20-25mila processi l’anno, (vicino al 50%) che difficilmente potrebbe essere trattato». «Risulta pertanto necessario - ha concluso- porre allo studio e attuare le più opportune soluzioni normative strutturali e organizzative tali da scongiurare la prevedibile crisi».

La protesta eclatante degli avvocati
Oltre ai magistrati, hanno preso posizione contro la riforma gli avvocati penalisti. La protesta nelle sue forme più eclatanti ha preso corpo in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Gli avvocati si sono resi protagonisti di gesti plateali, come l’ingresso con le manette ai polsi a Napoli o senza toga a Messina, e azioni silenziose altrettanto forti, anche se annunciate date le polemiche di questi giorni, come i cartelli alzati e mostrati a Piercamillo Davigo prima di abbandonare l’aula a Milano. In realtà le proteste delle toghe in forma meno mediatica vanno avanti da mesi, con scioperi a ripetizione, contro la nuova legge sulla sospensione della prescrizione dopo il primo grado.

Per approfondire:
Governo, verso una verifica esplosiva: tutti i paletti di Renzi
Prescrizione, è scontro tra Iv e M5s. Renzi: fermatevi. Bonafede: no a ricatti

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