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Dalla recessione alle barriere tra Stati: i 7 rischi che il mondo deve affrontare

L’impatto sull’economia è in cima alla lista delle preoccupazioni . Una nuova ondata di epidemia? Solo al terzo posto .

di Marta Casadei

Coronavirus, in coda alla mensa con i nuovi poveri

L’impatto sull’economia è in cima alla lista delle preoccupazioni . Una nuova ondata di epidemia? Solo al terzo posto .


3' di lettura

Nella classifica delle peggiori preoccupazioni a livello mondiale per i prossimi 18 mesi , un ritorno dell’epidemia di Covid-19 o di un’altra infezione virale è “solo” al terzo posto, dietro la prolungata crisi economica globale e all’aumento della disoccupazione strutturale, specialmente quella giovanile. Subito dopo: l’indebolimento fiscale dei principali Paesi, il fallimento di aziende e settori industriali, un’ondata di bancarotte, le restrizioni alla mobilità transnazionale di persone e beni.

Rischi globali interconnessi tra loro

A individuare le sette preoccupazioni principali per il mondo post Covid-19 e metterle in classifica è il report «Covid-19 Risks Outlook: a preliminary mapping and its implications» del World Economic Forum: l’indagine, realizzata in collaborazione con Marsh & McLennan e Zurich Insurance Group, è basata sulle valutazioni e le preoccupazioni di 350 risk manager in termini di probabilità e conseguenze per il pianeta e per le attività economiche.

Preoccupazioni economiche in primo piano

Sebbene i rischi siano, di fatto, interconnessi tra loro - e il 30% dei manager ritenga che sia possibile una nuova infezione virale entro il prossimo anno e mezzo, con inevitabili ricadute sul sistema sanitario - il tema economico è in primo piano: due terzi degli intervistati, infatti, hanno messo in cima alla lista delle proprie preoccupazioni la recessione economica, globale e prolungata. L’altra faccia della medaglia saranno i massicci interventi varati dai Governi per rafforzare le strutture sanitarie durante l’emergenza o per aiutare le imprese in stallo durante il lockdown che porteranno il rapporto deficit/Pil dei Paesi G20 al 122% nel 2020.

Percentuali significative dei rispondenti hanno identificato tra i rischi principali i fallimenti aziendali, il consolidamento dei settori, il mancato “recupero” delle industrie e l’interruzione delle filiere di fornitura (50%), la disoccupazione soprattutto giovanile, l’aumento dei cyber attacchi e delle frodi informatiche (50%), il guasto di infrastrutture e reti (30%). Oltre un terzo (40%) dei risk manager è poi intimorito da una possibile limitazione nella circolazione delle merci o delle persone.

LE PIÙ GRANDI PREOCCUPAZIONI PER IL MONDO
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Si allontana l’obiettivo sostenibilità

C’è poi da considerare una serie di rischi indiretti che avranno un impatto importante sul sistema: dalla riduzione degli investimenti nella sostenibilità (18%) che rischiano di vanificare gli sforzi fatti fino a oggi da (alcuni) Paesi nella transizione verso un’economia più sostenibile, fino all’automazione della forza lavoro (25%) che, conseguenza dell’epidemia di Covid-19, sarà uno dei fattori che andranno a incidere sull’occupazione prima e sulle disuguaglianze sociali poi.

La sostenibilità - che è già stata individuata come uno dei primi cinque rischi mondiali per il prossimo decennio dal «2019 Global Risks Perception Survey» del World Economic Forum - è importante non solo perché è diventata una priorità per una fetta crescente di cittadini (il 65% della popolazione del G20 è favorevole a una «green recovery») ma perché potrebbe essere legata a doppio filo all’origine del virus Sars-Cov- 2 e al diffondersi dell’epidemia di Covid-19.

La gestione dei rischi come chance

Mettere in fila le preoccupazioni, nero su bianco, ha come obiettivo quello di prepararsi a gestire i rischi al meglio, cogliendo, quando possibile, eventuali opportunità. Lo ha ricordato Saadia Zahidi, managing director del World Economic Forum: «La crisi ha devastato vite e distrutto mezzi di sussistenza. Ha innescato una crisi economica con implicazioni di vasta portata e rivelato le inadeguatezze ereditate dal passato. Oltre a gestire l'impatto immediato della pandemia, i leader devono collaborare tra loro e con tutti i settori della società per affrontare i rischi noti che stanno emergendo e adottare un approccio resiliente per affrontare quelli sconosciuti. Abbiamo un’opportunità unica di approfittare di questa crisi per agire in modo diverso e ricostruire economie migliori, più sostenibili, resilienti e inclusive».


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