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Dalla ricerca di lavoro all’Ai didattica, italiani grandi innovatori anti-Covid

Grande partecipazione e riconoscimenti per gli italiani nell’hackathon della Commissione europea EUvsVirus

di Biagio Simonetta

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AFP

Grande partecipazione e riconoscimenti per gli italiani nell’hackathon della Commissione europea EUvsVirus


4' di lettura

C'è un pezzo d'orgoglio italiano nel progetto “EUvsVirus”, hackathon che la Commissione Europea ha organizzato per dichiarare guerra al coronavirus. Sotto la guida dell’European Innovagtion Council, migliaia di

squadre da tutta Europa hanno raccolto idee, progetti e soluzioni destinate a portare l'innovazione al servizio della lotta all'epidemia in corso. Ed è arrivato il momento dei verdetti.

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L'Italia, alla fine del giro, risulta il Paese con il maggior numero di partecipanti registrati. I dati dicono: oltre 2500 italiani partecipanti, 320 progetti “made in Italy” e presenza diffusa su tutte le challenge dell'hackathon. Sei progetti eletti vincitori delle challenge, 16 invece premiati fra secondo e terzo posto. Tutti i risultati sono disponibili sul sito.

La parola ai vincitori

E gli italiani hanno anche vinto. «Jobiri è il primo consulente digitale di carriera basato su intelligenza artificiale. Jobiri accelera l'inserimento lavorativo di chiunque sia alla ricerca di un impiego e supporta le Istituzioni a digitalizzare i loro servizi al lavoro», spiega Margherita Vigo, vincitrice della challenge (Other) della sezione Remote working and education. «Era la prima volta che partecipavamo ad un hackathon digitale, ma è stato ugualmente intenso e interessante. I nostri mentor sono stati molto disponibili a darci feedback e rispondere a tutte le nostre domande».

«aiLearning coniuga educazione, innovazione e scienza. È un prodotto che semplifica la preparazione, lo svolgimento e la valutazione degli esami scritti e orali grazie all'applicazione di algoritmi in ambito di Intelligenza artificiale - dice invece Corrado Palese, vincitore della challenge E-Learning methods & tools -. Questo risultato ci rende orgogliosi per essere riusciti a portare il nostro contributo in un contesto così fortemente provato e che oggi colpisce, in maniera trasversale, tutto il mondo, ad ogni livello»

«Apprezziamo il risultato, che viene da una candidatura spontanea di tante competenze diverse, non solo del mondo dell'Università e della Ricerca. - commenta Domenico De Martinis che per il Ministero dell'Università e della Ricerca ha seguito lo sviluppo dell'hackathon - L'Italia è stata duramente colpita dalla pandemia. Per questo vedo positivamente la grande partecipazione. È l'indicazione, a mio avviso, che in questo momento difficile resta forte la fiducia e speranza nelle proprie capacità da parte della società civile, di quanto sia viva la volontà di arrivare ad una “nuova normalità” ed ad una ritrovata qualità della vita, anche attraverso soluzioni (hacks) che possano essere di rapido sviluppo ed applicazione».

Oleksandr Komarevych, curatore nazionale di #EUvsVirus e team leader di “Hack for Italy” ha dichiarato: «Il team di “Hack for Italy” è stato coinvolto nell'organizzazione di questo massiccio hack online sin dall'inizio. Siamo orgogliosi di ciò che noi, la comunità italiana, siamo riusciti a raggiungere in meno di un mese dopo l'hackathon nazionale. Abbiamo visto un notevole miglioramento del livello di digitalizzazione della nostra società, sia nel settore privato che in quello pubblico. Abbiamo visto incredibili soluzioni innovative create dai cittadini dalle loro case insieme a persone che non avevano mai incontrato di persona. Siamo fermamente convinti che l'innovazione digitale si muova veloce, più veloce del virus!».

Per Andrea Bianchi, Direttore Politiche industriali diConfindustria, «l'Hackathon EUvsVirus ha dato l'opportunità a tante idee brillanti di diventare soluzioni reali. Come Confindustria abbiamo incoraggiato fin dall'inizio questa iniziativa e siamo contenti di essere stati coinvolti dalla Commissione europea nell'organizzazione. La volontà dell'UE di superare la “valle della morte” nei progetti di innovazione è fondamentale per promuovere l'imprenditorialità e supportare le aziende».

Il progetto

EUvsVirus ha incluso oltre 37 challenge, raggruppate in 6 diversi settori: Salute e vita, Continuità dell'attività aziendale, Lavoro e istruzione a distanza, Coesione politica e sociale, Finanza digitale e infine un dominio aperto alle sfide specifiche identificate dalla comunità. Allo sforzo hanno aderito partecipanti e partner di oltre 50 paesi, con rappresentanti di tutti i 27 Stati membri dell'UE e paesi come Israele, Norvegia, Svizzera, Ucraina, Stati Uniti e India.

Nel giro di pochi giorni, oltre 25.000 persone si sono unite in Slack nello spazio di lavoro dell'hackathon e si sono organizzate su circa 5.000 canali diversi per formare i loro team, trovare mentori e comunicare.

L'hackathon è stato aperto sia ai singoli partecipanti che promuovevano una loro idea-soluzione, sia agli individui che volevano contribuire alle idee degli altri, sia alle aziende. Agli individui con idee-soluzione è stato chiesto di condividerle sulla piattaforma Devpost, dove altri partecipanti potevano leggerle e offrire il loro contributo. Ciò ha permesso a migliaia di partecipanti di unire le loro forze e creare 1169 nuovi team, molti dei quali si tradurranno in nuove aziende che daranno impulso all'economia globale.

L'hackathon EUvsVirus oggi ha un numero di partner per continuare a supportare le squadre con finanziamenti, sponsorizzazioni, borse di studio e ulteriori indicazioni per favorire l'adozione tempestiva e di massa delle loro soluzioni promettenti. Un processo di abbinamento, che si chiamerà Matchathon, identificherà le esigenze dei team in termini di capitale, talento e commercializzazione e le collegherà ai partner.

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