La partita per il Colle

Quirinale, dalla riforma del Csm alle concessioni balneari: i dossier in attesa

In Aula ci sarà giusto il tempo di approvare il decreto che ha introdotto il Super green pass: le norme nel frattempo sono già cambiate

di Andrea Carli

Quirinale, si vota il 24 gennaio alle 15

3' di lettura

L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che partirà il 24 gennaio con la prima votazione da parte del Parlamento in seduta comune rischia di lasciare in coda tutta una serie di dossier strategici. Da quello sulle concessioni per le spiagge, alla riforma del Csm, alla delega fiscale, alle pensioni.

Corsia prioritaria per il decreto sul Super green pass

In Aula ci sarà giusto il tempo di approvare il decreto di fine novembre che ha introdotto il Super Green pass: le norme nel frattempo sono già profondamente cambiate, con gli ultimi tre decreti Covid, varati tra Natale e la Befana, che estendono il cosiddetto 2G a quasi tutte le attività e introducono l’obbligo vaccinale. Alcuni potrebbero essere unificati anche perché a stretto giro dovrebbe arrivare - la riunione del Consiglio dei ministri è attesa per la settimana che inizierà il 17 gennaio - l’ulteriore decreto con i ristori e ci sarà da esaminare, dopo la decisione sul successore di Sergio Mattarella, anche il decreto Milleproroghe.

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La delega fiscale

Si tratta di capire ora come comporre il puzzle. In settimana si dovrebbe capire qualcosa di più, anche alla luce del contagio che via via sta coinvolgendo anche gli uffici legislativi dei partiti. Sarebbe questa, peraltro, una delle cause dello slittamento della delega fiscale: i partiti hanno chiesto più tempo per preparare gli emendamenti, spostati da lunedì a venerdì 14 gennaio, ma questo rallenterà anche l’avvio del voto in commissione Finanze alla Camera, inizialmente previsto dal 18 gennaio. Il rischio di spaccature nella maggioranza è altissimo perché, soprattutto sul catasto, centrodestra e centrosinistra hanno posizioni diverse.

Ma i partiti sono distanti anche sui regimi sostitutivi, come la flat tax o la cedolare secca, che pure sono menzionati nella delega, o sulla revisione dell’Iva. Sembra difficile, quindi, che si possa davvero iniziare a votare su una materia così complessa proprio a ridosso della partita del Quirinale, che richiederà ogni sforzo di mediazione per trovare una soluzione condivisa. Una prima prova di convergenza, a livello parlamentare, si tenterà intanto mercoledì 12 gennaio quando le due commissioni Bilancio hanno in programma il voto per selezionare i 10 candidati al rinnovo dell’Upb, in stand by da due anni non solo causa Covid.

La riforma del Csm

Nel frattempo, i partiti potrebbero essere chiamati a esprimersi sul Consiglio superiore della magistratura: il disegno di legge di riforma è fermo al Senato in attesa degli emendamenti preparati dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia. Il pacchetto è pronto, la ministra lo avrebbe detto anche in Cdm, ma non è detto che servirà un passaggio formale in Consiglio dei ministri così come accaduto per sbloccare le riforma della giustizia civile e penale. Il tempo stringe, però, perché una volta approvata la riforma dal Parlamento anche il Csm dovrà fare delle modifiche regolamentari, prima del rinnovo previsto a fine giugno.

Concessioni balneari

Ancora da definire anche la riforma delle concessioni balneari: la partita è in mano al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che insieme al ministro Giancarlo Giorgetti ha aperto a inizio gennaio il tavolo con le categorie che dovrà produrre “in tempi brevi” un testo “condiviso”, che vada in direzione dell’apertura a gare e concorrenza in linea con la direttiva Bolkestein salvaguardando però le imprese del settore e gli investimenti. L’idea era quella di arrivare a una intesa entro metà gennaio. Difficile però che si traduca in norme prima della scelta del nuovo presidente della Repubblica.

Pensioni

Sulle pensioni, infine, i sindacati aspettano di riprendere la discussione con il Governo per superare la legge Fornero. Obiettivo: una riforma delle pensioni da far scattare eventualmente nel 2023, una volta conclusa Quota 102. I tavoli tecnici (su flessibilità in uscita, trattamenti di giovani e donne, e rilancio della previdenza integrativa) sono previsti per gennaio, ma anche in questo caso l’elezione del presidente della Repubblica potrebbe far slittare il confronto.

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