Real Estate & finance conference

Dalla rigenerazione urbana la nuova spinta al real estate

default onloading pic
(12963)


3' di lettura

La ripresa avviata per il mercato immobiliare italiano incontra nuove sfide che passano dalla rigenerazione urbana e dalla necessità di ripensare edifici, spazi e intere aree che vanno integrate in un tessuto preesistente, capaci di cucire insieme quartieri e macrozone. Temi che insieme al contesto macroeconomico europeo e al futuro degli Npl sono stati al centro del dibattito che si è tenuto ieri durante la Real Estate & finance conference organizzata dal Sole24 Ore.

Dalla capacità del nostro mercato di attirare maggiori capitali esteri – pari al 70% dei volumi record di 11 miliardi di euro nel 2017 – dipende la possibilità di superare la centricità di Milano e di riqualificare e ridare nuovo appeal a città secondarie ed aree decentrate. In questo modo, con progetti vincenti e inclusivi, il nostro mercato potrebbe esprimersi appieno e rappresentare una quota superiore di quel 4% che vale oggi in ambito europeo. Successi che dipendono da un contesto economico più ampio, che vede nel rialzo dei tassi di interesse il peggiore nemico. I bassi tassi sono stati negli ultimi anni i migliori alleati di un mercato immobiliare che ha potuto così catalizzare la liquidità in circolazione, iniettata nel sistema dalle politiche espansive della Bce.

Loading...

Secondo Alberto Gallo di Algebris e Luigi Speranza di Bnp Paribas la crescita dell’Eurozona è non esplosiva, ma solida e robusta. L’Italia cresce meno di tutti, ma cresce e sopra le attese. Il rischio che si intravede è riposto nella fine del QE in Europa: gli interventi della banca centrale in prospettiva dovranno essere sostituiti da politiche fiscali. E se soffiasse un vento di crisi dagli Stati Uniti pochi sarebbero i margini di manovra con tassi vicini allo zero.

Sul fronte immobiliare l’andamento del settore deve rapportarsi all’economia in lenta ripresa, ma soprattutto a trend come l’urbanizzazione, i flussi migratori e lo sviluppo della tecnologia. «Pensare a uno sviluppo oggi significa tenere conto delle generazioni future che lo utilizzeranno» dice Andrea Ruckstuhl, capo Emea di Lendlease. In tempi in cui la competizione si gioca ormai tra città e città e non più tra diversi Paesi e si deve tenere conto di flussi migratori ingenti, le città devono reinventarsi, andando a recuperare spazi ed edifici vuoti e abbandonati. «La rigenerazione a mio avviso deve sempre essere “place based” - dice il professor Marcello Balbo, dell’Università Iuav di Venezia -. Molti gli esempi in Italia, a partire dall’asilo Filangieri a Napoli, dove un gruppo di artisti ha ridato vita a un luogo ristrutturato dal Comune ma vuoto». Progetti in grado di avere un riverbero sull’intero quartiere. «Ripensare le città significa tenere conto della storia» dice Riccardo Marini, urban planning expert. E la rigenerazione deve partire anche dalla «nuova domanda in arrivo, come la richiesta di student housing, residenze per anziani, housing sociale. Una domanda che parte da necessità che sono comuni a tutto il territorio nazionale» ha spiegato Paola Delmonte, a capo del segmento housing sociale per Cdpi Sgr.

La ripresa dell’immobiliare non può prescindere dal rilancio anche di un altro mercato: quello dei crediti in sofferenza delle banche. I prestiti andati a male (in gran parte garantiti da immobili) impattano infatti sul mercato immobiliare attraverso almeno due canali. Il primo è quello delle aste immobiliari: dato che durano mediamente in Italia 4 anni, deprimono il prezzo degli immobili. La situazione sta migliorando - secondo Carlo Stocchetti, Ad della Reoco di Intesa -, grazie anche alla partecipazione delle Reoco in asta, ma molto cammino va ancora fatto. Anche in attesa - sottolinea Massimo Massimilla, Ceo di Algebris Italia - dell’addendum della Bce che spingerà a velocizzare i tempi di gestione delle sofferenze. Le sofferenze impattano poi sul mercato immobiliare anche attraverso un altro canale: le società di costruzione, che mostrano ancora oggi tassi di insolvenza molto elevati. Ma la situazione migliora. Anche grazie - ricorda Giulio Recchia di Bank of America - agli investitori internazionali.

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati