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Dalla Scala a Carosello, dal design ai libri, è boom per il video in streaming

Lezioni, interviste, performance, tutorial: proliferano i format seriali autoprodotti in rete

di Giampaolo Colletti

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Lezioni, interviste, performance, tutorial: proliferano i format seriali autoprodotti in rete


4' di lettura

Tutti pazzi per il video. Da guardare e soprattutto da fare, partecipare, condividere. Benvenuti nella nuova generazione di performer. Perché se c'è un elemento distintivo che sta caratterizzando questo isolamento casalingo è la proliferazione di format seriali autoprodotti: lezioni, interviste, performance, sketch, tutorial.

Di fatto è la conferma della teoria di Nicholas Abercrombie e Brian Longhurst, sociologi britannici che già trent'anni fa teorizzarono l'ascesa dei performer: lo spettacolo deborda dai confini naturali per invadere tutti gli spazi interstiziali della vita quotidiana.

Così lo schermo si è polverizzato in altri mille schermi miniaturizzati e che sono diventati virali. In tanti partecipano a questo esperimento collettivo, incrementato dalla permanenza a casa per via del lockdown.

Note in video con La Scala

Video che insegnano, aggregano, emozionano. Video che mettono in circolo note musicali e che uniscono il passato al presente. In fondo è quello che ha deciso di fare l'Accademia del Teatro Alla Scala. La sua nascita risale addirittura al lontano 1813, anno della creazione dell'Imperial Regia Accademia di Ballo, ossia l'odierna scuola.

Ora la tradizione dei maestri scaligeri vive anche in streaming. Si chiama “Un baule di meraviglie”. Due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì, vengono riproposti estratti da spettacoli, concerti, lezioni di alcuni dei docenti.

E poi ci sono i format #DistantiMaUniti #WeAreLaScala. Protagonisti gli allievi di diversi corsi che hanno realizzato video tra le pareti di casa. Tra questi i novanta cantori del Coro delle Voci Bianche che hanno intonato a distanza l'Inno di Mameli.

Il design approda su Twitter

Cinguettii speciali. In video e per la durata di due minuti e venti secondi. È il tempo della sintesi di Twitter, piattaforma di microblogging dove Chiara Alessi dà vita a questo spazio di relazione. Così questa trentottenne scrittrice e docente di storia del design al Politecnico di Milano ha creato un appuntamento seriale.

Il format prende vita al mattino presto ed è rintracciabile con #DesignInPigiama. Ci sono gli oggetti legati a Olivetti, il bacio Perugina con la storia di Luisa Spagnoli, l'archivio Pirelli con un disegno di Bruno Munari. «Da un anno su Twitter pubblico contenuti sulla storia del design industriale. Oggi in video racconto curiosità, dettagli trascurati e spesso marginali, storie di percorsi inediti del design», precisa Alessi.

Il tempo è un vincolo, ma anche un valore. E poi c'è la community. «Ho iniziato quando è partita la quarantena. Registro la sera, quando riesco a ritagliarmi del tempo perché con i figli in casa non è semplice. Mi consente di creare un contatto con le persone. Le segnalazioni arrivano anche dalla community. E Alessi ne è orgogliosa: «È un gioco di conoscenza con una partecipazione trasversale. Nella puntata sulla Vespa sono entrata in contatto con la nipote di Corradino D'Ascanio, che ha condiviso i disegni del nonno».

Il Carosello su Instagram

Galeotta è stata una lezione universitaria. «Da una conversazione con gli studenti e da quattro messaggi su WhatsApp è nata questa idea che prende forma ogni sera su Instagram». Così Paolo Iabichino racconta Carosello is back. Si tratta di un appuntamento creato insieme a Giovanni Boccia Artieri, professore all'Università di Urbino.

Quel nome è un richiamo significativo, che lega passato e presente. «Vogliamo fare in modo che la pubblicità entri nel dibattito culturale. Conversiamo di advertising, social media, linguaggi digitali», precisa Iabichino. E poi c'è un rimando vero al Carosello. Perché i brand partecipano alla diretta, collegandosi su Instagram.

Una presenza a pagamento, ma solidale. Ad oggi hanno aderito al progetto decine di realtà: Barilla, Parmigiano Reggiano, ActionAid, Autogrill, Banca Etica. «L'inserzione pubblicitaria è a pagamento, ma si paga con una donazione. La cifra è commisurata alla partecipazione della puntata, ossia in base alle persone connesse. L'azienda effettua la donazione alla Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano. E attenzione: il successo sta tutto nella partecipazione della community, che interagisce e commenta in diretta», conclude Iabichino.

Il Bignami sul futuro

Il futuro è anche a portata di mano, racchiuso in quello smartphone da scrollare, ascoltare, leggere, partecipare. Così nel tempo dell'isolamento casalingo 4books, app nata da un'idea di Marco Montemagno ed entrata nell'ecosistema di Nana Bianca, approda anche in video. E rigorosamente online.

«Ci troviamo ogni lunedì pomeriggio su più piattaforme per una rassegna stampa e coinvolgiamo gli utenti, che entrano in contatto con noi in diretta», racconta Paolo Barberis, imprenditore digitale, fondatore di Nana Bianca e ideatore con Montemagno di questo format multipiattaforma realizzato con Stremyard. Un prodotto legato a 4books, piattaforma di “life long learning” per essere aggiornati con abstract di articoli e saggi sul futuro, sulla tecnologia, sulla psicologia, sull'imprenditoria.

Il team di 4books seleziona i migliori libri, ne estrae i concetti principali e li riassume in pillole da ascoltare o leggere in meno di venti minuti. Ad oggi la community conta 150mila registrati. «Si tratta di un compendio per continuare ad imparare lungo il percorso della propria vita, un Bignami ora anche in video che permette di apprendere giorno per giorno le cose più rilevanti», precisa Barberis.

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