La storia di sara

Dalla scuola del gioiello alla sua start up, passando per Bulgari e Cartier

Sara Amirante, 24 anni, campana di Quarto, racconta la sua esperienza formativa e professionale partita da Tarì Design School

di Vera Viola

Sara Amirante e a destra alcuni pezzi della sua collezione

3' di lettura

Dalla scuola per orafi e incastonatori del Tarì (polo orafo di Marcianise in provincia di Caserta), al laboratorio di Bulgari e poi da Cartier. È la storia di Sara Amirante, di Quarto, in provincia di Napoli, 24 anni, considerata un' alunna simbolo della scuola del gioiello casertana, selezionata tra tanti aspiranti, soprattutto per la sua forte motivazione e per le qualità professionali.

La scuola del Tarì nata nel 1991
È un'istituzione nata ancor prima del Centro orafo e da sempre considerata il suo fiore all'occhiello. Ogni anno la Tads (Tarì Design School) accoglie 80 studenti, di questi 40 seguono il corso biennale per orafi, 20 quello (sempre biennale) per orologiai e 20 il corso per incastonatori. Negli anni la scuola ha lavorato a stretto contatto con le imprese del Tarì e con molte altre anche all'esterno del polo orafo, raggiungendo un placement certificato del 95%. «Il 70% dei nostri allievi precisa il direttore Andrea Romano - trova lavoro presso grandi imprese del settore: da Bulgari a Damiani, Cartier e molti altri prestigiosi brand italiani e stranier.

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Le occasioni di Sara
«Dopo il diploma del liceo scientifico, avendo saputo di una scuola per orafi, ho deciso di partecipare alla selezione. Si trattava di investire su una mia vecchia passione, quella della creazione del gioiello, fino ad allora relegata nell'ambito degli hobbies - racconta la giovane di Quarto -. Sono stata ammessa e ho frequentato due corsi: quello per orafo e quello per incastonatore. Entrambi mi hanno entusiasmata e arricchita. Avevamo la possibilità di seguire lezioni teoriche e pratiche, quasi sempre impartite da operatori del settore. Insomma, i nostri insegnanti erano i migliori artigiani, che senza reticenza ci mettevano al corrente di tutti i segreti del mestiere. Ho vissuto in un ambiente creativo e allo stesso tempo molto tecnico. Abbiamo imparato a usare gli antichi attrezzi del mestiere per le lavorazioni manuali e anche le più avanzate tecnologie». La scuola è dotata infatti di stampanti 3D e di attrezzi per la saldatura laser con ossigeno.

L'assunzione a Valenza
Finita la scuola Sara partecipa a una selezione per l'ammissione alla Jewellery Academy di Bulgari a Valenza . E anche questa volta viene ammessa. «È cominciato un altro percorso di formazione - racconta Sara - di tre mesi poi rinnovato per altrettanti. E alla fine è arrivata l'assunzione con il ruolo di incastonatrice. E nel ritrovarmi con i migliori gioielli e le piu preziose gemme tra le mani ho provato davvero una grande emozione».

Cambio per Cartier
L'esperienza della giovane napoletana è importante, l'ambiente di lavoro è interessante. Ma, per la ragazza che ha talento e anche una buona formazione, si presenta anche una seconda occasione: lavorare per Cartier, questa volta a Milano. «Sono stata assunta per fare il lavoro di orafo - racconta - anche questa volta ho vissuto una esperienza indimenticabile».

La sfida della nuova impresa
Sara resta in Cartier per un anno circa, ma poi rispolvera il sogno di creare una propria linea di gioielli e far nascere una piccola impresa. Lascia la griffe francese e torna a Quarto. Disegna, progetta, con la sorella laureata in giurisprudenza, fa un business plan e presenta domanda di finanziamento a Invitalia in base alla legge del 2017 denominata “Resto al Sud”. «La mia prima linea di gioielli è pronta - conclude - ho investito quanto avevo guadagnato - ora aspetto la risposta di Invitalia. Per il momento il mio laboratorio è in un locale di proprietà di mio padre vicino casa. Sono ottimista. L'ho imparato nella lunga esperienza formativa vissuta partendo proprio da Marcianise».

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