l’iniziativa

Dalla Scuola dello Sport al G20: un pamphlet sulle prospettive di innovazione

Dopo il webinar promosso dalla Scuola dello Sport (Sport e Salute) e dedicato al tema “Sport e Innovazione” in partnership con Trentino Sviluppo nasce un documento di “Consensus-Building” per supportare le istituzioni del settore

(EVZ - stock.adobe.com)

8' di lettura

La Scuola dello Sport (Sport e Salute) ha ospitato un webinar dedicato a «Sport e Innovazione» in partnership con Trentino Sviluppo. Le riflessioni che ne sono scaturite sono state raccolte in un documento di “Consensus-Building” (firmato da 7 protagoniste/protagonisti, leader nei loro campi professionali, accademici o istituzionali) che permetterà alle istituzioni di raffinare/perfezionare/implementare le idee, di pensare alla Scuola dello Sport come ad una piattaforma di riflessione (ma anche di azione) e di unire concettualmente un’iniziativa che parte dalla società civile, passa attraverso questa pubblicazione e idealmente arriva fino al G20. Il valore del dibattito pubblico, costruttivo e improntato al futuro, soprattutto in un momento come questo segnato dalla pandemia e dalle sue conseguenze, è ancora più alto.

Lo Sport al G20 Global Health Summit?

Una delle 3 idee è proprio questa: «cogliere subito l’occasione di pensare alla nuova legittimazione internazionale dello sport e pensare alla futura Presidenza Italiana del G20: nel 2021 l’Italia avrà la Presidenza del G20 ed ospiterà un “Global Health Summit”, focalizzando il lavoro sulla salute come “bene pubblico globale». Questa occasione deve – a nostro parere – includere lo sport come elemento base per la salute, per la prevenzione di cattive abitudini e per la creazione di un circolo virtuoso. Noi ci mettiamo in gioco!”

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Dalla retrospettiva alla prospettiva

Il seminario digitale voleva contaminare il mondo dello sport con l’innovazione e – viceversa – l’innovazione con il mondo dello sport. I 25 speaker hanno contribuito ad una riflessione internazionale e fortemente italiana, arricchita dalla apertura istituzionale di Vito Cozzoli (Presidente e AD, Sport e Salute), da interventi istituzionali di Federico Eichberg (MISE) e Andrea Gumina (MAECI) e da molteplici spunti complementari dal mondo della practice al mondo dell'accademia. L’universo dello sport sta vivendo una transizione che non esitiamo a definire esistenziale: siamo investiti da COVID-19 e dalle sue molteplici conseguenze, ma non bisogna dimenticare di guardare al lungo periodo ed al futuro dello sport. Le dichiarazioni del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, stanno prendendo forma e saranno fondamentali nel mitigare l’impatto di questa pandemia nel breve e nel medio termine. Ma dobbiamo continuare ad avere il coraggio di guardare al futuro (ed al lungo termine), come ad esempio ha fatto Vito Cozzoli (Sport e Salute) – che sta implementando l'Action Plan 2020-2022, seguendo la linea tracciata dal Ministro Spadafora – annunciando recentemente a Talent Garden/Next Generation un'iniziativa speciale: Sport e Salute, assieme al Fondo Nazionale Innovazione di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital e StartupBootCamp, andrà a creare un acceleratore di startup legate all’attività sportiva ed alla salute.

La Scuola dello Sport

Fondata dal visionario Giulio Onesti (Presidente CONI dal 1944 al 1978), la Scuola dello Sport è stata la piattaforma di idea/azione finalizzata a contribuire a questo processo di rinnovamento e di digital transformation degli stakeholder dell’ecosistema sportivo che sarà necessario nell'epoca post-COVID19. Giulio Onesti diceva: «Quella che era un’idea pioneristica (lo sport per tutti) sta diventando realtà». Ora dobbiamo ricostruire quella realtà, disegnare un futuro per le giovani generazioni e diventare sempre più innovativi e moderni. Questo è il senso del seminario digitale che la Scuola dello Sport ha offerto ai partecipanti il 17 Novembre, assieme a Trentino Sviluppo. Scendiamo in campo, facciamo squadra e apriamo qui le riflessioni ai lettori e ad un pubblico più vasto, rimanendo attenti e vigili. Chi volesse – può scriverci le proprie riflessioni a sdssegreteria@sportesalute.eu Consensus-building: “Fare squadra” su Sport (e Innovazione)

7 firmatari, 7 principi

Il 17 Novembre c’è stato un significativo intervento del Presidente della Repubblica, un video-messaggio del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale e un seminario organizzato dalla Commissaria Europea per Innovazione, Ricerca, Cultura, Istruzione e Giovani (ma anche Sport). Quale minimo comun denominatore? “Connecting the dots”, noi abbiamo inoltre partecipato al webinar “Sport e Innovazione”, organizzato dalla Scuola dello Sport in partnership con Trentino Sviluppo. Vogliamo offrire qui una sintesi delle idee, un contributo alla riflessione ed un appello ad alcune azioni – tendenzialmente a basso costo ed alto impatto – che rivolgiamo alla Società Civile ed alle Istituzioni con spirito costruttivo e di servizio.

1. Lo Spirito di Responsabilità. Cogliamo appieno l’essenza delle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolte all’ANCI: «Dobbiamo far ricorso alle nostre capacità e al nostro senso di responsabilità, per creare convergenze e collaborazione tra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione» – e la traduciamo nel concetto di “fare squadra”, tanto caro al mondo dello Sport.

2. La Forza dello Sport. «Oggi dobbiamo avere coraggio. Queste occasioni – ha detto il Presidente Cozzoli (Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute) in apertura del nostro webinar – sono occasioni di sofferenza e dramma sanitario ed economico. Però lo sport ci insegna anche dei valori come la lealtà e la forza di rialzarsi, di lavorare tutti assieme. Questa capacità dobbiamo ritrovarla per dare il nostro contributo allo sviluppo dello Sport e del Paese. Non possiamo limitarci a interventi emergenziali. Io spero che il Governo si faccia carico e lo dico in generale, non soltanto per il mondo dello Sport, di immaginare strumenti, misure e azioni che possano dare una visione al Sistema Economico e Sportivo attraverso misure strutturali. Non possiamo limitarci a gestire l'emergenza, dobbiamo pensare al futuro. Dobbiamo immaginare il futuro e l'innovazione è la chiave di volta per una gestione più razionale dello Sport nel nostro Paese». Noi – ed il nostro Mondo di Sport e Innovazione – siamo pronti a dare il nostro contributo, seguendo anche l'invito di “Mettersi in Gioco – Pensieri sullo Sport”, recente libro di Papa Francesco.

3. L’Innovazione al Centro. Abbiamo apprezzato l'umiltà dei civil servants che hanno partecipato al webinar. Federico Eichberg del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha sottolineato il cambio di paradigma insito nel blending di risorse nazionali ed europee – soprattutto con il Next Generation EU. Andrea Gumina del Ministero Affari Esteri ci ha ricordato che “lo sport e la salute possono rappresentare una declinazione particolare ed efficace del Made in Italy. Su questo si può lavorare – e dobbiamo applicare nei prossimi anni il concetto di ‘human-centered technology' che lanciammo nel G7 per differenziarsi da altre proposte incentrate sul tecnicismo e sulla tecnologia”. Ed ha ragione anche il Professor Josè D'Alessandro (LUISS) che raccomanda di non avere paura di sbagliare, ma piuttosto imparare a “sbagliare a basso costo”.

4. Nessuno è un’Isola. Innoviamo Assieme. Dobbiamo come singoli/e e come Squadra essere game-changer, perché – come ha detto il Presidente del CIO, Thomas Bach – lo sport è un fattore essenziale per combattere la pandemia e deve essere parte integrante alla soluzione della crisi con le strategie di recovery. Ma la prima lezione della crisi è che “abbiamo bisogno di maggiore solidarietà all'interno delle società e tra le società”.

5. L’Europa (e il mondo) è la nostra Casa Comune – anche nello Sport. Il COVID-19 ha mostrato quanto sia importante lo sport, l'attività fisica ed il benessere per tutti i cittadini dell'Unione Europea e tutti i Governi hanno sempre raccomandato uno stile di vita attivo – anche durante la pandemia. Questa nuova dimensione e questa nuova legittimità dello sport devono essere trasformati in un'opportunità. Mariya Gabriel, Commissaria Europea a Innovazione, Ricerca, Cultura, Istruzione e Giovani (ma anche Sport) ci invita a pensare oltre al terribile impatto del COVID-19 (a breve la Commissione Europea pubblicherà i risultati di un mapping exercise sul proprio sito, che, anticipiamo, riportano una riduzione del “PIL Sportivo” almeno del 15% nel 2020, indipendentemente dalle misure dei diversi Governi Europei, in tutta l'Unione Europea).Vogliamo ricordare il contributo di Erasmus +, il Piano di Lavoro UE 2021-2024 (e l'innovazione diventerà uno dei nuovi pilastri, assieme tra l'altro all'inclusione, all'ambiente, alla gender equality e alla diplomazia sportiva) e il cosiddetto “Appello di Tartu per un Sano Stile di Vita” – che si trasformerà in un progetto trasversale che guarderà tra l'altro a sostenibilità e potenziale dell'innovazione.

6. La Pandemia ha accelerato le Dinamiche dell'Innovazione (e dello Sport). La pandemia sta avendo conseguenze sistemiche sulla nostra società, sullo sport e sul mondo dell'innovazione. Satya Nardella, CEO di Microsoft, sostiene che abbiamo sperimentato l'impatto di 2 anni di trasformazione digitale in 2 mesi. Queste nuove dinamiche vanno accompagnate da nuove sfide educative, re-skilling ed up-skilling, soprattutto in un Paese come l'Italia, descritto drasticamente come ritardatario sulle competenze digitali dal DESI – Digital Economy & Society Index): l'Italia è 25esima su 27 in generale e 27esima su 27 per capitale umano.

7. Non sprechiamo questa crisi. O meglio, “la vita va compresa all'indietro ma va vissuta in avanti” – diceva il filosofo danese Søren Kierkegaard. E concludiamo quindi con 3 proposte: 1.Cogliamo subito l'occasione di pensare alla nuova legittimazione internazionale dello sport e pensiamo alla futura Presidenza Italiana del G20: nel 2021 l'Italia avrà la Presidenza del G20 ed ospiterà un “Global Health Summit”, focalizzando il lavoro sulla salute come “bene pubblico globale”. Questa occasione deve – a nostro parere – includere lo sport come elemento base per la salute, per la prevenzione di cattive abitudini e per la creazione di un circolo virtuoso. Noi ci mettiamo in gioco!2.Lo Sport conta – anche nelle strategie di Recovery. Il CIO ci ricorda come 118 Governi abbiano aderito ad un appello delle Nazioni Unite per inserire lo sport come leva e volano nelle strategie post-COVID-19. Il CIO richiama i Governi, la Commissione Europea ha intrapreso azioni tangibili, il Governo Italiano è allineato. Lo Sport – dimostrano i dati della Commissione Europea – conta a livello europeo tra il 2.14% (di media) ed il 3% del PIL ed il 3.5% della forza lavoro. Perché non diamo dignità a questo settore che adotta un linguaggio universale e può essere un trasmettitore/moltiplicatore di energie positive al Paese? Perché ci dimentichiamo dello Sport quando si parla di strategie di lungo periodo e di sostenibilità? Anche perché se alcune idee innovative vengono adottate nello sport, tutta la società si solleva – e lo dimostra la Lettera di Intenti firmata a Parigi questo mese da Francia, Germania, Giappone e molti stakeholder internazionali (ma non – per ora – da Cassa Depositi e Prestiti) sul lancio dell'alleanza globale Sport for Development Coalition of Public Development Banks and Partners. L'Italia (e l'Europa) può giocare all'attacco la partita di Sport e Innovazione, combinandola con la Sostenibilità. 3.Facciamo squadra. Innoviamo, puntando sul Capitale Sociale/Umano – e sullo Sport. Abbiamo bisogno di una “rete di innovazione” – anche nello sport, soprattutto in un momento così delicato. Il virus ha sradicato il modello di business (come descrive il libro di Fabio Lalli, “Sport Digital Transformation”), ha dato identità a fan sulle piattaforme digitali ed i progetti di innovazione vanno considerati come metodo sistematico di open innovation (come sta facendo il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC con il FIGC Youth Lab). È una questione di eco-sistema: non possiamo lasciare i singoli attori dello sport da soli, perché le grandi trasformazioni digitali funzionano bene quando c'è un eco-sistema – pubblico/privato, dove le associazioni fanno da volano a iniziative di piattaforma, dove l'università ha un ruolo cruciale e le startup una funzione chiara. È necessaria la trasformazione dei singoli attori, ma serve – contemporaneamente – creare un ecosistema con partner (anche tecnologici) e tutti gli stakeholders per far in modo che la trasformazione digitale vada in porto come priorità sociale. Questo Paese e l'Europa hanno tutti gli strumenti per far bene. E forse post-COVID, nello sport, si potrà ritrovare energia, unità e volontà di rimettersi in gioco e fare squadra per affrontare una grande sfida e per far ripartire l'entusiasmo delle Nazioni. Perché la tecnologia è un semplificatore che democratizza ed un acceleratore per l'eco-sistema in un concetto di innovazione antropocentrico (human-centered innovation).

Francesco Anesi , Ambassador, Global Sport Innovation Centre powered by Microsoft

Carlo Alberto Carnevale Maffè , Professor of Practice, Strategy and Entrepreneurship, Università Bocconi

Rossana Ciuffetti , Direttore della Scuola dello Sport, Sport e Salute

Barbara Cominelli , COO, Marketing and Operations Director at Microsoft Italy

Vito di Gioia , Segretario Generale, Settore Giovanile e Scolastico, FIGC

Veronica Diquattro , Chief Customer & Innovation Officer at DAZN

Maria Luisa Fernandez Esteban , Vice Capo Unità Sport, Commissione Europea

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