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Vaccini AstraZeneca: 10 domande e risposte su seconda dose, età, sintomi gravi

La segnalazione di un nesso tra il vaccino anglo-svedese Vaxzevria e gli eventi collaterali trombotici rari ha richiesto una circolare di aggiornamento

di Nicola Barone

Covid, il vaccino AstraZeneca raccomandato per gli over 60

3' di lettura

Uso preferenziale nella popolazione sopra i 60 anni di età. Per il vaccino prodotto dalla società anglo-svedese AstraZeneca è questo, all’essenza, il (parziale) cambio di rotta contenuto nella nuova raccomandazione di ministero della Salute e Aifa dopo il pronunciamento di Ema. La segnalazione di un nesso tra il vaccino e gli eventi collaterali trombotici rari ha portato alla circolare di aggiornamento sull’uso di Vaxzevria inviata a Regioni, ministeri ed associazioni mediche. Gli operatori sanitari «devono vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia e informare di conseguenza i vaccinati», afferma Aifa nella nota informativa pubblicata a seguito della procedura condotta a livello europeo. Ecco alcune indicazioni che è utile tener presenti.

Per quali fasce di età il vaccino è autorizzato?

Il vaccino è approvato dai 18 anni d’età. «Sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate - si legge nella circolare - è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone sopra i 60 anni di età».

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Sono più i vantaggi o gli svantaggi nel vaccinarsi?

La Cts ribadisce che il bilancio beneficio/rischio del vaccino AstraZeneca si conferma «complessivamente positivo» in quanto il vaccino è «sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al Covid-19». Attualmente «tale bilancio appare progressivamente più favorevole al crescere dell’età».

In cosa consistono gli eventi avversi?

Nella coincidenza registrata in episodi assai sporadici di coaguli di sangue e piastrine molte basse. Secondo gli esperti «la combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse potrebbe essere collegata alla risposa immunitaria dell’organismo che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina (trombocitopenia indotta da eparina)». Come è stato spiegato dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, si tratta di «eventi trombotici in sedi inusuali ma straordinariamente rari», 86 casi su almeno 25 milioni di vaccinati. Per Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, «è giusto che la gente sappia delle rare forme di trombosi osservate. Ma anche che sia consapevole del fatto che la frequenza di eventi di questo tipo legati al vaccino è più rara di qualunque altra complicazione legata a qualunque farmaco. Il vaccino è più sicuro dell'aspirina, di qualunque antibiotico, di antiaritmici e antipertensivi». Per i farmaci di tutte queste categorie c’è un rischio di morte più alto di quanto non ci sia con il vaccino AstraZeneca. «Però nessuno di coloro che prendono un antiaritmico smette perché può morire a causa del farmaco perché la morte per aritmia è così frequente che è meglio usare le terapie disponibili per contrastarla», aggiunge Remuzzi.

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Quali sono i soggetti più a rischio?

L’associazione con gli eventi trombotici «non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni, nei quali l’incidenza dei casi a seguito della vaccinazione risulta addirittura inferiore rispetto a quella attesa». A evidenziarlo è la Commissione tecnico scientifica Cts dell’Aifa nel parere allegato alla circolare. Paradossalmente il vaccino potrebbe persino avere un “effetto protettivo” per questa fascia di età.

A cosa bisogna prestare attenzione?

I tecnici di Ema avvertono dell’importanza di riconoscere in maniera tempestiva i segnali degli eventi avversi legati alle trombosi. Infatti «riconoscendo i segni precoci dei coaguli di sangue e delle piastrine basse e trattandoli precocemente, gli operatori sanitari possono aiutare le persone colpite da questi eventi nel loro recupero ed evitare complicazioni». Utile prestare attenzione a fiato corto, dolore al petto, gonfiore delle gambe, persistente dolore addominale, mal di testa e vista offuscata.

Esistono trattamenti preventivi efficaci?

Alla luce dei dati disponibili, avverte la Cts, «non è possibile esprimere raccomandazioni circa l’individuazione di specifici fattori di rischio, e nel contempo non sono identificabili trattamenti preventivi degli episodi trombotici».

Come deve comportarsi chi ha ricevuto la prima dose?

Chi ha già ricevuto una prima dose di Vaxzevria può completare il ciclo col medesimo vaccino. «Al momento - si legge nel parere della Commissione tecnico scientifica - non esistono dati sul rischio correlato alla seconda dose in quanto al momento essa è stata somministrata solo ad un numero limitato di soggetti».

Lo stesso preparato viene confermato ovunque?

Non in tutti, dipende da caso per caso. Le persone in Francia sotto i 55 anni che hanno ricevuto la prima dose faranno il richiamo con Pfizer-BionTech o Moderna. Dal canto suo la Commissione europea ritiene che manchino i presupposti per «fermare» la somministrazione della seconda dose di AstraZeneca sollecitando gli Stati a mantenere «un approccio coerente» in materia di vaccinazioni.

Entro quanto tempo si hanno i fenomeni avversi?

A oggi, la maggior parte dei casi di eventi trombotici rari è stata segnalata in soggetti di età inferiore ai 60 anni e prevalentemente nelle donne. Tali eventi sono stati osservati per lo più entro 14 giorni dalla prima dose di vaccino.

Gli altri tipi di vaccino hanno problemi analoghi?

Al momento non sono stati identificati analoghi segnali di rischio di eventi trombotici «per i vaccini a mRNA», ovvero quelli di Pfizer-BionTech e Moderna. Non è invece ancora possibile esprimere un giudizio, precisa la Cts, in merito ad altri vaccini che utilizzano piattaforme vaccinali virali.

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