L’Italia che non ci piace

Dalla Sicilia alla Lombardia, tutti quelli che hanno saltato le file del vaccino

Dal sindaco di Corleone che prima ha annunciato le dimissioni e poi le ha ritirate alle 220 persone in lista senza averne diritto all'Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, non mancano i casi in cui si è cercato (e trovato) un escamotage

di Andrea Carli

Covid, il vaccino AstraZeneca raccomandato per gli over 60

6' di lettura

In lista senza averne diritto, in barba a a qualsiasi regola (e probabilmente anche al buon senso). L’ultimo caso è quello di Biella. Un terremoto ai vertici dell'Asl della città piemontese. Sessanta avvisi di garanzia per altrettanti “furbetti del vaccino”. Sono coloro che, abili a infilarsi negli spiragli di regole non sempre chiare e puntuali, abilmente aggiunti nella lista dei “riservisti” da amici o amici di amici, sono riusciti a farsi somministrare il vaccino anti-Covid prima di persone che, sia sotto il profilo dell’età anagrafica sia per condizioni di salute, senza alcun dubbio avrebbero dovuto avere la priorità.

Avrebbero. Tra quelli finiti sotto la lente dei carabinieri, secondo quanto riporta La Stampa, qualche dirigente, avvocati e commercialisti, ma anche il commissario dell'Asl Diego Poggio, il direttore sanitario e quello amministrativo. L’ipotesi degli inquirenti: a inizio gennaio, quando la campagna vaccinale riguardava soltanto i sanitari, avrebbero “saltato la fila”. Sono stati individuati esaminando i nomi riportati sugli elenchi dei vaccinati, segnando tutte le possibili anomalie.

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In Puglia minorenni si fingono volontari per passare avanti alla fila

Ma il caso di Biella è solo l’ultimo di una serie di episodi che raccontano l’abitudine di qualche italiano a non rispettare la fila, in quanto attendere il proprio turno sarebbe, dal loro punto di vista, cosa disdicevole e poco creativa. Con la conseguenza che tutti gli altri che la fila la rispettano avvertono una sensazione di impotenza e di rabbia. Tra dicembre e febbraio in Puglia c’è stata una corsa alle vaccinazioni. Il che sarebbe una buona notizia in questa fase in cui il Governo è in pressing sulle Regioni per raggiungere entro la fine del mese le 500mila somministrazioni al giorno. Perlopiù dopo la scelta di destinare AstraZeneca agli over - 60. Ma non è così. La volata pugliese non ha riguardato over 80 o persone fragili ma minorenni, tra i 14 e i 17 anni, e gente che si è iscritta alle associazioni di volontariato, così da ottenere la tessera e ottenere il vaccino. È questa la realtà che viene fuori dalle inchieste del Nucleo ispettivo regionale sanitario pugliese (Nirs) su quanti si sarebbero vaccinati non avendone diritto.

Ispettori Nirs Puglia, «ai furbi del vaccino 1 dose su 5 destinate a operatori sanitari»

I dati fanno riflettere. Nel complesso nella prima fase della vaccinazione anti-Covid, destinata come si è detto agli operatori sanitari, tra tutti i vaccini fatti, 1 su 5 è andato ai “furbi”, immunizzati sottraendo la dose a chi ne aveva diritto. In Puglia su 135 mila vaccinazioni, dopo accurate verifiche su più elenchi, compresi quelli Inps, per ben 25 mila non si è riscontrata l'attribuzione corretta alla categoria. «Un dato che può essere traslato anche a livello nazionale se consideriamo che al 20 marzo risultavano vaccinati 2 milioni e 860 mila operatori sanitari e socio sanitari su 8 milioni di vaccinazioni totali, percentuali di oltre il 70% confrontabili con quelle pugliesi», ha spiegato l'avvocato Antonio La Scala, coordinatore del Nucleo ispettivo regionale sanitario (Nirs) della Regione Puglia. La Scala ha spiegato che in tanti furbetti sono andati a iscriversi ad associazioni di volontariato per ottenere il diritto a vaccinarsi. Poi, in un secondo momento la Regione ha specificato che avevano diritto solo i volontari del servizio 118, quelli che portano le bombole a casa dei pazienti con il Covid, e quelli che lavorano nel servizio di emergenza-urgenza.

Inchiesta pm Bari si allarga a caregiver

Ora il dossier compie un ulteriore passo. L'indagine dei carabinieri del Nas, coordinata dalla Procura di Bari, sui presunti “furbetti” dei vaccini, si allarga alla Fase 2 della campagna vaccinale e alle somministrazioni ai caregiver degli under 16 disabili dello scorso fine settimana di Pasqua.

Ordini medici, «non solo furbetti del vaccino, politica ammetta responsabilità

Di qui la riflessione ad alta voce di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo: «Sicuramente ci sono i furbetti del vaccino che hanno “saltato” la fila, scavalcato chi aveva più diritto a essere immunizzato - ha detto -. Quelli che si sono dichiarati volontari o si sono fatti passare per chi non erano. Ma il problema più grosso è politico: c'è stato un ministero della Salute che ha deciso un piano vaccinale. E poi c'è stato qualcuno che lo ha sovvertito interpretandolo liberamente. La responsabilità non può limitarsi ai furbetti». Insomma, «la politica si assuma la sua responsabilità ammettendo di aver interpretato diversamente il piano, anche pensando, probabilmente, di far bene. Ho segnalazioni di medici che non sono stati vaccinati, pur chiedendolo. Questo perché, in molti casi, c'è stato una libera interpretazione di chi amministra le Regioni. È stato interpretato il “socio sanitario”, come abbiamo denunciato sin dall'inizio, come ospedale “free Covid”. È stato vaccinato così anche il personale amministrativo, prima che si completassero i medici e le altre categorie previste. E ne parliamo ancora oggi - ha concluso Anelli -: sono passati 4 mesi e ancora dobbiamo occuparci di quelli che dovevano essere vaccinati a gennaio, operatori sanitari, Rsa e ultraottantenni».

In Lombardia in 220 entrano nella sezione riservata al personale medico

In Lombardia ai primi di marzo a seguito di un’inchiesta di Radio Popolare è venuto fuori che 220 persone hanno tentato di farsi vaccinare nonostante non rientrassero né tra le categorie professionali né nella fascia d'età su cui in questo momento si focalizza la campagna vaccinale. Secondo il resoconto dell’Azienda Socio Sanitaria dei Santi Paolo e Carlo di Milano, sono riusciti ad appropriarsi del link interno riservato al personale medico inserito negli elenchi degli aventi diritto forniti da Ats Città Metropolitana di Milano.

In Liguria Nas a caccia dei 'furbetti' del vaccino

In Liguria è scattata la caccia a eventuali “furbetti” dei vaccini. I carabinieri del Nas, il Nucleo antisofisticazioni e sanità, hanno acquisito dalle Asl competenti sulle quattro province le liste di tutti quelli che hanno ricevuto il farmaco. I militari, stanno partendo dall'analisi dei fruitori più giovani incrociando appunto il dato anagrafico, l'appartenenza a categorie “privilegiate” ed eventuali patologie. A Genova nelle scorse settimane è esplosa la polemica sul segretario generale della Regione Pier Paolo Giampellegrini che l'11 marzo si era presentato all'Hub di Confcommercio ottenendo una dose di Pfizer rimasta in frigo. Il procuratore capo Francesco Cozzi aveva sottolineato la necessità di una norma «per i cosiddetti riservisti per stabilire criteri chiari su chi si possa vaccinare per non sprecare le dosi». Anche la procura di Aosta ha aperto un fascicolo sull'applicazione del piano vaccinale anti-Covid nella regione.I pm hanno delegato il Nas dei carabinieri rispetto a due quesiti: verificare l'applicazione del Piano redatto a livello ministeriale e riscontrare se ci sono state eventuali segnalazioni di persone immunizzate ma non aventi diritto in base allo stesso piano del ministero.

Il sindaco di Corleone prima annuncia le dimissioni, poi le ritira

Emblematico il caso del sindaco di Corleone (Palermo). A Nicolo' Nicolosi il vaccino contro il Covid-19 non ha garantito l'immunità dalle polemiche. Prima ha annunciato su facebook le dimissioni: un’indagine dei carabinieri del Nas aveva infatti segnalato alla Procura di Termini Imerese che lui e gli assessori della giunta si erano fatti somministrare le dosi contro il coronavirus, pur non rientrando tra le categorie stabilite dalla legge. Poi, il passo indietro: il 26 marzo ha ritirato le dimissioni, auspicando «un nuovo patto di collaborazione e comprensione con tutta la cittadinanza, entrato in crisi a seguito delle vicende di queste settimane che hanno registrato fratture e contrapposizioni». Oltre ai centri di vaccinazione di Corleone, sotto la lente della Procura di Palermo e la Procura di Termini Imerese sono finiti quelli di Petralia Sottana, il Giglio di Cefalu' , Villa delle Ginestre, Policlinico, Fiera del Mediterraneo e Civico di Palermo.

Caso Scanzi, Asl invia rapporto in procura

Un caso che non è passato sotto traccia è quello di Andrea Scanzi. Il giornalista si è vaccinato ad Arezzo, rientrando tra i riservisti della Asl sud. La Asl Toscana Sud Est ha consegnato le conclusioni dell'ispezione interna circa il caso del vaccino Astrazeneca somministrato al giornalista aretino, a suo dire “caregiver”. La procura di Arezzo non ha ancora visionato il materiale che comunque confluirà nel fascicolo modello 45 aperto sulla vicenda e che al momento è senza ipotesi di reato. Nei prossimi giorni saranno effettuate le verifiche necessarie per valutare se, ed a carico di chi, si possano ravvisare eventuali profili di responsabilità. «Ho scritto al mio medico il 26 febbraio dicendogli che sapevo che non rientro in nessuna categoria, se cambiassero le regole e nel pieno rispetto delle regole e per evitare che la dose venisse buttate via ho chiesto se potessero chiamarmi - ha chiarito Scanzi -. Lui mi chiama il 3 marzo e mi dice al telefono: “Andrea, l'Asl ha detto che ha scoperto che molte dosi vengono buttate via”. Io gli ho risposto di procedere se tutto fosse stato lecito».

Toscana, dagli studenti ai cuochi: le categorie che hanno ottenuto Pfizer

Rimanendo sulla Toscana, secondo quanto riporta La Nazione non è del tutto vero che gli avvocati hanno rubato i vaccini agli anziani. Tra gli oltre 120mila vaccinati del personale sanitario e sociosanitario e i 20mila del personale non sanitario che opera in strutture sanitarie, in base ai dati forniti dalla Regione - hanno avuto tutti Pfizer, anche se non hanno mai varcato la soglia di un reparto - ci sarebbero oltre agli amministrativi, gli psicologi (ammessi tutti gli iscritti all'Ordine, più di 7mila in Toscana), gli assistenti sociali, i veterinari, i giardinieri, i manutentori, le maestranze dei cantieri (idraulici, muratori, elettricisti, imbianchini), poi addetti alle mense, cuochi, studenti iscritti a Medicina dal terzo anno. Tutti appassionatamente in lista senza averne diritto, con buona pace di chi invece quel diritto invece ce l’ha. Da qualunque lato la si guardi, una pagina non bella. Decisamente.

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